Patologia a confronto - L’infiammazione
di Luigi Costacurta

Della febbre abbiamo parlato, ora parleremo del dolore e dell’infiammazione.

Diciamo che non può esistere dolore, se a monte non è in atto un processo infiammatorio; logico, questa definizione vale per quanto concerne l’infiammazione di ordine funzionale, al contrario, invece, si tratta di trauma fisico-termico e meccanico, nel qual caso si manifesta prima il dolore e poi l’infiammazione.

Non dimentichiamo, però, che sia il dolore quanto l’infiammazione, a livello della funzione organica, in talune circostanze e talvolta non in forma congiunta, possono essere motivati dall’attività psiconervosa emotiva.

È da ricordare e non scordare mai che l’infiammazione di ordine funzionale, cioè quella risultante da tutto ciò che caratterizza il processo biochimico-fisiologico nutrizionale, a prescindere da quanto può essere relazionato ad una predisposizione genetica ereditaria ed a quanto può essere relazionato ad un trauma psicofisico, ha la sua origine in primis, ossia è determinata da una ben specifica errata o mancata igienistica dietetica e comportamentale.

Quanto affermo, viene convalidato dalle esperienze e dai fatti risultanti, in circa 35 anni di attività di studi e ricerca da me vissuti nel campo biochimico-fisiologico dell’igienistica naturale.

Poiché abbiamo detto che non esiste un dolore fisico se a monte non è presente una infiammazione o espressione di essa; incominceremo a parlare sull’infiammazione.

L’atto o l’effetto dell’infiammare e dell’infiammarsi viene chiamato infiammazione o flogosi.

L’infiammazione caratterizza un insieme di fenomeni biochimico-psicofisiologici con cui un organismo reagisce a qualche cosa che attacca o compromette la sua integrità funzionale organica.

Le infiammazioni non hanno tutte la stessa manifestazione poiché il movente vario e ben diverso; ad esempio una infiammazione cutanea causata da un trauma fisico-termico-meccanico non è similare a quella prodotta o conseguente ad un processo biochimico-fisiologico naturale e spontaneo. In effetti, la causa delle due insorgenze è diversa. Ciò che contraddistingue una condizione infiammatoria è la reazione e la relazione determinata dal tessuto interessato dall’agente causale ed al prevalere di uno o dell’altro sintomo caratteristico il quale, in relazione all’organo o distretto organico, può essere identificato come rossore, calore, turgore ed alterazioni strutturali e funzionali.

Tutte queste manifestazioni infiammatorie si contraddistinguono ulteriormente in erimatose, essudative, sierose, catarrali, purulente, necrotiche, neoplastiche, ecc.

Il rossore caratterizza un’iperemia attiva; il gonfiore, generalmente, denuncia la presenza di essudato; il calore è caratterizzato dall’incremento della vascolarizzazione o alterazione vasco-circolatoria; il dolore è un effetto conseguente la compressione delle terminazioni nervose sensitive e funzionali ad opera dell’agente casuale e dell’evoluzione formativa della condizione infiammatoria; l’alterazione organica e la diminuzione funzionale del cambiamento di volume, si associano con l’alterazione circolatoria e gli eventuali fatti degenerativi dei tessuti e degli umori organici.

Il decorso delle infiammazioni può essere acuto o cronico, come talvolta la guarigione può essere totale; in questo caso, è solo fattibile se l’infiammazione viene trattata con le metodiche igienistiche naturali da noi insegnate. In taluni casi, però, può residuare anche una perenne cicatrice.

L’infiammazione, per essere risolta, comporta un trattamento decongestionante il quale, oltre a rimuovere l’agente o la causa infiammatoria, provvede all’eliminazione dei tessuti morti. È ovvio che tale effetto, come detto, si raggiunge solo applicando le metodiche igienistiche naturali che sono le uniche atte a stimolare e vivificare la vitalità organica, la quale, essa sola e con i suoi mezzi, è in grado di ricostruire la struttura cellulare tessutale; nel contempo, in relazione a questo rinnovo, tramite i meccanismi delle vie emuntorie organiche, riesce a liberare l’organismo di quanto gli è di superfluo e nocivo.

Come detto, le caratteristiche fondamentali dell’infiammazione sono: il turgore, ossia l’enfiagione o gonfiamento; il rossore che generalizza l’eritema, ossia una maggiore vascolarizzazione capillare sanguigna, sia periferica che viscerale, caratterizzando in questo caso anche lo stato pletorico. Il dolore è sempre un effetto evolutivo dello stato infiammatorio quale e dove esso sia. Oltre tutto questo , per la dinamica dell’interdipendenza organica nell’unicità strutturale e funzionale del nostro corpo, la condizione infiammatoria non viene limitata al presunto o ipotetico organo ma viene estesa, anche se non in forma e modo similare, anche a tutto ciò che caratterizza le strutture organiche viscerali; premesso che, in questo contesto, vengono compromessi il sistema nervoso ed endocrino e la funzione vascocircolatoria in generale.

L’affluire più copioso di sangue nei vasi dilatati relativi alla parte o all’organo compromesso, spiega l’aumento di calore o l’arrossamento. Più rimane questa condizione stagnante o pletorica, tanto più, fra le pareti dei vasi turgidi, trapelano negli interstizi dei tessuti, siero e globuli bianchi. Ciò evidenzia la dinamica evolutiva della tumefazione, la quale si caratterizza anche come sede di dolori spontanei o provocati con il palpeggio sulla zone, espressione questa dei nervi relativi alla zona compromessa che si trovano compressi ed irritati.

