Che il tuo alimento sia medicamento - Alimentazione e Salute
di Loreto Bettanin

“Forse i voluttuosi esiteranno a sottomettersi a tutte queste regole.
 Allora sappiamo che cessano d’aver diritto alla buona salute:
 non fa per loro”
(Salgues)

Molte malattie del mondo moderno civilizzato, come documentano tutti gli studi epidemiologici recenti, sono favorite da stili alimentari scorretti che, spesso, ne sono addirittura la causa scatenante: diabete, ipertensione arteriosa, malattie cerebro-cardio-vascolari, obesità, osteoporosi, gotta, stitichezza e anche tumori.

Che alimentazione e salute fossero strettamente correlate era risaputo fin dall’antichità; l’uso a scopi curativi degli alimenti si presentano in molteplici scritti antichi: 3500 anni fa gli egizi conoscevano ventidue indicazioni per l’aglio e anche il miele aveva largo uso. I cinesi utilizzavano terapeuticamente tè, alghe, zenzero ecc.; i romani ben conoscevano le molteplici proprietà del cavolo e delle noci (si vantavano di aver vissuto per 600 anni senza medici grazie all’utilizzo del cavolo). Ippocrate aveva formulato venticinque osservazioni in merito alla nutrizione, tra le quali i noti: “che il tuo alimento sia il tuo medicamento”, “le malattie che nascono dall’eccesso si curano con la limitazione”, “le persone che presentano per natura un eccesso di peso muoiono tendenzialmente più giovani di quelle magre” e così via. Più recentemente (1944) McCarrison, nel libro “Nutrizione e salute pubblica” giunge alla conclusione che l’alimentazione equilibrata, non raffinata dalle tecniche industriali e ricca di vitamine e minerali è il fattore che, più di qualsiasi altro, garantisce una buona salute. Nel 1953 Tannenbaum e Silverstone sono i primi a fare il punto sul rapporto tra alimentazione e cancro; nel 1956 Karatsune scopre negli alimenti sottoposti a cottura spinta una sostanza potentemente cancerogena: il benzopirene (carne alla brace). È invece sconsolante constatare come la nostra società oggi presti così poca attenzione alla “vera” educazione alimentare, cui sono strettamente legate la qualità e la durata della vita stessa dell’uomo. La stragrande maggioranza delle popolazioni dei Paesi Occidentali ha un'alimentazione spesso squilibrata, troppo ricca, abbondante, nutrizionalmente povera e soprattutto monotona: latte e biscotti a colazione, cappuccino e brioche a metà mattina, un panino e una bibita a pranzo, formaggio e affettato la sera. Non c’è da stupirsi quindi che molte malattie del mondo moderno siano favorite da questo stile dietetico non rispondente alle reali necessità organiche. Sono le recenti conoscenze ed evidenze epidemiologiche che testimoniano come un'alimentazione povera di verdure e ricca di sale e grassi animali (carni, salumi, latte e formaggi) favorisca l'ipertensione arteriosa e le malattie cardiache; come la carne rossa e lo zucchero promuovano il cancro dell'intestino; le farine raffinate e lo zucchero (presente in moltissimi prodotti industriali) portino al diabete e come un eccessivo consumo di proteine animali (contenute anche in latte e formaggio) induca l'osteoporosi. Risulta quindi scontato che le più autorevoli raccomandazioni per una alimentazione che diminuisca il rischio di insorgenza delle malattie cronico-degenerative e che preservi la salute non solo dell'individuo, ma anche del pianeta, consiglino di seguire una dieta di tipo vegetariano o che si avvicini a tale dieta. La salute è il bene più prezioso che l’uomo possiede e l’alimentazione corretta è l’unico modo serio e veramente efficace per mantenerla. Eppure l’uomo si comporta come se la salute non fosse strettamente collegata all’alimentazione, ma ne fosse una variabile indipendente. Il benessere non ci è dovuto: dobbiamo meritarlo sforzandosi ogni giorno, ascoltando il nostro corpo e vivendo in armonia con la natura. Si tratta di un meccanismo all’interno del quale l’alimentazione svolge un ruolo primario di legame tra noi e la natura, poiché costruiamo il nostro corpo attraverso gli alimenti. Ecco che la salute diventa una conquista quotidiana dell’essere umano. Un patrimonio che, a propria discrezione, si può conservare o sperperare giorno dopo giorno; l’uomo attraverso una alimentazione idonea e una organizzazione adeguata della propria vita è in grado di difendere il patrimonio e il potenziale energetico ricevuto, conservando fino all’ultimo forza fisica, mentale e dignità. L’ignoranza in fatto di nutrizione è una vera calamità sociale generalizzata, della quale purtroppo pochi si rendono conto e i cui costi umani, sociali ed economici sono incalcolabili: l’uomo non può mangiare ogni sorta di cibo senza gravi inconvenienti per la propria salute. Una alimentazione inquinata, squilibrata per quantità e qualità, non può che indurre ad una debole energia, quindi una debole vitalità. Al contrario una alimentazione giusta, con un buon equilibrio vitale, procura uno stato di salute soddisfacente. Salute e malattia costituiscono variabili dipendenti spesso dal nostro libero arbitrio, dirette conseguenze delle nostre scelte giorno dopo giorno. Prima di ingerire un cibo, una bevanda dovremmo riflettere sulla sua composizione, la sua qualità, la provenienza e chiederci se è davvero rispondente alle esigenze del nostro organismo. Qualora lo facessimo, ci vedremmo spesso costretti a riconsiderare le nostre abitudini alimentari. Una migliore igiene di vita e una corretta alimentazione ci impongono revisioni delle abitudini, oculatezza nelle scelte e accurato controllo degli alimenti, operazioni non semplici né facili, che presuppongono in ogni caso l’acquisizione delle elementari cognizioni di base riguardo l’alimentazione. Luigi Costacurta, attraverso le sue opere, le sue conferenze, ma soprattutto con il suo libro “La Nuova Dietetica”, ci ha facilitato questo compito, ci ha spiegato perché non è possibile parlare di salute senza occuparsi del valore dei cibi e della corretta alimentazione, idonea cioè a quelle che sono le caratteristiche della specie. Costacurta ha saputo coniugare in modo ottimale i principi e le conoscenze dell’igienismo, del fruttarianesimo, del crudismo, del vegetarianesimo, con le conoscenze della scienza dell’alimentazione, elaborando delle linee guida di notevole efficacia sia terapeutica che nutrizionale; ci ha insegnato che l’alimento diventa, in questo contesto metodologico, dispensatore di tutta la vitalità (energia) e dei principi nutrienti (materia) che contiene dentro di sé, se utilizzato prevalentemente crudo e allo stato integro, superando la pura materialità del nutrizionismo ufficiale (calcolo delle calorie, del contenuto in sali, vitamine, proteine ecc.). Costacurta ha saputo evidenziare in modo deciso che l’alimento può essere la nostra medicina, la sorgente della nostra vitalità, sia fisica che mentale, secondo l’insegnamento ippocratico “che il tuo alimento sia il tuo medicamento”. L’adozione del tipo di alimentazione da lui proposta passa necessariamente attraverso una preliminare abolizione dell’uso di sostanze stimolanti, in quanto tossiche, quali caffè, tè, zucchero raffinato, alcolici, carne ecc.; così pure l’abbandono del prodotto dell’industria alimentare (denaturato e additivato per molteplici motivi) e l’adozione del cibo nello stato più prossimo a cui la natura ce lo offre. Ha puntato sul consumo abbondante di frutta fresca, ben matura, di stagione e possibilmente di coltivazione biologiche, sulla verdura cruda consumata quotidianamente, sui semi oleosi e su un equilibrato uso di cereali integrali, legumi e su un giusto apporto di alcuni prodotti animali (formaggi freschi e uova).

