L'iridologia Applicata
di Marino Lusa

L'iride ci indica qual è il punto di accesso
alla consapevolezza della persona
cioè a come metterla in "movimento".



L'iride è perfetta. E' uno strumento che non ha bisogno di essere rifinito, ma soltanto di essere compreso e quindi è l'iridologia che deve essere perfezionata. Ciò naturalmente avverrà quando riusciremo a interpretare precisamente il significato di salute e malattia.
Secondo Harri Wolf, noto psicologo, naturopata e iridologo americano a cui si deve la sistematizzazione dell'Iridologia Applicata su base psicosomatica, il paradigma usato fino ad ora riguardo all'esistenza dei modelli Iridologici non è più adeguato ai tempi né, di conseguenza, all'esplorazione dei fenomeni che avvengono a livello dell'iride. E' finito infatti il tempo in cui si guardava al proprio corpo come ad uno strumento meramente meccanico in cui le parti andavano categorizzate, curate ed eventualmente cambiate. Ora è ormai chiaro, grazie soprattutto alle discipline olistiche diffusesi nel mondo occidentale, che il corpo fisico e la mente "viaggiano" di pari passo e vanno quindi considerati unitariamente.
Quello che H. Wolf con l'Iridologia Applicata offre, non è un modello, ma un nuovo approccio. Il modello non conta, dice, ciò che conta veramente è individuare e capire il flusso di energia interiore che fonde le qualità fisiche, mentali ed energetiche individuali. Quando le energie fisica e mentale si interpretano reciprocamente, abbiamo la riflessione dello stato energetico globale.
Nella sua pratica, Wolf ha potuto constatare che i modelli puramente biologici si rivelano insufficienti, o perlomeno sufficienti solo in parte, quando si tratta di analizzare tale stato energetico. Quelle che presenta, sono idee che incoraggiano l'analisi iridea moderna a staccarsi dall'orientamento centrato sulla malattia, cioè sulla considerazione della malattia come cambiamento puramente materiale.

La malattia è un venire alla superficie di una sintomatologia silente.
H. Wolf crede nell'esistenza di un'unica sensibilità governata da un'impronta costituzionale energetica e dinamica che permette ad ognuno di noi di esprimere la malattia in un modo estremamente unico e personale.
Gli aspetti della malattia, coinvolgono l'intera psiche, la vita affettiva ed emozionale, i sogni e le conquiste, le frustrazioni e le ansietà, le risposte alle relazioni personali, ecc…
Benchè sia vero che mantenere un atteggiamento pessimistico, reprimere conflitti e creare tensioni contribuisca al raggiungimento di qualche patologia (l'essere positivi, quindi, aiuta nella guarigione), è anche vero che delusioni, tensioni, stress di vario tipo non possono essere evitati nel corso della vita. Queste crisi possono anche essere viste come i mattoni fondamentali che servono a costruire una personalità, alla stregua di cose come approvazione, successo, soddisfazione e gioia.
La capacità di ammalarsi è parte integrante dell'essere umano, così come è stato concepito.
Come afferma Candegabe (omeopata): " Il passato patobiografico di un individuo è semplicemente l'adattamento psicologico e psicofisico dell'individuo stesso alle circostanze della vita". Le alterazioni quindi non sono altro che l'espressione obiettiva ed il risultato ultimo di questo adattamento.

L'iride è una lente attraverso la quale possiamo vedere l'interezza dell'adattabilità umana.
Come nel caso delle conseguenze materiali della malattia, l'iride non ci dà un'etichetta degli aspetti psicologici dell'individuo, però ci può aiutare a prevedere il modo e l'intensità dell'adattamento dell'individuo attraverso le sue caratteristiche mentali ed emotive. Aspetto ancora più importante, l'iride dimostra i risultati patofisici di un cattivo adattamento mediato da soppressione di impulsi emotivi e di talenti repressi.
In maniera curiosa e paradossale sembra che lo sviluppo della malattia non sia altro che una maniera di bilanciare, uno strumento estremo, aberrante, per continuare a sopravvivere - letteralmente ci si ammala per sopravvivere.
Potremmo dire, insomma, che il corpo avverte ciò che il cuore sente e la mente crede. Quindi si adatta e si adegua. Questo governa non soltanto il modo di portamento (l'arroganza può sollevare il mento, l'orgoglio gonfiare il torace) ma stabilisce anche la vulnerabilità dei sistemi organici con conseguenti posture difensive che sono il segno e lo specchio della malattia.
Il sito di attacco è predeterminato in parte dal codice genetico per cui la vulnerabilità come tale è rivelata, a livello iridologico, da segni o inclusioni su o dentro l'iride. Un'aumentata ombreggiatura grigia o nera, per esempio, indica una diminuzione di energia vitale oppure un accumulo di energia negativa o patologica. La topografia dell'iride, invece, permette la differenziazione fra i vari tipi di campi di adattamento e i comportamenti ad essi associati.

Un approccio globale integrato, come questo, sposta la lettura dell'iride dall'ambito puramente "diagnostico" a quello terapeutico. L'utilizzo di questo approccio promuove un cambiamento del modello energetico (guarigione), sia per mezzo di stimoli diretti nella sfera mentale (riflessioni, affermazioni) sia tramite modificazioni della sfera biologica (consigli dietetici, rimedi erboristici, attività fisica ecc.). In certi casi la "catarsi" determinata dalla sola esternazione di aspetti emozionali o dalla comparsa di manifestazioni fisiche, può avere effetti a lungo termine sull'evoluzione di alcune persone.
Il modello emozionale fornisce l'immagine ed il supporto alla moderna analisi iridologica abbandonando il tradizionale orientamento alla malattia e indirizzando la ricerca dell'individuo verso la consapevolezza e l'equilibrio. A mano a mano che si acquisisce una maggior conoscenzadei livelli transpersonali della psiche, i modelli iridologici dovranno perciò essere ridisegnati per andare incontro a questa esigenza.


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