L'etica universale e la sua importanza in naturopatia
di Christian Franceschini

L’aspetto etico-morale nella vita personale e collettiva è di massima importanza, ancor di più se abbiamo una missione nella nostra vita, come quella naturopatica di curarci della salute olistica degli altri.


Purtroppo la condotta personale nella formazione moderna va molte volte a scapito di quella strettamene intellettuale ed accademica. Il sapere vale più dell’essere. Certo che nel campo della naturopatia dove lo stile di vita nel contesto terapeutico è essenziale non si trova sempre l’esempio di chi la insegna; senza entrare in moralismi, ma uno dei principi come insegnante di Yoga e Meditazione mi è sempre stato chiesto, di essere l’esempio nella condotta che avrei poi insegnato ad altri.

In sanscrito c’è un termine per questo ruolo sociale, che è Acarya colui o colei che insegna col proprio esempio. Nel settembre 2012 ho terminato una formazione iniziata già nel 1987, cioè 25 anni fa, ed ora sono un Acarya di Ananda Marga Yoga, lo Yoga della via della beatitudine.

Gran parte della mia formazione era al di fuori delle aule o delle lezioni accademiche; i miei tutor (anche loro Acarya) in 25 anni mi hanno supervisionato ed aiutato a migliorare la mia condotta umana, sia nella sfera personale che in quella collettiva come insegnante. Massima attenzione è stato dato se praticavo quello che insegnavo. Se avevo spirito di sacrificio nel fare ad una certa età famiglia con figli, un lavoro onesto, attività di volontariato, se ero vegetariano, se non usavo droghe, fumo, alcol… ecc


Un educatore, medico, naturopata, o tutor nella sfera psicospirituale non può esercitare bene la sua professione senza sentirla una sua missione. Chi sta male nella sfera fisica, mentale o spirituale vede l’educatore, il medico o naturopata o il Seelsorger (colui che si cura dell’anima) come un faro di luce in mezzo ad una tempesta di vita. Non c’è niente di peggiore che sentirsi traditi dall’ipocrisia di tali ruoli missionari. I recenti scandali nella sanità italiana, nelle istituzioni ecclesiastiche ecc. ne sono una prova negativa.


Per arrivare al concreto quali potrebbero essere dei principi fondamentali di condotta etica, per qualsiasi professione, missione che una persona svolge.


Nella mia formazione come Acarya il punto focale era sui primi due gradini dell’Astaunga Yoga, lo yoga degli otto gradini (che include la pratica spirituale): cioè Yama e Niyama, cioè la moralità che regola i propri rapporti con la società (Yama) e la moralità nella relazione con se stessi (Niyama). Essi sono la base delle pratiche spirituali. Bisogna però ricordare che la moralità o etica non è il punto culminante della spiritualità: una persona morale può essere l’esempio per altri, ma questo non può essere ritenuto sufficiente per un aspirante spirituale. La pratica spirituale richiede, fin dall’inizio, un equilibrio mentale: quest’equilibrio e l’armonia psichica possono essere definiti come moralità. La moralità viene spesso confusa con regole religiose o settarie e dogmatiche, come: “il sesso è peccato”, “pregare verso ovest va contro la volontà divina”, “non si devono mai dire bugie” “non uccidere” e così via.

Si deve comprendere che la moralità o etica è lo sforzo di condurre una vita equilibrata, degna di un vero essere umano. La moralità è un equilibrio dinamico, una lotta interna ed esterna contro tutte le idee e le azioni che portano alla degenerazione. La buona riuscita della meditazione, che è pure uno sforzo, dipende dalla forza di una mente equilibrata.

I cinque principi di Etica esterna o Yama,

Uso le parole in Sanscrito che non hanno corrispetiva traduzione in italiano o in altra lingua, sono concetti sottili ed universali


  1. AHIMSA secondo questo principio si deve evitare di ferire gli altri tramite il pensiero, la parola e l’azione. Naturalmente ci sono delle circostanze particolari, in cui si è costretti a usare la forza fisica o mentale per vincere un nemico. Uccidere o ferire per sopravvivere o per proteggere la vita di altre creature non va contro il principio di Ahimsa. Uccidere gli animali per mangiarli, quando le circostanze permettono di sopravvivere anche cibandosi di forme di vita meno sviluppata, va contro il principio di Ahimsa. Molti confondono questo principio con la nonviolenza, che non è pratica ai fini etici.