Tutto questo l’ha fatto prendendo decise posizioni che si discostavano dal nutrizionismo scientifico-scolastico, sia nei principi che nelle conclusioni alle quali è giunto. In particolare la dietetica nutrizionista ha una visione molto specialistica mentre la dietetica naturale, proposta da Costacurta, ha un approccio igienistico-olistico. Ciò è molto importante: basti pensare che la scienza dell’alimentazione risponde alle esigenze della ricerca medico farmacologica che prevede uno studio, una analisi e una manipolazione degli alimenti per ricercarne i principi attivi; in tal modo il cibo è scomposto nei suoi componenti e gli alimenti vengono classificati in base al contenuto di proteine, carboidrati, grassi, vitamine, sali e soprattutto utilizzati secondo il loro apporto calorico. Come si vede una posizione piuttosto lontana dai concetti espressi prima da Lazaeta e poi, ottimamente riformulati e spiegati, dal Costacurta nei suoi libri, dove l’alimentazione naturale ha come pilastro portante l’alimento crudo e integro, il solo in grado di fornire principi nutrienti sinergici e vitalità. È così che “l’alimentazione o meglio la trofoterapia è il mezzo farmacologico basilare della medicina naturale la quale non prevede la singola reintegrazione di una specifica carenza organica ma l’utilizzazione dell’alimento naturale allo stato integrale”.

Ma la rivoluzione apportata in campo dietetico da Costacurta è di aver ben spiegato e documentato come l’uomo non sia solo ciò che mangia ma soprattutto ciò che digerisce; questo perché la salute dell’individuo è la logica conseguenza della qualità del sangue il quale a sua volta è il prodotto della corretta attività digestiva. L’elaborazione degli alimenti, a temperature di 37° C, ad opera dei microrganismi intestinali con processi fermentativi adeguati consentono la corretta assimilazione delle sostanze; se ciò non avvenisse si determinerebbe una situazione anomala putrefattiva, terreno ideale per lo sviluppo di una microflora intestinale patogena: ecco quindi l’enorme importanza data da Costacurta alle compatibilità alimentari e alle corrette elaborazioni culinarie, indispensabili ad un breve e poco laborioso processo digestivo che aiuti simultaneamente a normalizzare l’attività circolatoria, alterata dallo squilibrio termico umorale. Solo le corrette associazioni alimentari pongono l’organismo in condizione di svolgere il proprio normale metabolismo. Le corrette combinazioni alimentari, anche se snobbate in campo medico, rivestono importanza fondamentale nell’evitare ostacoli al potere digestivo dell’organismo: “pochi sanno che ci sono molti e svariati succhi gastrici, ognuno dei quali è appropriato per il trattamento di un particolare genere di cibo. (Max Heindel)”.


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