Indigestione cronica e febbre gastrointestinale
di Loreto Bettanin

Nell’ultimo numero di medicina naturale mi ha molto colpito la frase del discorso tenuto da Luigi Costacurta all’apertura del 2° anno accademico:
“le discipline igienistiche naturali sono le uniche ad avere una dottrina i cui postulati, per la loro chiarezza scientifica, sono indiscutibili, solo aspettano d’essere recepiti, trasmessi ed insegnati a solo fine del bene individuale e collettivo.”
Ogni buon naturoigienista che abbia letto, o meglio studiato, le pubblicazioni del Costacurta o del Lazaeta sa che uno dei caposaldi di questa dottrina fa riferimento all’Equilibrio Termico corporeo, la cui alterazione avviene in grado variabile fra le mucose intestinali e la cute, identificabile come febbre gastrointestinale; quest’ultima, ben evidenziabile iridologicamente e somaticamente, è sempre una infiammazione delle mucose gastrointestinali, con conseguente forte congestione della mucosa, dei villi intestinali e soprattutto del sistema nervoso enterico che determina un aumento del calore interno, richiamando il sangue dalla periferia del corpo alle viscere. Molteplici sono le cause che inducono uno squilibrio termico e che portano alla febbre gastrointestinale: si va dalle cattive, se non pessime abitudini alimentari, agli squilibri di tipo sanguigno, linfatico, nervoso, microbico, enzimatico, vitaminico, all’inquinamento o depauperamento da cibi e di conseguenza all’intossicazione da minerali carenti od eccedenti intra ed extra cellulari, e inoltre aria malsana, acqua ed ambiente inquinati, dagli stress, ansie, paure, insicurezze, da farmaci, vaccinazioni, otturazioni dentali ecc.
Tutto ciò determina un cambiamento del terreno che diventa favorevole alla proliferazione di agenti patogeni (microbi, tossine virali, prioni ecc.). Il buon igienista lavora per il ripristino degli equilibri termico-nutrizionali di questo terreno alterato, disintossicando in primis l’organismo; infatti l’agente patogeno è il più delle volte un agente di vita che parassita da simbiotico il corpo e che, per le alterate condizioni del terreno, è costretto a modificarsi, ovviamente a discapito del terreno ospitante nel quale è inserito; inoltre, essendo favorita la sua riproduzione dalle modificazioni del terreno, egli si moltiplica oltre modo, danneggiando i giusti rapporti necessari al mantenimento della salute del corpo nel quale vive. Solo ripristinando i giusti rapporti termici del corpo, fra temperatura interna ed esterna, che sono alterati in tutti i malati, si normalizzano le funzioni di nutrizione e di eliminazione sui quali si basa il processo della vita di un organismo. Così il terreno si normalizzerà e con esso avverrà la ripresa della salute. Possiamo affermare che questa febbre si origina per reazione nervosa e circolatoria quando l’apparato nervoso è irritato o sottoposto ad un lavoro maggiore, ad esempio per cattive digestioni, non necessariamente avvertibili, dovute ai quotidiani errati e ripetuti comportamenti alimentari e alle errate associazioni alimentari. Si instaura un circolo vizioso pericoloso in quanto la febbre interna indebolisce le funzioni eliminatorie della pelle e produce la cosiddetta anemia, causata dalla deficiente circolazione del sangue nelle parti periferiche vascolari della cute, aumentando così la congestione delle viscere. In tal modo il processo fermentativo dell’intestino viene alterato dalla febbre viscerale e, più aumenta il calore nell’apparato digerente, più si alterano e rallentano i processi digestivi, anche quelli che coinvolgono la flora batterica. In tal modo si generano continue putrefazioni, fonti di fattori tossici che invece di nutrire avvelenano il sangue infettando ed intossicando il corpo. Il rallentamento dei processi digestivi si accompagna a ulteriori processi fermentativi anomali, soprattutto a livello colico, ma anche enterico con decuplicazione della produzione di sostanze tossiche. Tutti questi veleni prodotti, se non distrutti a livello epatico, passano negli umori circolanti, aggravando l’autointossicazione. In situazioni di normalità digestiva la quasi totalità degli zuccheri, dei grassi e delle proteine è assorbita nell’intestino tenue mentre nel cieco e nel colon giunge solo la cellulosa dalla quale si libera l’amido intracellulare per azione della flora batterica cellulitica; questo amido subisce, sia una fermentazione di tipo alcolico con liberazione di anidride carbonica, sia una di tipo acido che libera acido lattico, citrico, succinico, acetico, propionico, propilico ecc.