Il processo infiammatorio differisce ampiamente in relazione alla natura ed al modo di agire dello stimolo morbigeno o traumatico che lo determina: irritazione meccanica o termica, irritazione conseguente ad un errato processo biochimico digestivo, irritazione conseguente l’effetto dei microrganismi che intervengono nei processi fermentativi, irritazione infiammatoria dovuta all’azione farmacologica ed all’effetto di veleni chimici ed all’incidenza di un effetto psichico nervoso. Comunque, non è estranea a tutto questo la condizione della struttura del tessuto organico in cui si evolve o si instaura il processo infiammatorio.

Da qui, se ne deduce l’immensa varietà di aspetto e di decorso dell’infiammazione che, se espressa nell’ambito viscerale, determina le conseguenze che si contraddistinguono nelle malattie o meglio nell’alterazione funzionale di un tal organo o distretto organico le quali, se esiste una reattività organica, possono evidenziarsi con un arrossamento cutaneo eruttivo, se l’espressione infiammatoria si riversa all’esterno o, in casi limite, produrre la distruzione dei tessuti interni ed esterni; inoltre, oltre a questo e in alcune circostanze, originare anche un terreno atto alla formazione di strutture neoplastiche.

Nel contesto dell’infiammazione le mucose infiammate caratterizzano un aumento dell’irrorazione sanguigna e la conseguente produzione di muco. Tale processo, patologicamente viene riconosciuto come “infiammazione catarrale”; oppure si coprono di una patina solida di essudato determinando in questo caso l’infiammazione fibrinosa che può dar luogo a pseudomembrane, caratteristica specifica dell’infiammazione difterica. Come ultimo stadio, la infiammazione delle mucose può degenerare con ulcerazioni e con la distruzione dei tessuti più o meno profondi originando in tal modo la condizione necrotica e quindi la cancrena. Nelle infiammazioni sierose della pleura, del peritoneo e del pericardio, il processo infiammatorio determina una deposizione di fibrina alla quale soventemente si associa una trasudazione di liquido il quale viene a costituire il cosiddetto versamento umorale o liquido nelle specifica cavità dell’organo compromesso.

Patologicamente questo genere di infiammazione viene denominata essudativa.

Diciamo che un analogo processo infiammatorio può manifestarsi anche nelle articolazioni; se in tal caso le loro superfici divengono scabre, caratterizzano  l’”artrite secca”; contrariamente, se si tumefanno con raccolta di siero, generalizzano l’”artrite purulenta”.

L’infiammazione può anche manifestarsi a livello cutaneo con varie espressioni. Se la risposta della pelle a questa infiammazione è data da un arrossamento localizzato, più o meno esteso, diciamo che caratterizza una condizione erimatosa, se invece il rossore si associa a turgore, ossia a enfiagione o tumefazione, si caratterizza la risipola generalmente dalla formazione di vescicole o pustole.

Nel tessuto sottocutaneo, nei muscoli e negli organi interni, con l’infiammazione il processo si riscontra da un infiltrato di globuli bianchi e da una possibilità evolutiva cancrenosa per cui i globuli bianchi divengono globuli purulenti che si raccolgono in una massa liquida, espressione caratteristica dell’ascesso che tende a versarsi all’esterno in modo naturale caratterizzando la suppurazione spontanea. Talvolta, il riversamento all’esterno dell’ascesso può essere aiutato o provocato con gli accorgimenti naturali ispirati dalle metodiche igienistiche da noi divulgate. Con l’occasione intendo ricordare che, se è possibile, quando un ascesso tende a riversare a livello cutaneo, conviene portarlo a suppurazione naturale evitando di ricorrere all’incisione con il bisturi o altro.

Non sempre l’infiammazione si evolve con l’ascesso in suppurazione; in talune circostanze si riscontra che l’attività delle difese vitali prevale tanto più quando viene aiutata con le metodiche igienistiche naturali. In questo caso, poiché per natura l’organismo tende al riordino o al ristabilimento della salute con i suoi meccanismi di difesa, diciamo che si realizza il riassorbimento di tutto ciò che di nocivo è in lui, eliminandolo poi attraverso i suoi canali emuntori.

Contrariamente, purtroppo, quando l’attività vitale è affievolita, dà origine ad un tessuto fibroso che dopo la crescita iniziale si coarta sclerotizzandosi, divenendo inattivo, caratteristica della sclerosi, a tutto danno delle cellule funzionali dell’organo interessato e palesando, in questo modo, la condizione di cronicità funzionale.

Come conclusione, voglio ricordare che lo stato infiammatorio organico, viene generalizzato da ben determinate componenti che concorrono nella predisposizione del terreno. Queste componenti sono: la biochimica, la termica, la psico-nervosa-endocrina, l’intossicazione endogena di ordine acquisitivo, l’intossicazione farmacologica e chimica di ordine esogeno. Però, quello che non dovete dimenticare è che il movente o la causa di tutto questo, risiede nella mancata ed errata igienistica dietetica e comportamentale dell’individuo.

Oltre a quanto detto, l’infiammazione può manifestarsi nei diversi aspetti; in qualsiasi organo ed in tutti i complessi anatomo-fisiologici, vista ed udito compresi.


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