Patologia
di Luigi Costacurta

Stando al dizionario patologico, ognuna delle anomalie sintomatologiche ha un nome dal quale ispira poi la terapeutica patologica della medicina convenzionale, la quale intende combattere per debellare il male, utilizzando la metodologia farmaceutica e, se questa non basta, con l’operazione chirurgica ed infine con le terapie radianti quali la “röntgenterapia”, la cobaltoterapia ecc. ecc.

Orbene, secondo la medicina naturale, diciamo che la dimensione malattia, a prescindere da quella che potrebbe essere una predisposizione genetico ereditaria o una conseguenza traumatica, ha un’origine unica che inizia e palesa sempre con l’alterazione della funzione dell’apparato digerente, dalla quale poi si origina lo squilibrio termico fra le temperature interna ed esterna del corpo, sorgente delle più o meno pensate mutazioni biochimico-fisiologiche ed insorgenze microbatteriche.

Con lo squilibrio termico diciamo che si viene a creare un’alterazione nella dinamica simbiotica biochimico-fisiologica degli organi e distretti organici del corpo, dando origine ad un quid flogistico di malattie che può evidenziarsi con insorgenze micro-organico-batteriche e virali, con carenze o eccedenze enzimatiche ormonali e minerali, con infezioni e ritenzioni in circolo di sostanze di rifiuto, con sindromi psichiche e nervose, con malattie vascocircolatorie ecc. ecc. pertanto se vogliamo eludere e prevenire queste malattie, ciò che si prefigge è il ripristino della normalità funzionale dell’apparato digerente ed il conseguente riequilibrio termico fra le temperature citate. Tutto questo lo possiamo ottenere solo con l’ausilio delle discipline igienistiche naturali, trofoterapiche ed idrotermofangoterapiche.

Tengo però a precisare, e non dobbiamo scordarlo, che anche la scienza medica ufficiale dispone di specifici sussidi terapeutici, dai quali benché non ripristino la normalità funzionale dell’apparato digerente e l’equilibrio termico, in determinate circostanze o emergenze, non si può prescindere, perché in realtà sono necessariamente indispensabili, se in qualche modo in extremis si vuole salvare una vita umana. Certo il loro utilizzo applicativo si accetta ed esige come ultimo ricorso, solo dopo aver riscontrato e stabilito l’inutilità o l’impossibilità risolutiva delle discipline igienistiche naturali nei confronti della condizione e dinamica del determinato male.

Non dobbiamo arrivare al fanatismo della scelta delle due metodologie mediche, però razionalmente dobbiamo valutare la situazione e la contingenza del caso.

Nessuna delle due metodologie fa miracoli, però ognuna di esse può fare quello che non fa l’altra.

La medicina naturale serve alla prevenzione ed anche alla cura delle malattie finché l’integrità organica non è alterata o compromessa con fattori estranei ad essa e comunque a patto che in essa sussista ancora forza vitale.

Certi farmaci, vedi l’insulina per il diabete e certi altri che ci consentono di far fronte a determinate emergenze, come pure la chirurgia negli incidenti, nelle emorragie interne, nelle ostruzioni vascolari e di determinati organici dove non sussiste alcuna possibilità risolutiva per la metodologia igienistica, nella peritonite ed altre anomalie organiche complesse, l’utilizzo di queste metodologie è una realtà necessariamente indispensabile, alla quale ognuno di noi deve inchinarsi, sempre che queste esperienze vengano condotte con coscienza ed onestà professionale.

Dilatazione di stomaco (o abbassamento di stomaco)

Con questo termine, patologicamente viene definita l’anormale e brutale distensione dello stomaco, la quale in situazioni croniche degenerative, può dare origine all’occlusione del piloro e del duodeno, però, sempre per il fenomeno della dilatazione ed allungamento, diciamo che possono aver atto delle compressioni vascolari a livello aortico, splenico, coronario  e mesenterico.

Per la medicina convenzionale il meccanismo della dinamica dell’abbassamento di stomaco è poco noto, più che altro lo vede come una paralisi dello stomaco stesso, dovuta presumibilmente ad un’alterazione metabolica.

L’unica e corretta spiegazione di tale fenomeno è quella data dalla medicina naturale ispirata alla dottrina termica, ossia dalle discipline igienistiche naturali che noi professiamo, le quali vengono pedagogicamente trattate nei testi della nostra biblioteca di medicina naturale.

Lo stomaco che è una dilatazione del tubo digerente (la più grande), nella sua condizione di normalità anatomica rassomiglia all’otre della cornamusa. La struttura di questo involucro,oltre al tessuto epiteliale di rivestimento, è costituita da fibre muscolari il cui compito, oltre a mantenere elasticamente l’assetto delle pareti di quest’otre, è di regolare le contrazioni peristaltiche indispensabili al rimescolamento del cibo precedentemente masticato ed impregnato della saliva dalle mucose che tappezzano la parete interna dello stomaco.

L’abbassamento e la dilatazione dello stomaco non sono una paralisi dovuta all’alterazione metabolica, poiché se fosse tale la sintomatologia che ne evidenzia la manifestazione sarebbe ben diversa, in quanto la paralisi denuncia l’inattività della cellula nervosa cerebrale imputata alla regolazione del processo biofisiologico nutrizionale metabolico che in questo caso, bene o male, in qualche modo si realizza comunque.