Questi acidi stimolano la secrezione muco proteica del colon e altri processi fermentativi avvengono sulle cellule desquamate e sui detriti batterici che rilasciano scatolo, cresolo, fenolo, indolo, putrescina, metano, cadaverina, idrogeno solforato, tutte sostanze che in un organismo sano ed efficiente sono riassorbite e neutralizzate dal fegato per vie ossidative e con processi di glucoronoconiugazione e solfoconiugazione. Se l’alimentazione scorretta viene portata avanti quotidianamente si instaura una condizione di indigestione cronica, dovuta ai sempre più lenti processi digestivi, che fa aumentare vertiginosamente le putrefazioni e il rilascio di sostanze tossiche. Nell’organismo la prima fase evidenzia uno stato di ipocloridria accompagnata da una disfunzione a livello della valvola ileocecale, la cui conseguenza è la migrazione dal colon al tenue di flora batterica di tipo fecale. L’iniziale ipocloridria riduce inoltre l’elaborazione degli ormoni duodenali aggravando la situazione generale perché l’insufficienza delle secrezioni biliari e pancreatiche determinano ulteriori difficoltà digestive con aumento delle putrefazioni sull’asse duodeno-digiuno-ileale. In questo quadro è normale che frammenti indigeriti passino nel cieco rafforzando i processi fermentativi anomali. Assistiamo così ad una impregnazione massiva di sostanze tossiche a livello delle strutture digestive, del pancreas e del fegato e di conseguenza di tutto l’organismo. Il fegato infatti deve far fronte alle tossine non solo di tipo enterico ma anche di tipo colico, per l’instaurarsi nel tenue di batteri fecali, e in tal modo viene superata la sua capacità detossificante: si ha a questo punto il passaggio dei veleni intestinali negli umori circolanti e l’organismo è costretto a creare una vera e propria malattia-valvola, chiedendo aiuto alle vie respiratorie, alle vie urinarie, alla pelle, all’intestino stesso ecc. di farsi carico dello smaltimento dei veleni: le forme catarrali, ad esempio, possono essere interpretate come importanti momenti di detossificazione dell’organismo.
Ricordiamo infatti che la forza vitale rifiuta l’autointossicazione e crea delle valvole di sicurezza che aiutano gli emuntori sovraccaricati.
Possiamo identificare le cause del rallentamento digestivo in tre grandi categorie:
Utilizzazione di inibitori della digestione: sciroppi, caramelle, bevande gassate in genere, caffè, tè, cacao, bevande alcoliche, cattive associazioni alimentari.
Utilizzazione di alimenti particolarmente indigesti: latte nell’adulto, caffelatte, miele se in associazione con altri cibi, salumi e carni, dolciumi, marmellate, condimenti elaborati, errate associazioni alimentari.
Sovralimentazione in genere e glico-lipidica in particolare: abbondante consumo di leguminose (soia, fagioli secchi, piselli secchi ecc.), eccesso di pane, farinacei, cereali, patate e altri tuberi, abuso di olio, di grassi di condimento, eccessivo uso di semi oleaginosi, frequente uso di carne e formaggi, errate combinazioni alimentari dovute a pasti completi (primo, secondo e frutta).
Ricordiamo che risalire alle cause, rimuoverle e ripristinare una alimentazione equilibrata e naturale, che escluda i fattori di indigestione-autointossicazione (inibitori della digestione, alimenti estremamente indigesti, sovralimentazione), è fondamentale per ottenere risultati duraturi più di ogni altra cosa in materia di Salute.


Bibliografia:
AAVV – La scienza e la raffinata arte del cibo e della nutrizione – Igiene naturale, Gildone (CB)
COSTACURTA L. – La nuova dietetica – Edizioni di Medicina Naturale, Conegliano (TV)
CHIOMENTO A. – Se non mangio carne cosa mangio ? – Ed. Medicina Naturale, Conegliano (TV)
LAZAETA M. ACHARAN – La medicina naturale alla portata di tutti – Ed. Medicina Naturale, Conegliano
R.MASSON “ Soignez vous par la nature” – Ed. Albin Michel S.A, Paris
MOSSERI A.I. – L’arte di nutrirsi per fortificarsi: ortotrofia – M. Manca Editore, Genova
SHELTON H. – Le combinazioni alimentari – M. Manca Editore, Genova


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