L’iridologia
di Luigi Costacurta

L’osservazione dell’occhio quale mezzo di indagine per riscontrare lo stato di salute del corpo, sin dai tempi remoti, ha interessato la mente umana e, da quanto ci consta, diciamo che i cinesi prima, Ippocrate e Paraelso poi, hanno rivolto la loro attenzione a questo organo, come mezzo di indagine semeiotica, ma la prima reale notizia di tale indirizzo risale al 1670, grazie ad una mappa topografica fatta da Philippus Meyes, la quale non ha relazioni simili con le attuali. Comunque , la vera storia moderna dell’iridologia inizia nel 1838 grazie alla perspicace osservazione di un ragazzo di 12 anni “Ignazio Von Peczely”, il quale, dopo varie vicissitudini, nel 1880 pubblicò il suo libro sull’iridoscopia, dando così il via a quella scienza che oggi conosciamo con il nome di Iridogia.

Però, ad onor del vero, per la storia diciamo che lo studio iniziale sull’iridoscopia, in relazione alla conoscenza di quel tempo, si completò con i lavori e le osservazioni di Nils Liljequist fra gli anni 1859-1867-1877 sulla teoria del colore delle iridi, “la patocromia” (Vedi storia nel mio testo “L’Iridologia”). A prescindere da quanto ci offre o ci dice la letteratura esistente in materia di iridologia, la quale è ispirata ai vari concetti che definiscono la fisiopatologia e biofisiopatologia talvolta ad ipotetiche teorie, tutte discutibili, se come punto di partenza ed arrivo, invece, ci riferiamo al principio concettuale e dottrinario dell’equilibrio termico fra le temperature interna ed esterna del corpo che ispira l’igienistica naturale (medicina naturale) che noi propugnamo, diciamo che l’iridologia è una scienza che ci guida alla scoperta del grado e condizione di salute del nostro corpo.

In certe condizioni o momenti investigativi, talvolta ci dice anche quello che ha potuto soffrire o subire il nostro corpo, sia per dipendenze predispositive di ordine genetico ereditario, come pure  in conseguenza di traumi meccanici o per interventi chirurgici, nonché lo stato reale biofisiologico e patologico se del caso, presente, passato e futuro, per effetto acquisitivo.

In realtà, con l’iridoscopia, oltre a quanto detto ed in relazione all’evidenziazione iridologia del momento, l’osservatore, sia l’iridologo naturopata medico o no, quanto noi stessi, se ci osserviamo l’iride degli occhi nello specchio, saremo in grado di prevedere cosa potrà accadere al nostro organismo in un determinato periodo prossimo futuro, se non ottempereremo all’osservanza dei dettami igienistici della medicina naturale.

La dinamica delle manifestazioni iridologiche dipende esclusivamente dalle reazioni nervose di tutto l’organismo, le quali danno origine alle modificazioni delle fibre tessutali che in stato di piena normalità costituzionale dovrebbero essere distribuite in forma di raggiera, una vicina all’altra, la quale è rappresentata con l’alterazione del colore di base delle iridi che per reazione nervosa e biochimica può evidenziarsi scolorito o sovraccaricato cromaticamente da un colore più scuro oppure sfumato o da precipitati fioccosi in sospensione, o in forma di macchie localizzate, talvolta anche contornate da aureole color arancione.

Orbene, relazionando alla mappa topografica le varie ed evidenti modificazioni e deformazioni delle fibre del tessuto iridale e le eventuali alterazioni di ordine cromatico, palesi nelle stesse iridi, nonché l’età del soggetto e le rilevazioni somatiche del volto e del corpo stesso, saremo in grado di formare un quadro completo sulla condizione di salute del nostro organismo; sapremo quale distretto organico o parte del corpo è più compromessa, come pure conosceremo l’origine, sempre che tale indagine venga condotta secondo il concetto dottrinale dell’equilibrio termico fra le temperature interna ed esterna del corpo.

Secondo i principi della medicina naturale, con l’iridologia non si fanno diagnosi, ma solo constatazioni sulla condizione dello stato costituzionale del soggetto, considerando le eventuali evidenziazioni dei processi flogistici in atto, ossia degli stati infiammatori e congestizi che possono esistere a carico di uno o più organi, le possibili alterazioni del quid umorale sanguigno e linfatico, nonché le eventuali alterazioni o scompensi del sistema nervoso. Tale metodica investigativa, come detto, è guidata dal concettuale principio della medicina naturale per cui l’organismo è una unica entità, come a prescindere da quello che può essere considerato trauma psichico o meccanico o fattore di predisposizione genetico ereditaria, l’alterazione ha un’origine unica, la quale è motivata dall’errata nutrizione e dal conseguente squilibrio termico fra le temperature interna ed esterna del corpo.

la diagnosi medica è tutt’altra cosa, poiché la sua ottica è basata sui teoretici principi della patologia che si relazionano alle radicali della chimica organica ed ai principi della batteriologia, quindi per il diagnosta, ossia il medico, il dottore, non esistono altro che carenze od eccedenze di sostanze di elementi chimici o presenza di microbatteri e virus. È ovvio quindi che a questo diagnosta non resti altro che ricorrere agli esami di laboratorio ed all’utilizzo di sofisticate attrezzature che per dare il loro responso devono irradiare con radiazioni deleterie il malcapitato, al quale talvolta sono state previamente somministrate od inoculate sostanze chimiche e radianti, le quali in alcune circostanze, per l’organismo possono essere più letali delle stesse radiazioni emesse dalle attrezzature utilizzate per lo scopo.

