IL RUOLO DELL'ANGOLO DI FUCHS IN IRIDOLOGIA DIAGNOSTICA
di Marino Lusa

IL RILIEVO IRIDEO.

La valutazione del rilievo irideo costituisce un utile elemento per la determinazione della qualità del “terreno” che potrà confermare od ampliare le indicazioni raccolte nell'ambito della lettura iridologica generale. E' questa un'efficace modalità per confermare ovvero modificare l'idea delle caratteristiche genotipiche e fenotipiche che si è potuta formare nel corso dell'esame. Ciò offre infatti la possibilità di cogliere delle importanti indicazioni sul trascorso patologico del soggetto e sulla sua resistenza vitale (resilienza), contribuendo all'edificazione dell'insieme del suo quadro generale su base costituzionale.

Se posizioniamo la fonte luminosa necessaria per l'osservazione iridologica sul lato temporale e la orientiamo assumendo un'angolazione radente muovendola dolcemente in direzione del mento, potremmo constatare lo spostamento delle ombre che si riflettono sull'iride. Quest'ultima non si presenta come una superficie appiattita, ma denota una struttura di rilievo paragonabile al cratere di un vulcano. Anatomicamente infatti, dal centro occupato dalla pupilla, lo stroma irideo si alza con una pendenza di maggiore o minore entità a seconda dell'estensione del “collaretto” (Bordo della Corona) e dell'altezza del suo margine esterno (localizzazione simpatica). Il collaretto forma dunque un rilievo di forma e dimensioni variabili. Dal punto massimo del rilievo, lo stroma irideo discende poi con dolce pendenza verso il bordo esterno dell'iride.

L'angolo formatosi dal punto d'incontro tra il piano pupillare (detto zona pupillare ovvero area gastrointestinale) ed il piano ciliare (detto zona ciliare ovvero area degli organi) ed avente per vertice il collaretto viene denominato “Angolo di Fuchs”.

La valutazione di tale angolo comporta senza dubbio una certa difficoltà, ciò anche in relazione al fatto che lo spessore dell'iride varia da un minimo di 3/10 ad un massimo di 6/10 di millimetro nella sua parte più spessa. Tuttavia è necessario superare tale difficoltà per poter ottenere con buona sicurezza una serie di informazioni altrimenti non registrabili con l'osservazione dei segni iridologici classici.


LE CATEGORIE IRIDOLOGICHE CHE DETERMINANO L'ANGOLO DI FUCHS.


Nell'ambito della topografia anulare che divide l'iride in anelli concentrici, ciascuno dei quali correlabile con la rappresentazione iridea di apparati e sistemi, possiamo trovare all'interno del piano pupillare le aree riflesse di alcune importanti categorie iridologiche: l'orlo pupillare interno (O.P.I.), l'anello gastrico (area dello stomaco) e l'anello intestinale (area dell'intestino tenue e crasso), nel mentre all'interno del piano ciliare sono racchiuse le rappresentazioni dei diversi organi. Il tutto risulta diviso, come già detto, dal collaretto o Bordo della Corona (B.C.).


L'ORLO PUPILLARE INTERNO. Il primo, con valenza di anello metabolico, assume normalmente una colorazione rosso-brunastra e delimita la pupilla. Questa struttura “a festone”, che all'esame dell'iridoscopio si presenta in qualche misura in rilievo, è formata da singoli elementi costitutivi detti “opioni” e corrisponde di fatto all'epitelio posteriore dell'iride. La presenza dell'anello metabolico indica di per sé che le funzioni organiche fondamentali sono integre e che i processi patologici che potrebbero eventualmente essere individuati nel corso dell'esame iridologico, non rivestono assolutamente carattere di possibile tendenza a malignità. Questa prima lettura appare dunque fondamentale per determinare il livello di gravità delle lesioni che potrebbero essere già presenti nel quadro clinico del soggetto. L'O.P.I. è anche il luogo dove si proietta il sistema nervoso parasimpatico, le cui perturbazioni possono produrre modificazioni del colore dell'anello metabolico ovvero, a volte, depigmentarlo in modo da trasformarne la tonalità in un grigio spento.