  1. SATYA è l’uso benevolo della parola e delle azioni mentali. Non significa che si debba sempre dire la verità ma che si deve parlare con l’intenzione di fare del bene agli altri. Si deve cercare di dire il più possibile la verità dei fatti, ma quando questa verità non è di beneficio al prossimo bisogna trovare soluzioni alternative. Dire brutalmente a una persona che uno dei suoi cari è morto, va contro Satya perché bisognerebbe, prima, preparare psicologicamente la persona alla triste verità. Anche per il terapeuta olistico vale il detto che le parole possono fare più male di un bisturi.


  1. ASTEYA significa non appropriarsi, nemmeno mentalmente, delle cose che non ci appartengono. Un furto mentale prima o dopo dovrà essere espresso ed è perciò consigliato non indulgere in pensieri di questo tipo. Non dare agli altri quello che spetta loro è un tipo di furto; anche viaggiare nei treni o negli autobus senza biglietto va contro questo principio cardinale.


  1. BRAHMACARYA significa vedere tutta la creazione come un’espressione del Grande. Brahma significa: “il Supremo che ha il potere di rendere tutti supremi”. Vedere tutto come una manifestazione divina aiuta a rispettare anche Ahimsa.L’amore universale verso tutta la creazione è espressione viva di questo principio.


  1. APARIGRAHA significa evitare di indulgere nel lusso e in tutto quello che è superfluo alla preservazione della vita. Questo non significa non utilizzare i comfort della vita moderna, ma non bisogna esagerare nell’accumulo di beni materiali. Più lussi si hanno e più la mente viene esteriorizzata. Più si accumula e più si toglie agli altri; le risorse mondane non sono infinite e nemmeno la proprietà personale di nessuno. Tutti veniamo al mondo nudi e andiamo via nudi. La mente delle persone avide non può praticare bene la spiritualità poiché è troppo occupata a pensare alle proprie ricchezze.


Andare contro questi principi porta la mente lontano dalla pace interna ed esterna. Più si riesce ad aderire a questi principi etici e più si hanno dei benefici.

Niyama: i cinque principi yogici di etica interiore

  1. SHAOCA significa pulizia o igiene fisica, mentale e dell’ambiente. A)L’igiene fisica è di grande importanza per dare salute e benessere mentale ed è di due tipi: esterna come nell’igienismo naturopatico universale e quello interno con un’alimentazione che rispetti la vita degli animali e che sia per la salute del proprio corpo.

B) L’igiene mentale è anche esterna ed interna; esterna sta nell’ evitare di inquinare la mente con idee, pensieri e vibrazioni degeneranti mentre quella interna è di lottare contro le tendenze mentali innate come la rabbia, l’invidia,l’odio, la pigrizia utilizzando l’approccio opposto; cioè usare la non rabbia nelle situazioni dove la collera sta per annebbiare la mente, l’avidità con regolari donazioni; servire gli animali, le piante e gli esseri umani purifica la mente. Il servizio può essere svolto a diversi livelli sia fisico, attraverso il lavoro, la difesa della vita altrui, il sostegno economico, sia intellettuale attraverso l’educazione, ecc. Servizio significa aiutare i bisognosi (non gli opportunisti) senza aspettarsi niente in cambio;interessante che il suo nome in sanscrito è Seva.


  1. SANTOSHA significa mantenere la mente sempre in uno stato di contentezza accontentandosi di quello che si ha. Osservare questa regola aiuta a seguire spontaneamente Asteya e Aparigraha (punto 3 e5 di Yama) ma non significa che non si debbano migliorare le condizioni di vita individuali e sociali. Chi segue questo principio non conosce la frustrazione.


  1. TAPAH significa sacrificarsi per servire le altre creature bisognose, pensando che si sta servendo il Supremo nelle Sue varie forme. Nel servizio la persona dedica parte della sua energia spontaneamente, mentre quando fa un sacrificio l’azione è più sofferta: l’ego subisce degli scontri fisici, mentali e spirituali; questi scontri o meglio ostacoli se accettati consapevolmente, accelerano il progresso verso l’Uno.


  1. SVADHYAYA significa leggere e capire profondamente le scritture spirituali. Questa pratica dà ispirazione e rafforza dal punto di vista ideologico. Leggere regolarmente i testi di filosofia spirituale e storie devozionali, rompe il cerchio vizioso della nostra mente mondana. Leggendo uno parla con se stesso e si autoeduca. Svadhyaya consiste anche e stare il più possibile in compagnia di persone spirituali. I neuroni a specchio ci fanno imitare la grandezza interiore di questi personalità elevate e ci rafforzano il controllo e la purezza mentale.