Per l’iridoscopia non servono queste attrezzature che violentano l’organismo, poiché pregiudicano ulteriormente aggravando lo stato di malattia. No, all’iridologo che ha buona vista bastano una lente di 15 diottrie ed una lampada e per quello che non ci vede bene, diciamo che può servirsi del microscopio (lampada a fessura dotata di macchina fotografica). Certamente la praticità della lente e della lampada ben utilizzate non hanno eguali, in quanto ci consentono un più preciso controllo della reazione nervosa delle pupille: ci danno una maggiore possibilità di gioco per produrre gli effetti di luce ed ombra, che permettono una maggiore evidenziazione strutturale e cromatica delle iridi. (Lo dice la mia trentennale esperienza fatta con quarantamila e più osservazioni iridologiche).

Da questa indagine, relazionando all’esposizione topografica della mappa iridale l’osservazione della condizione alternativa delle fibre e del colore delle iridi, vengono evidenziati i vari stati infiammatori ed i presunti processi morbosi dei singoli organi o distretti organici del corpo, i quali in ultima analisi sono quelli che caratterizzano la sintomatologia dell’alterazione della salute.

Però, dal rilevare uno stato infiammatorio o congestizio, a dire: “hai un epatite virale” oppure dire “hai un fibroma o una vaginite o una cistite ovarica o una nefrosi”, ecc. ecc. c’è molta differenza. Questa determinazione del nome patologico della sindrome o malattia, viene stabilita solo tramite gli esami di laboratorio, comunque effettuati con apposite apparecchiature, le quali esulano dall’iridoscopia. Invece con questa, quello che riscontriamo non sono altro che stati congestizi ed infiammatori, talvolta anche distruzione di tessuti , come pure stati di intossicazione, però il tutto visto con l’ottica del dottrinale concetto dell’equilibrio termico fra le temperature interna ed esterna del corpo, il quale nulla ha da vedere con la patologia convenzionale, ossia con il nome specifico che caratterizza il male, poiché solo il medico lo può azzardare, in quanto è prerogativa della diagnosi medica.

Se l’iridologo naturopata è un medico (dottore) oppure è una persona che si è fatta una cultura medica sulla medicina convenzionale, collegando le risultanze riscontrate con l’osservazione iridoscopica alle conoscenze della bio-fisio-patologia delle varie sindromi ed alle manifestazioni sintomatologica e psicosomatica, riesce a formulare un quadro patologico sulla reale condizione dello stato di salute del malato. Da questo quadro potrà desumere e talvolta azzardare un termine patologico della malattia, che potrà essere trattato con le metodiche igienistiche naturali (sempre che nel soggetto sia rimasto quel tanto di vitalità essenziale). Fanno eccezione solo quei casi nei quali è indispensabile la somministrazione del farmaco, vedi il diabete acquisito, per cui inizialmente non può essere preclusa l’insulina, almeno per tutto il periodo indispensabile per conseguire il riequilibrio della normalità funzionale dell’organismo, in special modo dell’apparato digerente e della pelle, ciò dicasi per le altre specifiche malattie.

In conclusione, l’iridologia vista con l’ottica della medicina naturale, e più precisamente con il dottrinale concetto dell’equilibrio termico fra le temperature interne ed esterna del corpo, quanto prima evidenzia lo stato infiammatorio e congestizio dei singoli distretti organici: apparato digerente, apparato renale, apparato respiratorio, apparato circolatorio sanguigno e linfatico, sistema nervoso, apparato genitale, sistema endocrino, apparato cutaneo, struttura ossea, ecc. ecc.; però quello che interessa, diciamo che è il vero mezzo di investigazione preventiva. Solo questo può dirci l’iridologia e non altro, secondo la medicina naturale.

 

Bibliografia

Benché sia una scienza giovane, l’iridologia ha una bibliografia nutrita.

A prescindere dai testi dei due scopritori Ignazio Von Preczley e Nils Liljequist, diciamo che esistono fra testi e libricini, una quindicina di autori di lingua tedesca, cinque di lingua inglese, altrettanti di lingua francese, spagnola, e qualcuno di lingua svedese, russa e italiana.

Una buona parte di questi è di veri autori e ricercatori della corrente medica convenzionale, omeopatica ed anche naturopatia; gli altri purtroppo sono di autori  che si sono scopiazzati l’un l’altro. Ciò lo riscontriamo proprio se osserviamo le loro esposizioni topografiche e quelle che definiamo organiciste e biofisiopatologiche che sono tutte pressoché analoghe.

Poiché non intendo far torto a nessuno dei veri autori, riporto in bibliografia solo i testi degli autori di pensiero naturopatico, ossia di quelli che hanno orientato la loro ricerca investigativa secondo i principi delle igienistiche naturali (medicina naturale).

A. Bidaurrazaga – Fundamentos cientificos de la medicina a traves del iris – Diagnostico por el iris.

M. Lezaeta Acharan – El iris de tus ojos revela tu salud – Anno 1943 – 3 edizioni

B. Jensen – The science and practice of iridology – Anno 1964

A. Handel – L’iridiagnosi

K. Biorni – El diagnostico por el iris

A. Vander – Diagnostico por el iris – Anno 1966 – 2 edizioni

Struck Hans – Flink Eva – Manual pratico de irisdiagnostica

V. L. Ferrandiz – Iridodiagnosi – Anno 1970

L. Costacurta – La grande mappa topografica delle iridi – Anno 1975

L. Costacurta – L’iridologia (corso completo pedagogico teorico pratico di iridiagnosi) – Anno 1977 – 5° ristampa 1985

 

 


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