Iridologia e Psiche
di Daniele Lo Rito

L’iride desidera farsi osservare, scrutare e ammirare.

Quali segreti detiene nella sua dimensione di fisicità, di apparenza strutturale?

L’uomo può avere la possibilità di intuire, di decifrare i segni iridei nella dimensione della psiche, dello stato emotivo di una persona?

Questo primo lavoro desidera porre le basi per una iridologia  rivolta allo studio dello stato emotivo, dello stato psichico  di una persona. 

Cercare di conoscere le aree  deboli e quelle più  forti, le modalità reattive di un individuo al fine  di collegare le emozioni con il sistema immunitario, con il sistema nervoso e con il sistema endocrino per arrivare a formulare l’ipotesi della possibile lettura della PNEI (psiconeuroendocrinoimmunologia) a livello iridologico.

Nel titolo del volume abbiamo posto l’accento  sulla eventuale differenza tra EPNEI e PNEI.

Intendendo con:

-        PNEI           il termine psiconeuroendocrinoimmunologia,

-        EPNEI        il termine energopsiconeuroendocrinoimmunologia.

Quest’ultimo sta  a significare l’esistenza di un’altra dimensione che interviene   nello stato di salute di una persona: il livello energetico. Esso si interfaccia con le altre dimensioni della psiconeuroendocrinoimmunologia, dimostrando che una variazione nello stato energetico si può riflettere sulla stato psichico, emozionale, immunologico ed  endocrino.

Nel primo  volume introduciamo i significati dei segni iridologici, i  valori degli appiattimenti pupillari e  della morfologia dell’OPI, le costituzioni, le diatesi e le disposizioni.

Rimane affascinato colui che osserva dipanarsi sotto i propri occhi la verità del suo esistere  sulla terra e le modalità reattive che possono essere  conscie o inconscie.

Questa metodica, di lettura iridologica, ci permette di comprendere le forze emozionali che vengono messe in azione ogni volta che siamo testati dalla vita. Le abitudini di risposta dovute alle esperienze che abbiamo fatto, quali modalità utilizziamo più frequentemente  e  quale applichiamo  con sistematicità al di là della mutazione  dello stimolo esterno.

Le indicazioni che  troviamo all’interno del libro ci permettono come genitori di conoscere le propensioni dei nostri  figli, quali sono le migliori metodiche educative e di apprendimento. Per gli insegnanti, tutto ciò che sarà descritto, sarà uno strumento eccezionale per applicare la didattica all’individuo a seconda che appartenga a un biotipo oppure a un altro.

Coloro che si interessano di psicologia trarranno dalla lettura iridologica quegli elementi indispensabili per una corretta visione d’insieme, a  volte  questa potrà suggerirci delle aree di conflittualità vissute o dei traumi passati che hanno influito in modo decisivo sulla vita attuale.

A questo primo testo farà seguito a breve un secondo volume che riguarderà  gli aspetti psichici relativi ad ogni organo, dove saranno analizzati i risvolti positivi e negativi che ogni viscere esprime nella sua funzione esistenziale.

Chiedo scusa di cuore per le imperfezioni e gli eventuali errori presenti nel testo, sperando di fare meglio  nelle prossime edizioni.

La facile consultazione del testo  ci permetterà  di intraprendere un cammino di coscienza sulle proprie attitudini, sulle proprie forze reattive, sulle virtù non ancora espresse.

Auguro ad ognuno  di  trovare la saggezza del proprio esistere per  proseguire  sul sentiero intrapreso.

N.B: le descrizioni psicologiche presenti nel testo devono esse prese come  spunto per un confronto e per un dialogo con il paziente, non possono essere  utilizzate e applicate direttamente nella pretesa che l’individuo sia come descritto nel  testo. Per  fortuna l’uomo è frutto della sua storia e dell’educazione che ha  ricevuto, per cui ognuno è un individuo a se stante. Le descrizioni devono essere  modellate come un vestito fatto su misura sul corpo umano individuale, questo attraverso il confronto, il dialogo e la verifica.


 
Le disposizioni iridologiche e la  psiche

Ulteriori informazioni sul piano psichico-emotivo  possono essere ricavate dallo studio della disposizione delle fibre connettivali che formano la struttura di sostegno dell’iride.

Secondo gli insegnamenti di Hauser, Karl, Stoltz per la parte fisica e gli ampliamenti nel campo psico-emotivo apportati dal Dr. Lucio Birello, possiamo studiare le caratteristiche genetiche di un individuo utilizzando tre segni iridologici : il colore di fondo dell’iride, la disposizione delle fibre connettivali e la presenza di strutture pigmentate che si sovrappongono al colore di fondo.

Le costituzioni, legate al colore di fondo sono tre : ematogena, linfatica e mista.

Le disposizioni sono cinque, sono definite dall’andamento spaziale delle fibre connettivali e vengono indicate con i nomi: neurogena, connettivale debole, vegetativo-spastica, tubercolinica e ghiandolare debole.

Le diatesi vengono identificate dalle strutture pigmentate presenti sull’iride e sono cinque : essudativa(idrogenoide), iperacida (urica), lipidica, discrasica ed allergica.

 
 
Disposizione neurogena

Le fibre connettivali si presentano molto tese, “sparate”, l’impressione che ne deriva è quella di un repentino raddrizzamento determinato da una scossa elettrica (come nei fumetti, quando un personaggio è colpito da una scarica elettrica ed i capelli diventano tutti diritti).

L’informazione che ne ricaviamo è di una persona dove  domina la funzione del pensiero.

Si tratta di soggetti che pensano molto, che mediano tutto (anche i sentimenti) con il pensiero, hanno ottime capacità di apprendimento, di memoria.

In base al loro livello di evoluzione possono essere degli intellettuali, dei filosofi, dei dirigenti di valore, ma anche semplicemente delle persone che rimuginano sempre gli stessi pensieri, che non riescono a staccare “la spina “ e che rendono qualsiasi avvenimento semplice della vita un caso da valutare “attentamente”.

Queste caratteristiche predispongono il soggetto a disturbi legati alla difficoltà di modulare l’attività mentale, come ad esempio l’insonnia (in fase iper),  le difficoltà di concentrazione e di memoria (in fase ipo). Queste ultime manifestazioni saranno vissute in modo “drammatico”: il neurogeno si sentirà finito, lui che non aveva nessuna difficoltà a ricordare tutto ora non memorizza nemmeno il numero di telefono dell’amico.  Accanto ad un esaurimento mentale, legato ad un degrado della funzione, facilmente si instaura un esaurimento psichico determinato proprio dalla sensazione di crollo delle doti personali.

Questi sintomi tendono poi ad evolvere rapidamente proprio perché il neurogeno ci pensa sempre.

Da un punto di vista energetico in queste condizioni si ha un eccessivo consumo di energia, a livello cerebrale. Dobbiamo quindi cercare l’equilibrio favorendo un rinforzo dell’energia in basso, a livello di arti inferiori. In questi soggetti diventano molto utili le passeggiate (magari a piedi scalzi), il ballo libero da schemi (attenzione a non consigliare danze che richiedano passi precisi, altrimenti il neurogeno ci pensa continuamente anche mentre balla), il massaggio zonale del piede, in pratica tutto ciò che stimola la parte inferiore del corpo.

 
 


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