  1. IISHVARA PRANIDHANA significa far propria l’idea cosmica e accettare Iishvara (il Supremo) come solo ideale di vita, nella salute come nella malattia, nella prosperità come nella sorte avversa. Secondo questo principio l’aspirante spirituale deve identificarsi con il Supremo. La prima lezione della meditazione insegnata da un Acarya è chiamata Iishvara Pranidhana e ha lo scopo di mettere in pratica questo principio di puro misticismo.



I 10 principi etici universali sono stati scritti qui in forma abbreviata, ma vi sono centinaia di pagine che vengono studiate per capirne tutte le sfumature e applicazioni pratiche.

Vi sono innumerevoli regole di condotta, con tanto di spiegazioni accademiche, scientifiche, psicologiche e cognitive per rafforzare lo zelo per seguire una condotta degna di un essere umano sviluppato. Non è imparandole a memoria o seguendole per dovere sociale che uno le assorbe profondamente nel suo DNA ma è nella sua pratica consapevole e costante, seguiti magari nei momenti di difficoltà da una persona competente. L’esempio vivo è sempre meglio di un libro o di un ebook. Certe volte l’educatore deve saper creare delle pressioni, delle circostanze, dei test per vedere quanto una persona è stabile in questi principi; pensare che uno riesca a valutarsi da solo è il primo inganno del proprio ego.


La cosa interessante che il mio Maestro Shrii Shrii Anandamurti scrive riguardo alla purezza mentale e al suo l’effetto fisiologico nel suo libro ,Trattamenti yogici e rimedi naturali del 1958 è:” la purezza mentale è di particolare aiuto nel mantenere una persona in salute. I pensieri impuri aumentano l’acidità del sangue e favoriscono i disordini dello stomaco, al cuore ed al cervello. Per questo motivo ogni essere umano dovrebbe assumere una forte abitudine per il servizio altruistico e per praticare la meditazione. La via migliore per conseguire la purezza mentale consiste nel seguire i principi di Yama e Niyama”.


Vediamo ora quali sono gli effetti terapeutici di un’etica universale, come descritta fino ad ora.

Se si frequenta una compagnia degenerata, le emozioni vissute in tale gruppo sono l’invidia, il criticare continuamente, la rabbia,l’odio, la possessività ecc. Tale ambiente esterno ed interno aumenta la secrezione di ormoni e sostanze acide nella circolazione sanguigna; ciò comporta in una diminuzione del Ph del sangue che deve continuamente tamponare con minerali l’acidità di tali secrezioni. L’ansia, la rabbia, la frustrazione, il non essere contenti aumenta l’insonnia, la tachicardia, la tensione nervosa per cui patologie del cuore, del cervello. Non è una novità. I neuroni a specchio giocano anche un ruolo importante nella formazione di comportamenti immorali. Diversi studi hanno dimostrato che osservare comportamenti violenti anche solo virtuali come nei film o videogiochi attiva in neuroni a specchio e in modo empatico riproducono sensazioni e comportamenti simili in chi osserva o partecipa al gioco o film.

La psicosomatica studia le origini di tante patologie che provengono da uno squilibrio mentale, causate anche da una cattiva condotta etica.


La cosa importante nella formazione etica è di avere sempre l’ideale davanti, nella mente. Questo attraverso la persona che dà l’esempio etico più alto e attraverso i media (libri, film ecc) con contenuti sottili e puri. Pensare costantemente ai propri errori o alle proprie imperfezioni non fa altro che aumentarne l’espressione; la mente diventa quello che pensa; il cibo o pabulum psichico è di grande importanza per il progresso o la degenerazione dell’individuo. La pseudocultura che ci circonda sta spezzando la spina dorsale dei valori umani e noi tutti, specialmente i bambini ne sono vittime.


Etica è anche avere il coraggio morale di esporre l’immoralità sociale e lottare attivamente per eliminarla; ma prima di fare questo dovremmo iniziare da noi stessi e vedere quanto siamo coerenti con questi principi.

Non chiediamo ad altri di fare una cosa se noi stessi non ne siamo l’esempio, questo anche in Naturopatia 




[ 1 ]