L'O.P.I. o per meglio dire le sue possibili alterazioni strutturali, sono inoltre correlabili con lo “stato di salute” della colonna vertebrale e sono in grado di offrirci l'indicazione sul preciso segmento rachideo oggetto di alterazioni funzionali o addirittura sull'esatta vertebra interessata a tali eventuali alterazioni.

Inoltre ed in sintesi, la struttura morfologica dell'O.P.I. può definire ulteriormente il livello relativo alla quantità ed alla qualità della possibile energia espressa dal soggetto sul suo piano costituzionale. A questo riguardo si distingueranno morfologie diversificate in funzione della sua rappresentazione più o meno visibile: avremo quindi la possibilità di suddividere l'O.P.I. in normotrofico (morfologia regolare), atrofico (assente), parzialmente atrofico (presente in parte), ipertrofico (morfologia in eccesso) ipotrofico (morfologia in difetto) e border-line (morfologia mista).


L'ANELLO GASTRICO. Il secondo anello è la rappresentazione dell'area riflessa dell'anello dello stomaco ed in funzione della sua possibile colorazione offre importanti informazioni relative alla funzionalità di quest'organo digestivo. Una colorazione tendenzialmente bianca, ovvero più chiara rispetto alla colorazione generale dell'area gastrointestinale (interna al Bordo della Corona), indica infatti sul piano della lettura organica, possibile tendenza ad eccessiva secrezione dei succhi gastrici (ipercloridria) con possibilità di sviluppo della gastrite che potrebbe cronicizzarsi e determinare fenomeni ulcerativi della mucosa fino alla possibile formazione di neoplasie. Una colorazione tendenzialmente grigiastra, ovvero più scura rispetto alla colorazione di fondo dell'area gastrointestinale, può indicare invece la possibile tendenza al fenomeno inverso, cioè scarsa secrezione gastrica (ipocloridria) con possibilità di produrre anch'essa fenomeni ulcerativi dovuti a lesione della mucosa con possibili effetti susseguenti. Una colorazione tendenzialmente scura (virante verso il nero), indica infine una possibile tendenza a fenomeni di atrofizzazione della mucosa gastrica con conseguente possibilità che tale alterazione funzionale possa trasformarsi anch'essa in fenomeni ulcerativi (per lesione della mucosa) fino a possibili formazioni neoplastiche.

Va sottolineato che sul piano offerto dalla lettura emozionale dell'iride, questi fenomeni fisici rappresenterebbero la relazione che ciascun soggetto sviluppa nell'ambito del proprio vissuto in rapporto al “boccone della vita” ovvero in relazione alla capacità di ciascuno di “digerire” gli eventi attraversati e registrati come maggiormente disturbanti o che possono addirittura aver prodotto effetti dolorosi dei quali, lo stesso, non riesce ad attivare e raggiungere la giusta “digestione emotiva”.


IL COLLARETTO. E' il luogo di proiezione del sistema nervoso ortosimpatico e delle grandi funzioni metaboliche; il rilievo ed il colore di questa zona potranno cambiare in rapporto a diversi processi patologici. Spesso si assiste ad una deformazione del collaretto in seguito alla parziale o totale dilatazione dell'anello digestivo intestinale, per esempio in caso di colite. Il collaretto costituisce una specie di cresta che delimita due versanti: uno interno alla zona pupillare e l'altro esterno alla zona ciliare, ovvero il “luogo geometrico” dove si forma l'angolo di Fuchs. Tutt'attorno al collaretto si trova l'anello della grande circolazione. Questa è anche la zona dove si proiettano le aree riflesse delle ghiandole endocrine (anello endocrino o ghiandolare) e dove secondo la classificazione che attiene alla scuola iridologica tedesca si proietta il sistema nervoso linfatico. Secondo questa interpretazione, per la sua stretta relazione con il collaretto, tale zona risente notevolmente delle alterazioni dell'attività funzionale linfatica. E' interessante notare la ricchezza di questa zona di transizione anche se, a causa della sovrapposizione di diverse strutture in uno spazio ristretto, può apparire di difficile interpretazione.


