Il Cordyceps sinensis
di Stefania Cazzavillan

Il Cordyceps sinensis, è un ascomicete, parassita dell’insetto Thitarodes armoricanus (o Hepialis armoricanus), che cresce tra i 3000 e i 5000 metri di altezza in Tibet.

I primi ritrovamenti risalgono a più di mille anni fa e si devono a pastori che portavano a pascolare i loro yak negli altopiani Tibetani; essi notarono che, quando i loro animali se ne nutrivano, diventavano più agili, vitali ed attivi, e che aumentava notevolmente la loro attività sessuale. Decisero di raccoglierlo e di provare a nutrirsene, così si resero conto che anche su di loro induceva gli stessi effetti di aumento della vitalità e della forza.

Le leggende ed i miti riguardanti questo fungo e le sue caratteristiche camaleontiche sono millenarie. I primi scritti sul Cordyceps risalgono alla Cina del 620 a.C., al tempo della Dinastia Tang (618-907 a.C.), dove si narra delle intangibili proprietà di questa creatura che, da insetto d’inverno, si trasformava in pianta d’estate.

Nel 200 a.C. il primo imperatore della Cina usava regolarmente e religiosamente il Cordyceps come tonico e per la longevità. Dato il suo valore terapeutico, paragonabile, sotto vari aspetti, al Ginseng, e la sua rarità, veniva utilizzato esclusivamente nel palazzo imperiale e dai pochi nobili in grado di acquistarlo. Una piccola quantità di fungo (5 grammi) veniva introdotta nello stomaco di un’anitra che poi veniva ben cotta e mangiata nel corso di una settimana. 

Studiosi Tibetani tra il 15° e il 18° secolo scrissero di questo organismo pianta/insetto con proprietà medicinali, e nel 1757, durante la Dinastia Qing, Wu-Yiluo lo descrisse accuratamente, sia morfologicamente che dal punto di vista scientifico, nel Ben  Cao  Congxin  (Nuova stesura della Materia Medica).

Al giorno d'oggi è correntemente utilizzato in Oriente come tonico e per molte affezioni patologiche ed è ritenuto il fungo che per eccellenza tonifica il Qi renale, conferendo calma all’anima e vigore al corpo.

Il Cordyceps selvatico è in assoluto il fungo medicinale più costoso. Il suo prezzo elevato ne ha per secoli limitato il consumo alla ristretta cerchia della corte dell’Imperatore e alla nobiltà cinese, ma nonostante ciò la lunga lista di proprietà che lo caratterizzano lo hanno reso una pietra miliare della Medicina Tradizionale Cinese (MTC). Attualmente è venduto a 6.700 $ al kg, ma fortunatamente, grazie alle moderne tecnologie, sono state messe a punto ottime tecniche di coltivazione con conseguente riduzione dei prezzi di vendita.

Come tutti i funghi medicinali è ricco in polisaccaridi che esercitano un importante effetto di immunomodulazione, ma contiene anche una classe di composti analoghi dei nucleosidi con azione antibatterica ed antivirale.

  Cordyceps sinensis

A livello immunitario è in grado di aumentare numero ed efficienza delle cellule Natural Killer (NK) dell’immunità aspecifica responsabili della prima linea di difesa contro le infezioni virali e del riconoscimento delle cellule tumorali, ma anche dell’induzione della risposta cellulo-mediata del sistema immunitario specifico. Ricercatori giapponesi hanno dimostrato la capacità del Cordyceps di potenziare il sistema immunitario anche in corso di malattie degenerative.

Le proprietà terapeutiche del Cordyceps sono notevoli; in MTC è stato utilizzato principalmente per il trattamento dell’asma e delle affezioni respiratorie in genere, e i suoi effetti sul sistema respiratorio attualmente sono stati dimostrati anche dalla medicina occidentale.

La ricerca scientifica ha recentemente scoperto la presenza, in questo fungo, di una nuova classe di antimicrobici, tra cui la cordicepina, particolarmente efficace nei confronti dei virus e di ceppi batterici che hanno sviluppato resistenze antibiotiche. Il Cordyceps si è dimostrato particolarmente efficace anche nel trattamento della tubercolosi.

Tradizionalmente questo fungo è stato utilizzato come tonico, per il recupero da malattie debilitanti, ma anche per migliorare le performance sportiva e sessuale. Nel 1993 ai Giochi Nazionali della Cina 9 atlete che assumevano il Cordyceps hanno battuto 9 record mondiali; l’utilizzo regolare permette infatti di aumentare del 30% (fino al 55%) la produzione di energia cellulare (ATP) e del 30-40% la capacità dell’organismo di utilizzare l’ossigeno. Studi clinici hanno dimostrato anche un migliore recupero dell’energia ed un effetto anti-affaticamento. L’aumentata capacità di utilizzare l’ossigeno migliora conseguentemente anche le funzioni respiratorie, riducendo i sintomi legati ad affezioni patologiche quali bronchite ed asma

Attualmente le due categorie di persone che usano il Cordyceps come tonico sono soprattutto gli atleti e gli anziani. Studi controllati su gruppi di anziani hanno dimostrato, dopo un mese di utilizzo, una notevole diminuzione della stanchezza, della freddolosità e della confusione mentale. I suoi effetti sono legati anche all’azione antiossidante, anti-aging e di protezione cellulare dai radicali liberi.

Numerosi studi hanno dimostrato che l’assunzione regolare del Cordyceps è utile nel trattamento delle alterazioni del ritmo cardiaco (aritmie, extrasistoli, tachicardie) e per ridurre il rischio cardiovascolare. Effetti protettivi sono stati evidenziati anche nei confronti del fegato; è stato dimostrato che questo fungo è in grado di migliorare la funzionalità epatica, ma anche di contribuire alla rigenerazione del parenchima epatico in caso di fibrosi o cirrosi, di ridurre la carica virale e i danni epatici in corso di epatiti virali, e di normalizzare gli enzimi epatici. A livello metabolico contribuisce a regolarizzare i livelli di colesterolo, riducendo il colesterolo totale e aumentando l’HDL, e diminuendo i trigliceridi.

È il fungo più indicato per sostenere il rene, sede della nostra energia vitale, sia a livello energetico che fisico; studi hanno dimostrato che la sua assunzione regolare permette di migliorare notevolmente anche condizioni di insufficienza renale.

Le proprietà più conosciute di questo fungo sono quelle di tonificazione dell’energia sia mentale che fisica. Molti studi recenti, grazie all’isolamento di numerosi composti bioattivi di cui è stata dimostrata l’azione, hanno però aperto la strada ad utilizzi anche molto importanti, quali l’utilizzo come antivirale, come antibiotico di nuova generazione in grado di agire senza indurre farmaco-resistenza, e come antineoplastico.

Pensare a questo fungo come ad un farmaco o ad un insieme di sostanze che agiscono separatamente è tuttavia molto riduttivo. Esso, come tutti i funghi, rientra nella categoria degli adattogeni, ed è un adattogeno particolarmente efficace in grado di potenziare sia lo Yin che lo Yang dell’organismo, e quindi di aumentare le difese immunitarie da una parte e l’energia dell’organismo dall’altra, di calmare la mente e di potenziare il fisico, di modulare l’umore e di ridurre gli effetti dell’invecchiamento.

Il Cordyceps è uno degli antichi rimedi che ha superato la “prova scientifica” e nonostante questo ci rendiamo conto di conoscere ancora molto poco questa strana creatura…


Cordyceps sinensis



Dr.ssa Stefania Cazzavillan
Biologa, Genetista, Naturopata
Presidente International Mycotherapy Institute
 


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