La disposizione neurogena in Iridologia
di Federica Zanoni

Probabilmente l’iride cosiddetta “neurogena” è fra quelle che ipnotizzano maggiormente lo sguardo dell’osservatore-iridologo. E’ un’iride strutturalmente molto bella, proprio per la sua “perfezione grafica”. Le fibre infatti appaiono molto tese e stirate ed il tessuto è complessivamente compatto. Come viene espresso in maniera tecnicamente ineccepibile dagli autori e studiosi di Iridologia: “l’iride è strutturata in maniera fine”. In qualche caso le fibre sono talmente in tensione da dare l’impressione di una ruota dai raggi fittissimi, in cui potremmo perdere la nozione del tempo e dello spazio se cominciasse a girare su se stessa a velocità vorticosa.

Credo che, per quanto non tutti presentino un’ iride con disposizione neurogena, il fatto che una delle caratteristiche principali che accompagnano coloro che la possiedono (se non la caratteristica principale), ossia questo oscillare dominati dal pensiero tra momenti di grande frenesia e iperattività e stati di (a volte) autentica prostrazione, sia un denominatore comune di uomini e donne al giorno d’oggi pur non essendo ciò rinvenibile dalle loro iridi. Trovo interessante infatti che, nonostante non tutte le iridi abbiano in sé la disposizione neurogena, in realtà tutti noi o quasi tutti potremmo essere definiti neurogeni, perché moltissime persone attraversano stati di iperattività e stati di depressione nel corso della loro vita. E’ assolutamente comune infatti vivere questa sorta di dicotomia.
L’iperattività mentale caratteristica della disposizione neurogena, alla lunga può sfociare in una situazione di stress ( preludio di molte patologie) che oggi accomuna molti ed è per questo che, partendo dall’analisi di questa disposizione tanto significativa dal punto di vista mentale, ho pensato di analizzare questa sua peculiarità e fornire qualche suggerimento estensibile a tutti, che sia di aiuto sia nella fase di prevenzione che in quella di trattamento. Quest’iride e la perfezione delle sue fibre, con ciò che suggerisce dal punto di vista emotivo e caratteriale e conseguenti possibili tendenze patologiche, può essere considerata a mio parere quasi un simbolo della vita odierna.

Il tessuto così compatto e regolare dell’iride neurogena è stato preso in esame da tutti gli studiosi di Iridologia. Secondo la classificazione compiuta da W.Hauser, la disposizione neurogena è una delle cinque disposizioni in cui possono essere classificate le iridi, ed il concetto di disposizione si basa sulla valutazione della disposizione delle fibre connettivali che costituiscono la trama. Altre classificazioni vedono nel biotipo neurogeno una particolare costituzione. Variano le denominazioni, ma le tendenze patologiche corrispondono. Le fibre tese e stirate che costituiscono il tessuto irideo nel caso della disposizione neurogena, sono state paragonate proprio per questa loro caratteristica, ai capelli proiettati in tutte le direzioni tipici dei personaggi dei cartoni animati. La pupilla è ristretta, in stato di miosi. Secondo Deck che lo identifica con l’espressione “anello di nevrastenia”, non è raro riscontrare la presenza di un margine pupillare rossastro. In questo sottotipo si osservano spesso quelli che vengono definiti da Maubach “capelli”, ossia ciuffi di fibre chiare e ondulate. L’anello cutaneo, anello periferico a livello del margine irideo esterno, è opaco e scuro. Ciò significa che la pelle non funziona bene come organo emuntore e sussiste di conseguenza una difficoltà epidermica ad espellere le tossine. Si tratta probabilmente di una persona che suda poco, e quindi presenta una situazione di difficoltà emuntoriale a livello dell’apparato cutaneo.