LA ZONA CILIARE. Tale zona comprende per due terzi l'area degli organi propriamente detta in cui si proiettano i diversi settori organici, mentre nello spazio restante verso l'esterno, vi è la rappresentazione della proiezione dell'anello linfatico (scuola italiana), delle formazioni vascolari periferiche e/o dell'anello cutaneo. Naturalmente, per quanto concerne la lettura interna all'area degli organi, sarà necessaria la valutazione dei segni patografici e patocromatici in essa rilevabili, mentre in sede linfatica verranno presi in considerazione (iridi linfatiche e miste), gli accumuli di colorazioni diverse (biancastre, giallognole, beige, aranciate, ecc.) di aspetto fioccoso denominati “tofi”, corrispondenti ad un terreno con possibili tendenze a fenomeni di natura tossinica e/o tossiemica. Tali tendenze risulterebbero derivanti da una scarsa attività drenante del sistema linfatico nonché dall'alterata attività metabolica degli organi rappresentati dalle diverse e specifiche colorazioni presenti.

La qualità cromatica e luminosa dell'anello periferico o anello cutaneo, determina infine la possibilità di verificare la qualità dell'attività emuntoriale svolta dalla pelle. Una colorazione scura e tendenzialmente opaca suggerisce infatti la necessità di intervenire sulla funzionalità dell'apparato cutaneo per ottimizzare lo scambio interno-esterno in modo tale da ridurre il carico tossinico accumulato dall'organismo e ripristinare l'equilibrio.

Sul piano emozionale la scarsa attività di questo scambio offre invece la possibilità di valutare la qualità delle relazioni che il soggetto riesce a stabilire con il mondo esterno, il livello di capacità relativo all'apertura, al contatto ed al dialogo intercorrente fra il suo spazio interno (sé profondo) e lo spazio esterno (sé sociale).


LA VALUTAZIONE DELL'ANGOLO DI FUCHS.


Come precedentemente detto, l'angolo di Fuchs determina il rilievo del collaretto rispetto al piano pupillare ed al piano ciliare. A questo livello si attua la piccola circolazione arteriosa e l'innervazione da parte dei nervi ciliari lunghi. Le tensioni della camera anteriore dell'occhio spingono dal basso verso l'alto creando un angolo del collaretto sempre più acuto, con conseguente convessità della zona pupillare e ciliare. L'ipertonia si traduce in pratica come iperfunzionamento del ramo simpatico del Sistema Neurovegetativo.

L'esame del rilievo irideo e quindi dell'angolo di Fuchs, non può essere effettuata in maniera soddisfacente avvalendoci semplicemente del supporto fotografico in quanto l'immagine conseguente appare tendenzialmente appiattita nelle forme e nelle convessità, mentre esso può essere valutato significativamente con l'osservazione dinamica o con la ripresa video a condizione però che la luce proiettata sull'iride sia sempre ad essa tangenziale ed incidente.


L'INTERPRETAZIONE DELLE DIVERSE SCUOLE IRIDOLOGICHE.


In relazione alla possibile elevazione dell'angolo di Fuchs si è determinata una classificazione diversificata e connotata secondo alcuni autori appartenenti alle principali scuole iridologiche.


GILBERT JAUSAS. Secondo la classificazione proposta dal noto iridologo francese si distinguono sette diversi gruppi, ciascuno con le proprie peculiarità:


Rilievo n° 1: è il rilievo ideale, perfetto, di un'iride normale in cui le forze vitali del soggetto sono equilibrate in modo ottimale. E' l'indicazione di un tono eccellente e costituisce un ottimo punto di partenza per una eventuale prognosi.

