La prostata in rapporto con l'iridologia
di Marino Lusa

Apro questo intervento sulle relazioni che si possono stabilire tra la prostata e l'iridologia, con un breve excursus relativo alla definizione delle possibili patologie prostatiche cercando di evidenziarne le principali caratteristiche.

Il possibile ingrossamento di questa ghiandola, ovvero l’ipertrofia prostatica, comprimendo l’uretra ne restringe l’orifizio d’uscita; ciò provoca il diretto rallentamento del flusso delle urine (minzione) che potrà dare origine allo sviluppo di sintomi ostruttivi (o evacuativi). Tale sintomatologia può essere in breve così riassunta. Presenza di flusso scarso: il flusso delle urine è meno vigoroso, raggiunge solo una breve distanza e qualche volta si interrompe; esitazione: necessità di attendere prima che l’urina inizi a fluire (minzione ritardata); gocciolamento finale: il flusso continua a fluire dopo che la fuoriuscita principale è terminata, a volte con piccoli gocciolamenti o spruzzi (occasionalmente viene emesso anche un secondo consistente volume di urina chiamato “pis en deux”); infine si ha lo svuotamento incompleto, che consiste nella permanenza della sensazione che ci sia ancora dell’urina nella vescica.

La condizione che più comunemente provoca ostruzione è la stenosi uretrale, cioè una stretta zona cicatriziale che può formarsi ovunque tra la prostata ed il pene. Essa può manifestarsi a qualsiasi età, ma è particolarmente sospettata se un soggetto presenta sintomi prostatici già in età giovanile.

Oltre ai sintomi ostruttivi sopra descritti, si possono sviluppare anche sintomi irritativi. Questi fenomeni sono legati principalmente ad un anomalo breve lasso di tempo tra due minzioni successive (frequenza); alla necessità di interrompere il sonno per orinare (nicturia) ed all’incapacità di trattenere la vescica una volta avvertito il primo stimolo (urgenza) che può portare alla perdita di urine (incontinenza). I sintomi irritativi possono portare inoltre ad una sensazione di vescica non completamente svuotata, sebbene essa sia effettivamente vuota.

A volte l’ipertrofia prostatica può rendere quasi improvvisamente incapaci di urinare; la vescica si riempie completamente e provoca parecchio dolore. In questo caso si parla di ritenzione acuta delle urine. Una ritenzione di urine non dolorosa può manifestarsi anche per mesi, se non per anni divenendo a questo punto cronica (ritenzione cronica). Se la vescica non riesce a svuotarsi normalmente, le urine rimaste possono formare cristalli che poi si infettano o si trasformano in calcoli vescicali che durante la fase della loro espulsione provocano una forte sensazione di bruciore (disuria).

Un altro problema è collegato all’infiammazione della prostata (prostatite acuta o cronica) che deriva da infezioni o da altre cause. E’ un fenomeno comune e diffuso a qualsiasi età che a volte provoca sintomi simili alla cistite, cioè bruciore all’atto di urinare e, negli uomini anziani, può provocare un peggioramento improvviso dei sintomi prostatici. Sintomi simili a quelli della prostatite sono causati da una condizione chiamata prostatodinìa, che deriva probabilmente da uno spasmo del muscolo prostatico.

In parecchi casi infine, sempre soprattutto negli uomini in età avanzata, la prostata si ingrossa con il passare degli anni. Questo ingrossamento benigno (non canceroso) viene chiamato iperplasia prostatica benigna (IPB) o adenoma prostatico.

La prostata è anche uno di quegli organi dove può insorgere un tumore (carcinoma prostatico) la cui origine è diversa ed indipendente da quella dell’adenoma prostatico. Anche la sua localizzazione è diversa, infatti per l’adenoma la sede è la prostata intrasfinterica, mentre per il carcinoma è la prostata extrasfinterica. Il carcinoma prostatico si sviluppa infatti normalmente nella parte esterna della ghiandola, senza quindi bloccare subito l’uretra. Va detto che molti soggetti affetti da carcinoma prostatico, sviluppano però anche un adenoma e spesso sono proprio i sintomi associati all’iperplasia che portano alla scoperta della formazione cancerosa.

LA PROSTATA IN RAPPORTO ALL’IRIDOLOGIA COSTITUZIONALE ORGANICA

Topografia. Nell’iride, l’area riflessa della prostata, viene collocata nella topografia anulare all’interno dell’anello ghiandolare (o umorale) a ridosso qundi del bordo della corona (BC) e settorialmente indicata nell’area prossima alle ore 5 nell’iride di destra (140° circa) e alle ore 7 nell’iride di sinistra (220° circa).

Le Costituzioni. Nella classificazione costituzionale classica i segni iridologici (patografie e patocromie) che possono indicare la presenza di possibili tendenze patologiche a carico della prostata, pur riscontrabili nelle tre diverse tipologie costituzionali, sono però maggiormente evidenziabili nella costituzione Linfatica ed in quella Mista (o Epato-Biliare) dove i segni di destrutturazioni tessutali e di discromie risultano maggiormente osservabili. Nella costituzione Ematogena infatti, la struttura spugnosa e vellutata del tessuto irideo connessa con la scarsa visibilità dei segni succitati, obbliga l’osservatore ad una più accurata e difficile interpretazione delle depigmentazioni (schiarimenti) o degli ispessimenti cromatici (scurimenti) presenti nell’iride.

Le Disposizioni. Le possibili indicazioni di problematiche prostatiche possono essere riscontrate, a vario livello, pressoché in tutte le disposizioni. E’ comunque sempre importante sottolineare che ogni segno iridologico osservato, non va mai interpretato come fine a se stesso, ma deve essere sempre correlato ad altri segni eventualmente presenti, in particolare nelle aree perifocali e più in generale nell’intera superficie iridea e nella sclera.

