Dalle gemme vegetali un aiuto per la depurazione, la vitalità, la bellezza
di Dino Bortoluzzi

Pubblichiamo alcune delle preziose indicazioni fornite da Dino Bortoluzzi nel corso della sua relazione e trascritte da Federica Zanoni. Lungo il suo intervento Bortoluzzi ha spesso sottolineato come la carica vitale delle gemme esploda proprio a primavera!

E di tali potenzialità il nostro organismo può beneficiare attraverso i gemmoderivati che compiono una profonda azione di “rinnovamento” all’interno del nostro organismo. Azione che si riflette, di conseguenza, in maniera evidente…anche fuori!

“Dalle gemme vegetali un aiuto per la depurazione, la vitalità, la bellezza”. Questo l’accattivante titolo della coinvolgente relazione di Dino Bortoluzzi, docente di Gemmoterapia presso l’Accademia G. Galilei. 

Attraverso la sua grandissima esperienza ed altrettanto ampia competenza, Bortoluzzi ha aperto il Convegno del 6 maggio scorso, illustrando ai presenti i gemmoderivati più indicati in questa stagione, nonché le loro molteplici e preziose potenzialità e virtù.

Sono quindi stati descritti, in maniera appassionata e meticolosa, i benefici del trattamento gemmoterapico dal punto di vista della depurazione e del drenaggio organico in questa particolare fase dell’anno. Ecco allora le meravigliose virtù della Betulla e della Quercia, piante depurative e toniche.

Da sottolineare in particolare, ed in questo senso, le gemme della Betula pubescens (maggiormente “rimineralizzanti” le gemme della Betula verrucosa).

Altrettanto indiscusse, e rimarcate da Bortoluzzi, le potenzialità anti-reumatiche e anti-artrosiche della linfa di betulla, in virtù della potente azione disintossicante.

Ugualmente depurativi gli estratti di gemme di quercia (Quercus peduncolata), che uniscono altresì, a questa virtù, un’azione spiccatamente tonica, benefica per coloro che soffrono di pressione bassa, ma necessitano comunque di un efficace intervento depurativo.

Altra pianta nota a tutti e indicata nella relazione, il Rosmarinus officinalis. (rosmarino). Arbusto dalle infinite proprietà, tra le quali, importantissima a livello epatico (organo particolarmente “bisognoso di cure” in primavera), quella coleretica, ossia di stimolazione del flusso biliare.

Tale potenzialità si esplica sia impiegando foglie e rami fioriti che, ed in misura anche maggiore, utilizzando i giovani germogli. Si è infatti visto che sono proprio questi ultimi ad esercitare una azione particolarmente stimolante sul flusso della bile, e ciò, come già detto, in maniera molto più evidente ed intensa rispetto a quella derivante dall’utilizzo delle foglie adulte. Il rosmarino gemmoderivato svolge quindi la sua precipua azione drenante a livello del fegato, organo “della primavera”.

È quindi rimedio cardine nelle piccole e medie epatopatie, ma non solo. Infatti, coloro che soffrono di problematiche a livello della microcircolazione (mani e piedi freddi), potranno trarre da questo rimedio di fondamentale importanza, grande beneficio. Utile perciò, proprio per questa positiva azione a livello della microcircolazione, anche nei casi di perdita di capelli. Si tratta inoltre di un gemmoderivato con azione spiccatamente tonica a livello del sistema nervoso centrale.

Se, sotto forma di olio essenziale o di tintura madre, può rivelarsi controindicato per coloro che soffrono di pressione alta, come gemmoderivato non presenta questo inconveniente. Ferma restando questa particolarità, il gemmoderivato di rosmarino è comunque un rimedio particolarmente consigliabile, per le sue virtù toniche, alle persone che soffrono di ipotensione.

Una importante associazione tra gemmoderivati, indicata da Bortoluzzi, è quella tra rosmarino e fico (Ficus carica). Tale combinazione permette di ottenere dei trattamenti molto efficaci e completi. Nel caso del rosmarino si tratta di una pianta completa che esplica la sua azione sia a livello del fegato che dei reni e, come descritto sopra, della microcircolazione, mentre il fico agisce principalmente a livello dello stomaco (difficoltà digestive, gastriti, ulcere) e sul sistema neurovegetativo. Si tratta perciò di azioni vantaggiosamente complementari a livello organico riguardando più organi e sistemi, nonché problematiche particolarmente in evidenza durante la stagione primaverile.

Sempre a proposito del gemmoderivato di fico l'assunzione, a causa della sua grande efficacia e notevole potenzialità di azione, può dar luogo ad effetti particolarmente spiccati su soggetti sensibili. Indicato perciò un utilizzo oculato ed eventualmente graduale.

Tale citato equilibrio, nella fase di trattamento con fico e rosmarino, rappresenta una sorta di riflesso della loro particolare associazione “di terreno”. Si tratta infatti di un albero e di un arbusto, ma si parla comunque di due piante in perfetta “armonia ambientale”, in quanto, pur crescendo allo stato spontaneo in zone rocciose, sono piante di tipo mediterraneo.   

Ancora azione di drenaggio, ma in particolare a livello renale, viene svolta dal gemmoderivato di Fagus sylvatica (faggio). In questo senso perciò il gemmoderivato di faggio è indicativo in casi di insufficienza renale, di litiasi renali e di sovrappeso da ritenzione idrica.

Il faggio si rivela altresì un gemmoderivato indispensabile nella stagione primaverile …stagione di allergie! Ciò per la sua capacità di frenare la produzione di istamina. Si rivela quindi un rimedio molto utile in fase allergica acuta (in associazione con Ribes nigrum). In relazione ai fenomeni allergici è possibile richiamare, ancora una volta e sempre per le sue potenzialità in relazione all’organo epatico, il rosmarino. Frequentissime infatti tra coloro che soffrono di allergie, tanto da rappresentare un comune denominatore, le problematiche a livello epatico. Il rosmarino quindi non è solo un rimedio “del fegato” in senso stretto ma, proprio per questa interdipendenza, dell’allergia diventata condizione cronica.

 
 


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