Le Intolleranze Alimentari
di Cristian Testa

Il sistema immunitario è l’apparato deputato alla difesa dell’organismo da attacchi esterni attraverso meccanismi molteplici e complessi. Purtroppo è possibile che l’organismo risponda in maniera spropositata anche a stimoli di per sé non pericolosi; le allergie e le intolleranze sono un esempio fenomeni messi in atto in questa condizione. Il numero di persone allergiche o ipersensibili è in costante aumento e sempre più spesso si parla di intolleranze alimentari. La medicina ufficiale non considera seriamente la questione, ancorandosi a veri e propri dogmi scientifici; per esempio essa definisce allergia un meccanismo immunologico, causato dalla produzione di una particolare classe di anticorpi le Ig E verso un determinato antigene (per esempio un alimento), non tenendo in considerazione che l’uomo è in grado di produrre 5 classi di anticorpi (Ig A, E, G, M, D) e che è stato ampiamente dimostrato che anche essi possono indirizzarsi in senso allergico. Inoltre sono da considerare come meccanismi possibilmente autoreattivi anche le difese aspecifiche (da globuli bianchi o sistema del complemento). Descrivere un’allergia per la presenza di Ig E o peggio, escludere uno stato allergico per l’assenza di questi anticorpi è un errore molto grossolano e comune.
Le allergie Ig E mediate:
- Sono spesso positive a prick o patch test.
- Coinvolgono meno del 3% della popolazione.
- Scatenano la risposta immunitaria in pochi minuti.
- Sono regolate da una risposta “tutto o niente”: non conta la quantità di allergene (una piccolissima dose può provocare shock).
- Danno una reazione a “organo singolo” dove il sintomo è facilmente caratterizzabile (orticaria, asma, diarrea).
- Sono stabili per tutta la vita: difficilmente un allergico riesce a guarire
- Sono trattate in maniera efficace dagli antinfiammatori il cui effetto è immediato.
Le intolleranze alimentari sono diversificate nel meccanismo di reazione e nei sintomi:
- Non sono determinabili con test immunologici tradizionali; possono esserlo con sistemi diagnostici alternativi.
- La loro risposta è proporzionale alla dose; piccole dosi di allergene determinano la comparsa di sintomi lievi; se però il disturbo diventa cronico lo stato di salute può notevolmente peggiorare.
- Determinano una risposta ritardata (fino a 3 giorni) e il malessere può essere manifestato in un secondo momento rispetto al contatto con l’alimento; questo rende molto più difficile la diagnosi.
- Sono molto comuni (stimate nel 20% della popolazione); il numero è in continuo aumento anche per l’arrivo costante di nuovi allergeni nell’alimentazione comune (conservanti, OGM, aromi, etc.).
- Sono multisistemiche e il malessere è generalizzato: solitamente un apparato è maggiormente colpito, anche se possono manifestarsi contemporaneamente diversi disturbi (mal di testa, sovrappeso, ansia, stanchezza).
- L’eliminazione dell’alimento può dare tolleranza; pertanto il fenomeno di intolleranza può essere temporaneo e controllato con una dieta adatta.
- I meccanismi sono poco noti e come già detto la complessità del sistema immunitario e i dogmi scientifici non hanno permesso uno studio approfondito dei fenomeni.
- Gli antinfiammatori non sono efficaci: la loro somministrazione non migliora la situazione; questo conferma la differenza tra le intolleranze e le allergie nel meccanismo biochimico di risposta.
È quindi necessario comprendere le intolleranze alimentari e gli stati di ipersensibilità tra i disturbi allergici. I test tradizionali (prick, rast, pacht) non danno una certezza sul proprio stato allergico, tuttavia è comunque necessario valutare l’accuratezza e la ripetibilità dei molti test diagnostici alternativi.

Tra le possibilità diagnostiche “la dieta ad esclusione” risulta essere molto efficace; essa prevede l’eliminazione di una serie di alimenti “sospetti”, mantenendo una dieta “antigenicamente povera”, costituita da nutrienti che stimolano minimamente il nostro sistema immunitario. La prima fase, con l’introduzione di alimenti poco tollerati, permette una forte amplificazione dei sintomi; la seconda fase, invece, consiste nell’introduzione sistematica di tutti gli alimenti, valutandone per ciascuno di essi l’effetto. In questo modo solitamente si riescono ad individuare gli alimenti mal sopportati dall’organismo. Attraverso a compilazione di una tabella dettagliata sui sintomi è necessaria per la buona riuscita del test. Questo approccio è interessante oltre che per la sua efficacia anche per il ruolo attivo che la persona ricopre per la risoluzione del proprio problema. Infatti l’impegno in prima persona è sicuramente più terapeutico rispetto alla diagnosi passiva di un elenco di alimenti e la dieta è anche un momento per osservare il proprio corpo e capire le sue diverse reazioni al cibo.
Non è possibile parlare di intolleranze alimentari senza però tenere conto della salute dell’intestino. La febbre gastrointestinale e le intolleranze alimentari sono due condizioni strettamente associate. L’integrità della mucosa intestinale è fondamentale per il buon funzionamento del sistema immunitario, infatti la superficie intestinale è ricoperta da anticorpi (Ig A) neutralizzanti che si legano a possibili allergeni impedendone l’assorbimento; una mucosa intestinale integra non permette quindi lo scatenare dei fenomeni allergici. Nella condizione della febbre intestinale la mucosa è fortemente infiammata, perde così le sue caratteristiche protettive e potrebbe permettere ad alcuni allergeni di entrare in circolo senza che essi vengano processati dal sistema immunitario intestinale. La condizione patologica è definita “leki gut sindrom”, ovvero la sindrome dell’intestino a colabrodo. Questa sintomatologia può trasformare un alimento digeribile in qualcosa di dannoso per la salute e il mancato riconoscimento antigenico determina una continua sollecitazione del sistema immunitario. A lungo andare possono profilarsi due situazioni: la prima è rappresentata dall’indebolimento delle difese immunitarie, con tutte le conseguenze legate alla suscettibilità alle infezioni; la seconda può portare ad un ampliamento delle problematiche allergiche. I fenomeni di mimetismo antigenico (legato alle patologie autoimmuni) e gli effetti di una infiammazione cronica determinano poi la diffusione dei problemi ad altri apparati. In questo modo le manifestazioni non sono più solo a carico dell’intestino, ma possono apparire anche altri sintomi quali, stanchezza, mal di testa, dolori articolari, dermatiti, etc.
Pertanto nella cura delle ipersensibilità alimentari non deve mancare l’attenzione rivolta al miglioramento della salute intestinale e nel percorso di guarigione l’approccio naturopatico tradizionale rappresenta un sostegno valido.
La salute è un equilibrio complesso e tutti i sistemi del nostro corpo sono strettamente legati tra di loro, questo rende necessaria una visione il più ampia possibile della persona, valutandone ogni suo aspetto.



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