Quanto più lo stroma irideo appare compatto e fitto, più sensibile e predisposto sarà il soggetto sia a malattie psichiche che somatiche. All’interno di questa disposizione è opportuno però operare una diversificazione. La disposizione neurogena infatti può essere di tipo forte o debole, ciò in relazione alla compilazione dello stroma irideo. Tanto più il tessuto è compatto tanto più è forte la struttura, quanto meno appare compatto, tanto sarà meno forte la struttura. La disposizione neurogena non attiene solo alla costituzione linfatica, come potrebbe fare pensare la necessità della visibilità del tessuto fibrillare per operare una valutazione. Il tipo neurogeno si rintraccia soprattutto nell’ambito della costituzione linfatica, in quanto l’iride ematogena presenta un tessuto spugnoso e vellutato, ma anche in quest’ultimo caso si può pensare che possa essere presente questa particolare disposizione. E’ possibile rintracciare la disposizione neurogena anche fra le iridi di costituzione mista. Potrebbe infatti trattarsi di iridi con del tessuto spugnoso centrale, che presentano però fibre dritte e tese nell’area degli organi e di conseguenza potrebbe essere rilevata una disposizione di tipo neurogeno anche in un’iride di costituzione mista. Il linfatico in generale è paragonabile ad una sorta di antenna sempre in costante recezione degli stimoli esterni che capta con particolare sensibilità e tempestività. Al suo opposto l’ematogeno è un “lento”, e può avere delle difficoltà ad elaborare tutti gli input che gli arrivano dall’ambiente che lo circonda.

Le tendenze patologiche cui potrebbe andare incontro un soggetto che presenta un’iride con disposizione neurogena sono relative in primo luogo agli aspetti neurologici di tutte le malattie somatiche. Infatti, secondo alcuni autori, i soggetti appartenenti a questa disposizione tendono ad una vastissima gamma di manifestazioni patologiche nell’ambito delle malattie di natura psicosomatica, ma anche neurologica. E’ stata notata anche una predisposizione alla depressione reattiva. Si è già detto che la funzione pensiero nel “neurogeno” è molto attiva ed è un importante elemento caratteristico, ma il fatto che questo individuo si trovi in perenne stato di recezione, con tutti i propri sistemi allertati, può procurargli una condizione di perdurante tensione nervosa a sua volta possibile causa di prematuri esaurimenti psico-fisici. E’ il soggetto con grande memoria, ligio e meticoloso che persegue le proprie mete, energico e diligente nello svolgere le proprie attività, sensibile, suggestionabile, irritabile, con tendenza a malattie psicosomatiche, con un carattere implosivo, tendente quindi a creare delle, più o meno forti, tensioni interiori. Sarà un possibile ipocondriaco, anche per la sua tendenza a filtrare tutto attraverso il pensiero nel tentativo di dare delle spiegazioni e motivazioni a tutto ciò che gli accade. E’ in qualche modo l’intellettuale, che affina la funzione pensiero in maniera esagerata. E’ colui che anche a scuola si dà da fare dal punto di vista dell’impegno mentale, dando fondo in questa maniera a tutte le sue riserve di energia nervosa. Si tratta di una predisposizione ed attitudine che può portare a delle possibili nevrosi, psiconevrosi, psicosi, e ad uno stato di mancanza di memoria e di concentrazione nel momento in cui il carico di lavoro e/o lo stato di stress si fanno particolarmente importanti. Può accadere che dimentichi, perda la sua caratteristica peculiare, ossia la forte attività intellettuale e cerebrale ed entri in una fase di depressione. Non va dimenticato inoltre che una forte iperattività può mascherare talvolta una depressione latente. La prevalenza del pensiero sulle altre funzioni lo caratterizza come tipologia, ma questa non è l’unica peculiarità. Può avere disturbi del sonno con difficoltà ad addormentarsi proprio perché questo soggetto non abbandona mai i suoi pensieri, la sua iperattività cerebrale. Anche di notte, nel momento in cui dovrebbero riposare, elabora tutto ciò che gli è successo o potrebbe succedergli. Se non conduce una vita perfettamente equilibrata durante la giornata, si trova la sera con delle problematiche irrisolte che lo ossessionano.


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