Rilievo n° 2: un trascorso patologico ha smussato il rilievo e messo l'ortosimpatico in uno stato di ipofunzione, quando la sommità è appiattita per tutta la sua lunghezza (cosa che non avviene molto frequentemente). La buona resistenza dell'organismo non è intaccata, come pure l'eccellente reazione di difesa vitale del soggetto, che ha avuto ragione in modo perfetto delle problematiche patologiche attraversate.

Rilievo n° 3: questo rilievo, appiattito e diminuito in maniera notevole, non presenta più molte reazioni difensive. E' il terreno che in omeopatia viene classificato come “sicotico”, il terreno delle verruche e dei naevi e , ad esempio, il terreno cancerinico.

Rilievo n° 4: depressione netta della zona centrale, equivale ad uno stato deficitario del sistema nervoso vegetativo, il cui stato patologico può essere dovuto a vecchie malattie infettive d'origine microbica o da virus filtrabili; la depressione interessa le secrezioni umorali e ghiandolari. Costituisce un segno aggravante in vista di una eventuale prognosi.

Rilievo n° 5: qui la zona centrale è decisamente normale, ma vi è una depressione del terreno dell'iride nell'anello degli organi; è il segno di una riduzione della vitalità e della resistenza degli organi. Tale rilievo si riscontra nel terreno che in omeopatia viene definito come “tubercolinico” e nelle tubercolosi.

Rilievo n° 6: l'iride è gonfia, ma nonostante questa anomalia denota una buona resistenza generale dell'organismo. E' espressione di ipertonia del sistema nervoso-simpatico. Si rileva particolarmente nei soggetti che mangiano troppo e si “sgonfiano” con facilità. Questo rilievo si osserva spesso nell'ipertensione arteriosa ed in caso di sifilide. Non si tratta di un cattivo rilievo.

Rilievo n° 7: si tratta di un rilievo come ammaccato in certe parti e perfettamente normale in altre. E' indice di malattie croniche e di difficile guarigione (ad esempio: malattie cerebrali, del midollo spinale, paralisi ecc.). E' il rilievo delle gravi malattie nervose.


RENE' BOURDIOL. Secondo la classificazione offerta invece da Bourdiol, altro importante iridologo di scuola francese, il rilievo irideo viene suddiviso sulla base della predominanza di uno dei due rami del Sistema Nervoso Autonomo. Tale classificazione contempla tre fondamentali tendenze ed affida a ciascuna le diverse tipologie dell'Angolo di Fuchs.


Tendenza ipertonica (predominanza miasma sicotico)

  • iride a cratere: predisposizioni ad alterazioni neuro-endocrine. La contemporanea presenza di anelli nervosi (archi di cerchio) può deporre per predisposizione psicotica;

  • iride a imbuto: predisposizione a fenomeni di flatulenza, disturbi intestinali, dispepsia e spasmi;

  • iride iper-rilevata: reazione immunitaria esagerata con possibilità di asma. Spesso è concomitante con iperattività surrenalica.


Tendenza ipotonica (predominanza miasma psorico)

  • iride appiattita: inibizione immunitaria, tendenza adrenergica, malattie croniche;

  • iride arrotondata: ipoattività immunitaria;

  • iride infossata: situazione molto ipo, malattie del midollo spinale, sclerosi a placche, ecc.


Tendenza iper/ipotonica (predominanza miasma luetico)

  • iride irregolare: distonia neurovegetativa.


LUIGI COSTACURTA. A conclusione di questo articolo sul ruolo dell'Angolo di Fuchs in Iridologia diagnostica (titolo mutuato dall'interessante lavoro prodotto negli anni '90 dal dott. Vincenzo Di Spazio a proposito del Ruolo dell'Orlo Pupillare Interno in Iridologia diagnostica), diventa obbligatorio citare la valutazione dell'Angolo di Fuchs proposta nell'interpretazione offerta da Luigi Costacurta.