La dilatazione dello stomaco invece è un rilassamento ed indebolimento di tutto il tessuto strutturale delle sue pareti per una conseguenza infiammatoria cronicizzata, la cui origine è imputabile all’irrazionalità culturale che ha condotto il soggetto sulla strada dell’inadempienza dei dettami igienistici dietetici: la disordinata, nonché continua ed inadeguata assunzione di cibi cotti o crudi mal associati e biologicamente incompatibili tra loro, la sregolata e antigienica assunzione di bevande alcoliche e gasate durante e fuori pasto, il mangiare in fretta senza masticare ed insalivare per bene il cibo ingerito e la conseguente assunzione di bicarbonato di sodio o la magnesia digestiva, che abitualmente nella difficoltà digerente assumono i grandi mangiatori.

La sintomatologia di questa anomalia o malattia funzionale, in primo luogo si caratterizza con l’acidità di stomaco, pesantezza e difficoltà digestiva e talvolta anche con la lingua patinata marrone (queste sono anche le caratteristiche precorritrici dell’ulcera); poi con crampi e dolori (dispepsia), talvolta accompagnati da rigurgito di cibo e nei casi più gravi, con l’ematenesi, ossia con vomito sanguigno proveniente dalle mucose infiammate dello stomaco. Altre sintomatologie conseguenti che generalmente si evidenziano con frequenza in certi casi di crisi acute sono i frastorni vascocircolatori riscontrabili con la tachicardia e l’aritmia cardiaca ecc. ecc.

Il Rimedio: come prima cosa si consiglia di disinfiammare e decongestionare lo stomaco e l’intestino; in primo luogo praticando un clistere d’acqua naturale a temperatura ambiente o con il decotto di malva, poi con l’applicazione del cataplasma di fango sullo stomaco e ventre e infine praticando quotidianamente le sei frizioni fredde come viene suggerito nel libro “Vivi con agenti naurali”.

È consigliabile, per non dire d’obbligo, che congiuntamente a queste pratiche, il malato osservi per due giorni il digiuno idrico (bevendo solamente acqua), al quale seguirà poi quello di mele o di frutta fresca di stagione, adottando per ogni singolo caso gli accorgimenti trofoterapici suggeriti a pagina 402-403-404-405 del libro “La Nuova Dietetica”, fino a normalizzazione. Dopo di che osserverà l’alimentazione trofogastronomica, mangiando poco per volta, ma più volte nel giorno senza limitarsi ai tre pasti. 

 

Pletora sanguigna (o abbondanza di sangue)

Con questa definizione, nel gergo comune, viene generalizzato lo stato pletorico che, dal punto di vista somatico caratterizza il tipo sanguigno, il quale è un’espressione costituzionale genetica ereditaria, comunque, non dobbiamo dimenticare che questa condizione costituzionale rappresenta sempre un processo degenerativo della specie organica per acquisizione in seguito ad errori igienistici dei progenitori.

Però, nel nostro caso specifico, con il termine pletora sanguigna viene definita la sovrabbondanza di sangue localizzata in una qualsiasi parte del corpo, in conseguenza di una anormalità funzionale dell’organismo,il cui movente trova origine sempre nell’inadempienza igienistica nel senso lato della parola, per quanto è riferito alla salute della vita organica.

In effetti, la pletora sanguigna è un effetto fisiologico congestizio che si può manifestare in qualsiasi distretto organico per cause diverse, fra le quali, la principale e più frequente, la troviamo con l’anormalità funzionale dell’apparato digerente in conseguenza degli errori dietetici; altre cause certe sono il colpo di calore ed il colpo di sole, in conseguenza del nostro corretto ed incosciente comportamento igienistico durante i periodi di calura estiva, come del resto anche il forte freddo può dare origine a scompensi termici di termoregolazione; infine anche la causa psichica emozionale può dare origine alla pletora sanguigna.

È da ricordare che lo stato congestizio, originato con la disfunzione fisiologica dell’apparato digerente in conseguenza degli errori dietetici, può sfociare in qualsiasi altro distretto od apparato organico caratterizzando le varie sintomatologie annoverate dal dizionario patologico. Però diciamo che, sia in questo caso sia per il colpo di calore o di sole o di freddo ed anche in caso psichico ecc., il processo flogistico o infiammatorio o congestizio (che comunque sono la stessa cosa), che determina lo stato pletorico, lo possiamo trovare nelle vie respiratore, nei reni o apparato urinario, nei genitali, in alcune parti del sistema vascocircolatorio nel cervello, ecc. ecc.

Tutte queste complicazioni sintomatologiche, indipendentemente da quale sia il movente o l’agente esterno in causa, quale il calore, il sole, il freddo o la condizione psichica, generalmente ed immancabilmente incontrano l’implicazione predispositiva nell’anormalità funzionale dell’apparato digerente, in conseguenza della mancata o deficiente adempienza dei dettami igienistici naturali.

Quindi la risoluzione curativa, in tutti i casi, deve essere orientata a decongestionare la zona organica compromessa, attuando sulla regione interessata, però, nel contempo, anche sulla totalità organica, ripristinando la normalità funzionale dell’apparato digerente. Per tale scopo suggeriamo di osservare le indicazioni date nei testi della nostra biblioteca di medicina naturale: “La Nuova Dietetica” e “Vivi con gli Agenti Naturali”.

   


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