QUALE MEDICINA?
di Luigi Costacurta

Luigi Costacurta con un articolo del 1989 pubblicato su un quotidiano trentino, che pochissimi conoscono, chiarisce la differenza fra Naturoigienismo, Medicina Convenzionale e “Medicine Alternative”, mettendo in evidenza che non tutto ciò che è alternativo è consigliabile. Per comprendere anche il contesto, informiamo i lettori che il nostro Maestro risponde ad una lettera polemica di un medico trentino esperto in agopuntura.

Chiamato in causa, non posso astenermi dal dare una risposta definitiva al folcloristico articolo, riportato nella rubrica “La parola ai lettori” del giornale di lunedì 16 gennaio 1989.

Al di là del folclore che a me, in certo qual modo, non dispiace e, delle invettive, dico che proprio per effetto dell’errata e caotica interpretazione teoretica della medicina ufficiale (curativa), nei confronti dell’organismo umano, è nata l’altra medicina, la medicina delle discipline igienistiche naturali. “la medicina che normalizza” e che insegno e divulgo.

La medicina convenzionale o ufficiale “la curativa”, ha diviso l’organismo in distretti organici e, l’eventuale alterazione funzionale espressa nella malattia, proprio per l’errato concetto teoretico, viene vista nel sintomo manifestante, e ad esso, in concomitanza dell’immancabile presenza del microbo o del virus o, delle eventuali eccedenze o carenze di sostanze, viene attribuita la causa. È ovvio, che da questo madornale errore interpretativo diagnostico, ne consegue il madornale errore terapeutico che prevede il sussidio farmacologico, i cui effetti sono conosciuti in tutto il mondo.

Il sussidio farmacologico non toglie la causa, agisce solo sul sintomo (toglie il dolore talvolta), ma non guarisce anzi, va a dare origine ad altre complicanze le quali, a loro volta, vengono trattate con altri farmaci. Tale metodologia terapeutica, porta il soggetto alla cronicità iatrogena, caratteristica specifica di ogni individuo che vive la sua esistenza al margine della salute. Lo dico per esperienza personale perché, fino a quaranta anni fa, anch’io avevo vissuto questa condizione. “Questo è il risultato della medicina che cura”.

Orbene, quello che insegno è la riscoperta dei dettami igienistici naturali sanitari tramandataci da Ippocrate, Galeno e Oribasio che, se chi ha studiato la storia della medicina dovrebbe conoscere, i quali dettami, grazie alla letteratura dei miei libri, oggi, trovano quella risposta e dimostrazione scientifica, che la medicina ufficiale non è stata in grado di dare.

Questa risposta scientifica oggi viene convalidata con le più avanzate analisi di laboratorio , ma quello che più conta, è la risultanza dei fatti, delle esperienze in casistica, cosa che la medicina che “cura”, non ha.

Chi sono? …non sono un medico chirurgo, ma un ex ammalato, uno dei tanti, che per trent’anni è vissuto in condizione iatrogena per effetto della pillola e delle iniezioni togli-dolori che, per fortuna mia e, grazie alle teorie di Ippocrate, di Galeno, di Oribasio e delle esperienze di altri intuitivisti (ex ammalati), come Preissnitz, Kneipp, Rikli, Cune, Just, Padre Taddeo di Wisent, Manuel Lazaeta Acharan ecc., ha trovato la giusta strada per uscire da quel tunnel che si chiama malattia (però, senza andare in Cina per imparare lo Shiatsu, la riflessologia e l’agopuntura). Non è detto che queste discipline non aiutino, se praticate da un non esperto. Comunque sono pregiudiziali, anche se fatte bene: non rimuovono la causa che è ben diversa dal sintomo.

Lo studio delle teorie ed esperienze dei maestri citati, che la scienza medica rinnegò e ripudiò per essere antiquate, stimolò la mia ricerca nella quale trovai il concetto dell’equilibrio termico fra le temperature del corpo. Vista  la logica del pensiero che non ha nulla di filosofico, bensì è un espressione fisica e controllabile, approfondii lo studio e la ricerca che, suffragata da ulteriori esperienze, mi portò a formulare quei postulati scientifici che semplificano l’interdipendenza bio-chimico-fisiologica fra organo e organo e struttura umorale organica.

Il caos non sono io che lo creo, ma da secoli esiste, in conseguenza delle antiscientifiche teorie della bio-fisio-patologia, tant’è vero che oggi la maggioranza dei giovani medici, riconoscendo il deleterio effetto del sussidio farmacologico (eccezion fatta per i casi disperati) si avventurano nella ricerca dell’alternativo, aumentando il caos medico.

La maggioranza delle discipline che la medicina alternativa offre vedono la causa della medicina nel sintomo, quindi, nel caso della riflessologia o dell’agopuntura, si interviene sui meridiani o distretti agopuntori che interessano la funzione dello specifico organo o determinato distretto organico. Ma tutto questo non basta per guarire, anche se al momento sparisce il dolore.

Purtroppo la causa del male non si esprime con il sintomo, è ben altra. L’origine di qualsiasi male è unica (a prescindere da ciò che si può imputare alla predisposizione ereditaria) e, si esprime sempre con l’anormalità funzionale dell’apparato digerente e con la concomitante o conseguente deficienza circolatoria periferica.

Lei, con ironia e sarcasmo, ha detto che le cose che insegno sono cose che faceva la “buona anima di mia nonna”. Le dico allora che sua nonna era nel giusto e, se anche non sapeva darne una spiegazione scientifica (che oggi può trovare studiando i miei libri), aveva una mente aperta ed un pensiero razionale.

Si ricordi che a nulla serve mettere il cloro sul letame, il letame rimane ed anche la virulenza microorganica si intensifica.

Analogamente dico che a nulla serve prendere un farmaco o stimolare con manipolazioni ecc.ecc., un’attività biofisiologica, se non si libera l’intestino e si riattiva la sua funzione. L’intossicazione permane, talvolta aumenta.

Non mi dilungo perché non intendo dare lezione, però colgo l’occasione per ricordare che in occasione della conferenza che ho tenuto a Trento il 16 aprile del 1986, lei, prendendo la parola, con enfasi, affermò categoricamente che quanto avevo detto nel mio intervento era la pura realtà scientifica (l’abbiamo registrato tutto in videocassetta). Ma quello che più conta, cosa penseranno di lei tutte le persone che l’hanno ascoltata, dopo aver letto il suo folcloristico articolo?

Dell’iridologia…non intendo dar lezione.

 
 


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