Il naso: personalità e salute
di Giacinto Bazzoli

La fisiognomica studia la personalità di un individuo attraverso l’interpretazione della fisionomia del volto, dall’espressione del viso si risale al temperamento di una persona. Inoltre dalla lettura di alcuni segni particolari del viso si può risalire anche alle condizioni di salute dell’organismo umano.
Naturalmente esiste una tecnica che studia i segni del volto e, per così dire insegna l’alfabeto per comprendere il linguaggio della mimica, che ci porta ad individuare la personalità: questa arte si chiama morfopsicologia.

Aspetti di morfopsicologia
Non possiamo addentrarci nei particolari di questo alfabeto per la sua complessità e per l’ampiezza della materia. In questo articolo diamo alcuni elementi sommari di lettura. A chi è digiuno di questa materia potranno sembrare sorprendenti o gratuiti o quasi magici. Così non è. Per ogni elemento esiste una spiegazione e una procedura logico-razionale di ordine psicologico e fisico che ci permette di dimostrare ogni affermazione. Presso la nostra scuola ad esempio questi segni sono studiati e approfonditi con metodo, così da comprenderne tutte le implicazioni.
Da studi effettuati nel secolo scorso da Paul Carton, Luis Corman e più recentemente da Jean Spinetta (per citare i principali ) si deduce che il volto è diviso in tre piani sagittari: istintivo, affettivo e cerebrale come si può vedere dalla figura (A)inserita in questa pagina.
Il naso è inserito nella parte mediana del volto (dagli occhi alla bocca) detta piano affettivo in quanto ci fornisce informazioni sulla vita affettiva e sentimentale della persona.
L’ampiezza di questo piano con la sporgenza degli zigomi, associata ad un naso di buone dimensioni, sono segni che stanno ad indicare la predominanza della vita affettiva di questo individuo.
Un bambino, nei suoi primi anni, ha un naso piccolo con la punta all’insù. Esso dipende dalle cure affettuose dei genitori, non ha capacità difensive, si trova in un ambiente protetto. Se questo tipo di naso, così detto concavo, cioè con la punta all’insù, è presente nell’adulto significa che la vita affettiva di questo soggetto è legata al mondo infantile. È bizzoso, sente il bisogno di protezione, ha un’inclinazione alla tenerezza, indica una certa vulnerabilità di fronte ad azioni aggressive. Un proverbio romano rende l’idea del tipo carattere: “De’ nasi per insù uno per casa e non di più”. Questa caratteristica ha sono più inclini alle delicatezze dei sentimenti e chiedono più protezione, quindi questo elemento ha un significato meno importante e più legato al genere. Però resta intatto il discorso che abbiamo fatto, e ha come riscontro positivo una maggiore recettività, una disponibilità alla pietà e alla tenerezza. Nell’uomo, un simile particolare, è segno d’immaturità affettiva, di irritabilità e di vulnerabilità pur avendo aspetti positivi nel campo della recettività artistica.
Il naso aquilino, più frequente fra gli uomini, esprime una maturità affettiva maggiore, un’esigenza di indipendenza, padronanza delle passioni e dei sentimenti. Nelle donne invece è anche indice di mascolinità.
Il naso a serpente indica spesso un’affettività perturbata.
Tra i diversi tipi di naso è interessante notare la forma proiettata in avanti, che spesso viene acquisita dalla maggior parte degli adolescenti: il naso aumenta in altezza e si proietta in avanti, quasi che una forza nascosta lo agganciasse. Questa tipologia, in linguaggio tecnico, si chiama ritrazione laterale.
Psicologicamente questa persona si focalizza sul futuro; siamo di fronte ad un uomo d’azione e di desiderio, pieno di progetti e di slanci affettivi. Questo soggetto ama la velocità, l’avventura, la libertà, la vita all’aria aperta; è intuitivo, sensibile, ma superficiale anche nei sentimenti. Si tratta di un processo dinamico, che si esprime nell’adolescenza, quando la crescita dei seni frontali rende obliqua la fronte e le orecchie proiettando in avanti il volto che assomiglia ad un muso. Questa crescita si nota di più nei ragazzi maschi e può rimanere anche nella maturità fornendo delle peculiarità al carattere ( vedi il profilo di Gianna Nannini).

Riassumendo il naso esprime i sentimenti o manifesta l’esigenza di affettività di una persona. Abbiamo visto: il naso piccolo e concavo che esprime affettività centripeta; il naso proiettato in avanti dell’adolescenza che indica estroversione affettiva attiva. La maturità fa arretrare il naso che riduce le sue proporzioni e può diventare anche aquilino; ciò comporta un freno a slanci impetuosi e il controllo della vita affettiva.
Il naso troppo lungo è sinonimo di atonia cioè di passività: amore senza avventure. Il naso dilatato carnoso cosi detto “a patata” è indice di un bisogno di tenere effusioni, coccole ed abbracci. Il naso asciutto e sottile invece indica un’espressione affettiva selettiva: sono tipi da prendere con le molle. Anche l’apertura delle narici è significativa:
- Se sono dilatate indicano che gli affetti sono scambiati con abbondanza.
- Se sono retratte cioè piccole indicano una sensibilità molto delicata.
- Se sono incollate e piccole, con le alette nasali rigide, indicano un blocco affettivo e scarsa sensibilità di un temperamento freddo.
- Se si rialzano lasciando scoperta la narice, ma sono ampie e toniche sono segno di un risveglio della sensibilità che ricerca nuove impressioni.
La struttura delle narici può cambiare da un periodo all’altro della vita mostrando tratti mimici di un’affettività calorosa, con l’apertura e la vibrazione delle narici e l’espansione delle alette del naso, ad una situazione in cui le narici diventano pesanti, non vibrano a causa di una esperienza affettiva negativa.
Mi rendo conto che queste sono solo alcune pennellate essenziali che dipingono un quadro tutto sommato schematico. Lasciamo intuire quanto sia significativa l’analisi fisiognomica di una parte del volto.


NASO E SALUTE

Il volto si divide in zone, anche minuscole, che si riferiscono al funzionamento di determinati organi corrispondenti. La spiegazione di questa corrispondenza è molta complessa e può essere riassunta in poche parole, anche se in maniera non soddisfacente.
Anzitutto il volto come l’iride, l’orecchio, la lingua, il piede, la mano, l’addome ecc… riassumono e rispecchiano l’intero organismo umano. Questi riscontri sono a livello reflesso-logico, ma sono anche frutto dell’osservazione e della semeiotica sia orientale che occidentale.
Tra i segni del volto bisogna distinguere i tratti costituzionali (nei, voglie ecc…) che vengono trasmessi dalla nascita. Essi possono essere ereditari e rivelano la natura costituzionale del soggetto, cioè indicano le aree di debolezza ereditate dai nostri genitori, nonni, avi. Questi caratteri genetici ordinariamente non mutano. Altri segni quali infiammazioni, gonfiori, eczemi, foruncoli, indurimenti, avvallamenti, cambiamenti del normale colore, l’accentuazione di rughe, degenerazioni di nei ecc… indicano la presenza o l’imminente riduzione della funzionalità o di processi patologici più o meno gravi, a seconda della consistenza del segno nel distretto dell’organo rappresentato.
Osservando la forma e le caratteristiche di un volto possiamo ricavare informazioni preziose sulle predisposizioni e sulle condizioni di salute del soggetto.
L’osservazione del naso ci fornisce utili informazioni anche sullo stato di salute di una persona in particolare su alcune funzioni del sistema circolatorio e digerente.


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