La bocca e la lingua
di Giacinto Bazzoli

Come ho promesso nell’articolo su denti e colonna vertebrale sul precedente numero della rivista, proseguiamo nell’osservazione della cavità della bocca e in particolare della lingua dal punto di vista patofisiognomico.
Luigi Costacurta invitava i propri discepoli ad un attento esame della bocca ed in particolare della lingua per rendersi conto dello stato di salute di un individuo. Diceva che dallo stato della bocca si possono dedurre le condizioni dello stomaco, del fegato e dell’intestino.
La bocca in effetti, è la prima propaggine del tubo digerente e quindi naturale che da questo terminale si possa dedurre la funzionalità di tutto l’apparato gastrointestinale.
Prendendo in esame propriamente la lingua, dopo attento studio delle mappe a disposizione, sia quella della medicina tradizionale cinese, sia quelle elaborate da studiosi occidentali (come Deppert, Strobl, Porchert, Costacurta e Gazzola) possiamo definire le seguenti zone della lingua che saranno riassunte nella mappa che ho elaborato e che pubblichiamo qui a fianco.
1. Sulla parte centrale (dalla punta alla radice) viene rappresentato tutto l’apparato gastrointestinale:
faringe, esofago, stomaco, duodeno, colon e retto.
2. Nella parte centrale oltre al colon vengono rappresentati milza, pancreas e fegato, (quest’ultimo soprattutto nella parte destra circa a metà della lingua).
3. Sulla radice della lingua si trovano vescica, reni e apparato riproduttivo.
4. La punta della lingua corrisponde al cuore.
5. Dall’osservazione del margine periferico di tutta la lingua si può dedurre il livello di funzionalità epatica del soggetto.
È interessante notare a proposito del punto numero cinque che le impronte dei denti sul margine periferico della lingua, che quindi risulta frastagliato, assottigliato o addirittura sanguinante indicano una situazione preoccupante a carico del fegato. Talvolta tale disfunzione si rivela anche con un’infiammazione del margine destro della lingua largo circa un centimetro.
Queste manifestazione sono un indice chiaro di disfunzione epatica.
Occorre porre grande attenzione alle afte, alle ulcerazioni, alle screpolature, ai gonfiori alle modifiche di colore delle singole zone che possono rilevare disfunzioni a carico degli organi indicati dalla mappa linguale. Ad esempio la lingua gonfia nella parte centrale (per una striscia di circa due centimetri dalla radice alla punta), indica un processo degenerativo a carico del tratto gastro-intestinale.


Come dicevo precedentemente, se la digestione e la circolazione del sangue sono efficienti la lingua sarà pulita e rosea. Se invece la lingua è ricoperta da una patina biancastra è sintomo di un forte ristagno nel tratto digerente. L’intestino non riesce ad eliminare le scorie che producono una fermentazione putrida. Quando abbiamo lo stomaco in disordine, un cattivo sapore in bocca e un alito pesante significa che la nostra alimentazione è stata o troppo abbondante o scorretta, (cioè al di fuori dei canoni dell’alimentazione compatibile), spesso il soggetto ha introdotto una quantità eccessiva di carne o di insaccati o di prodotti di derivazione animale.
Il maggior consumo di carne e di proteine animali, come abbiamo già visto nel precedente articolo, peggiora le condizioni del tubo digerente e dell’apparato respiratorio. Si ribadisce infatti che l’uomo non ha i denti adatti per masticare la carne e non ha un tratto digerente corto come i carnivori, quindi il bolo intestinale, non digerito adeguatamente, si trattiene a lungo nell’intestino creando fermentazioni putride e intossicazione del sangue che sono fonti di patologie multiple. Queste si rivelano dal colore rosso carico o violetto della cavità della bocca.
Se la patina è di un colore grigio-caffè si evidenzia una stasi venosa, a livello intestinale e in particolare della vena porta, e può indicare anche disfunzioni renali o intestinali o anche situazioni ulcerose.
La patina di colore bianco-giallastro invece può essere causata da gastrite o da malattie infettive.
Infine se il colore della patina linguale è gialloverdastro indica la presenza di disturbi di fegato della cistifellea o della milza.


Talvolta si notano dei solchi a livello centrale e in varie parti della lingua. Queste screpolature sono indice dello stato congestivo o della tendenza ulcerativa dell’apparato digerente. In base alla loro precisa ubicazione si può stabilire se la congestione riguarda lo stomaco, il tenue o il crasso.
È anche interessante osservare che l’agilità della lingua è direttamente legata alla funzionalità del cuore. Una buona pronuncia corrisponde ad un cuore robusto, mentre l’articolazione stentata
delle parole rivela disturbi cardiovascolari e apporto insufficiente di sangue al muscolo cardiaco.
Ciò premesso con qualche semplificazione e schematizzazione riassumiamo i vari colori della lingua con le rispettive indicazioni.
Dopo un attento esame della bocca passiamo ad alcuni brevi accenni alle gengive e al palato.
Come abbiamo anticipato in precedenza lo stato delle gengive riflette il tipo di alimentazione dell’individuo.
Se le gengive sono gonfie o anche accompagnate da dolori significa che il soggetto consuma una quantità eccessiva di liquidi, di grassi animali e di zucchero raffinato. Quando le gengive sono troppo rosse o violette è segno che l’individuo consuma troppi cibi di derivazione animale e troppo sale. Se invece notiamo il palato e le gengive di colore biancastro possiamo dedurre uno stato di anemia del sangue con deficienza di emoglobina, una cattiva circolazione ed è un chiaro segno di malnutrizione.
Quando le gengive sono sanguinanti con rottura dei capillari indeboliti è segno di mancanza di Sali minerali, oppure mancanza di verdure fresche e di vitamina C.
La piorrea è originata dal consumo di cibi animali, di troppo zucchero raffinato, di cioccolata, e di bevande gassate ed è lo stadio più avanzato della situazione che abbiamo descritto sopra parlando di gengive gonfie, troppo rosse o sanguinanti.
Nel caso di pustole sulle gengive e sul palato dobbiamo ritenere che l’individuo ha un tipo di alimentazione con un eccesso di proteine di grassi di derivazione animale e di zucchero raffinato.
Infine nel caso di infiammazione alla gola a cui si aggiungono talvolta chiazze biancastre e placche dobbiamo ritenere che il soggetto consuma in eccesso: zucchero raffinato, latte, bevande ghiacciate combinate con un’alimentazione a base di carne e prodotti di derivazione animale.














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