Disposizione ghiandolare debole: la presenza di numerose lacune localizzate attorno al bordo della corona (BC) e precisamente nella sede di proiezione iridea delle ghiandole endocrine che caratterizza questo tipo di disposizione, può rappresentare una debolezza generale del sistema endocrino e quindi un mancato equilibrio del sistema ormonale che nella fattispecie si può concretizzare in un’ipofunzionalità della ghiandola prostatica.

Disposizione tubercolinica: per la particolare strutturazione di questo tessuto fibrillare ordinato “a capello pettinato”, attraverso la possibile presenza di fibre algiche (o irritative) ovvero di piccole trasversali (anche vascolarizzate) nell’area riflessa della prostata, può essere particolarmente evidenziato lo stato di infiammazione acuta o sub-acuta ad essa relativo (prostatite acuta).

Disposizione connettivale debole: l’alterazione spaziale delle fibrille connettivali che costituiscono questo stroma irideo, con zone di addensamento e zone di scarsità di fibre, può evidenziare in area prostatica ed all’interno delle destrutturazioni, aree di ipopigmentazione e particolare diradamento. Questi segnali potrebbero indicare un indebolimento funzionale ed uno stato di infiammazione sub-acuto che, se prolungato nel tempo, indurrebbe una debilitazione delle difese organiche e del tessuto sul quale si stabilisce (prostatite cronica).

Disposizione neurogena: nelle iridi come queste, dove le fibre appaiono molto tese e stirate, la riscntrabile presenza di una lacuna settoriale posizionata nell’area riflessa della prostata, potrà suggerire un’importante ipofunzionalità ghiandolare ad essa correlata; è infatti risaputo che un solo segno presente nell’iride aumenta la propria valenza diagnostica. In questa disposizione è particolarmente facile notare, se presenti, macchie bianche o nuvole che cambiano di colore fino al grigio e che possono indicare uno stato si flogosi (anche cronica) nell’organo corrispondente.

Disposizione vegetativo-spastica: queste iridi presentano una trama alterata per la presenza di anelli concentrici e di fenditure radiali dovute a stati di contrazione dei muscoli iridei. Tali alterazioni possono essere indice di una perturbazione degli oligoelementi che controllano gli impulsi neuro-muscolari. I soggetti con caratteristiche vegetativo-spastiche manifestano spesso spasmofilia e varie disfunzioni correlate ad un sistema parasimpatico e ortosimpatico vulnerabile; per tale motivo essi potrebbero essere predisposti a spasmi anche a carico del muscolo prostatico (prostatodinia). Le condizioni causate da uno spasmo muscolare sono spesso aggravate dall’ansia e dallo stress, più facilmente riscontrabili probabilmente in corrispondenza di difficoltà lavorative.

Le Diatesi. Anche in alcune diatesi è possibile riscontrare la presenza di segni indicatori per eventuali problematiche prostatiche.

Diatesi essudativa o biotipo idrogenoide: si trova tra le iridi linfatiche e miste e si distingue per la presenza di tofi alla periferia dell’iride. Molto importante è osservare l’eventuale spostamento dei tofi verso il centro dell’iride ovvero il loro allineamento. Sono segnali di aggravamento della stasi e degli accumuli patologici nell’area di riflesso interessata dall’anomalia (es. corrispondenti all'area della prostata). In tal caso può esservi indicazione di possibile predisposizione alla degenerazione tissutale anche di tipo tumorale (es. carcinoma prostatico) e ciò soprattutto se tali segni risultano essere perifocali ad altri segni degenerativi (quali per esempio pigmenti melaninici, cripte e difetti), che ne aumentano la valenza diagnostica.

Diatesi urica o acida: in queste iridi compare uno schiarimento diffuso all’esterno del bordo della corona. L’insieme dell’iride appare ricoperto da un colore bianco-giallastro che rende tutto più chiaro e brillante. E’ questa la rappresentazione dell’accumulo di acido urico ovvero dell’acidosi tissutale. Nel metabolismo dei processi tumorali, l’alterazione dell’equilibrio acido-base svolge un ruolo primario, con formazione di acido lattico. La caratteristica iridologica relativa sarebbe la comparsa di tossiemia che viene definita acidosi. Un tessuto divenuto “acido” risulta infatti fuori dal controllo fisiologico e quindi soggetto ad infiammazioni ed alterazioni di ogni genere, fino alla degenerazione ed alla formazione di tumori maligni. I segni iridologici presenti pertanto nell’area riflessa della prostata in un iride con tale diatesi, andranno valutati con particolare attenzione e sensibilità.

Diatesi discrasica: le numerose macchie e pigmenti di diverse tonalità presenti in quest’iride, indicano un’alterazione causata dal sovraccarico di tossine presenti nel sangue, nella linfa e nel tessuto connettivo. Secondo p. E. Ratti, le possibili patologie prostatiche possono essere segnalate dalla comparsa di nuvole o macchie bianche che cambiano di colore fino al grigio in caso di flogosi cronica, mentre linee e macchie scure stanno ad indicare una ipofunzionalità dell’organo. Secondo S. Rizzi, le discromie di tonalità rosso arancio, soprattutto se di natura topostabile, sono conseguenti ad alterazioni delle ghiandole germinali e della prostata. Per altri autori (L. Birello-D. Lo Rito), la presenza di una macchia in sede prostatica, rappresenterebbe la disfunzione della ghiandola per conseguenza di un’alterazione dell’organo corrispondente al colore, nonché la possibile formazione di noduli ovvero di calcificazioni a livello prostatico.

 


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