Secondo quanto evidenziato dal nostro Maestro, l'Angolo di Fuchs diviene infatti la categoria iridologica più indicata attraverso cui è possibile osservare lo sviluppo e la conseguente evoluzione fisiologica della “febbre gastrointestinale”. E' infatti a partire dalla progressiva elevazione di quest'angolo che l'osservatore può trarre le opportune e specifiche correlazioni tra l'attività digestiva, metabolica ed intestinale del soggetto osservato e la rappresentazione determinata dall'alterazione del rilievo irideo.

Tanto maggiore (acuto) apparirà infatti l'Angolo di Fuchs tanto più importanti e significative sul piano fisiologico e funzionale saranno le condizioni delle diverse attività gastrointestinali, con possibilità di tracciare un percorso terapeutico perfettamente mirato sulle specifiche necessità della singola persona.


Sulla base di queste modalità di classificazione per scuole di appartenenza e per tipologie diverse, è ulteriormente possibile conoscere l'ambiente nel quale si evolve un'affezione. E' assolutamente necessario specificare però che in Iridologia, come peraltro in molte altre scienze, non bisogna mai attribuire un valore sempre uguale e definitivo ad un fattore considerato in modo isolato, ma è necessario considerarlo sempre all'interno dell'insieme fisiologico, patologico, energetico ed emozionale in cui si viene a trovare ed interpretarlo in funzione del terreno nel quale esso si evolve.


UNA POSSIBILE INTERPRETAZIONE EMOZIONALE.


A corollario di quanto detto e sulla base dei miei personali studi su questa interessante categoria iridologica, vorrei proporre una mia personale interpretazione di natura emozionale relativa allo sviluppo della “febbre gastrointestinale” ed al conseguente determinarsi dell'alterazione dell''Angolo di Fuchs. E' mio convincimento, suffragato peraltro dai numerosi casi clinici fin qui osservati, che alla base del manifestarsi della febbre viscerale ovvero gastrointestinale, ci sia sempre e comunque la presenza di un conflitto biologico non ancora risolto relativo ad un forte desiderio di progettualità a cui il soggetto implicato dalla problematica non riesce a dare cominciamento ovvero che gli risulta difficile portare a compimento.

Si tratta, in buona sostanza, di correlare l'evidenziazione fisiologica che in genere si manifesta attraverso l'attivazione di processi fermentativi e/o putrefattivi (inducenti la produzione di gas intestinale, gonfiore, meteorismo, tensione addominale, ecc.) con ciò che questo potrebbe rappresentare sul piano psico-comportamentale. Potremmo definire questo sommovimento viscerale, palesato appunto dalla presenza della “febbre gastrointestinale”, come la manifestazione simbolica di un'attività magmatica di natura emozionale interiorizzata dal soggetto che, come nella pancia di un vulcano, bolle e ribolle cercando disperatamente una propria via di fuga attraverso la quale poter esplodere tutta la potenzialità che il progetto, ancora trattenuto, cova in sé.

L'esatta natura del progetto non manifestato dovrà ovviamente essere filtrata sulla base della vita emozionale soggettiva, con la possibilità di offrire però una chiave di lettura e di interpretazione delle difficoltà che possono intralciare lo sviluppo del proprio cammino progettuale in modo tale da consentire, attraverso un seppur lenta ma progressiva trasformazione del proprio vissuto, l'eliminazione degli ostacoli e quindi la rideterminazione ed il raggiungimento dell'obiettivo desiderato.



Nota: Il presente articolo rappresenta, solo in piccola parte, un lavoro di più ampie dimensioni e di maggiore approfondimento destinato a futura pubblicazione, che l'autore è in fase di preparazione in relazione all'argomento trattato.


Bibliografia:

Gilbert Jausas, L'iridologia Rinnovata, Edizione, Nuova Ipsa Editore

Pierre Fragnay, Iridologia, Edizioni Red

Osvaldo Sponzilli, Iniziazione all'Iridologia, Edizioni Mediterranee

Luigi Costacurta, L'iridologia, Edizioni di Medicina Naturale



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