Il tuo occhio la lampada del tuo corpo
di Giacinto Bazzoli

“Anch’io vedo una fanciulla bruna
gli occhi sognanti al ciel notturno fisi
quante chimere e quanti paradisi
negli occhi suoi! Te li rammenti o luna,
gli occhi febei della fanciulla bruna?”

Questa strofa tratta dalle poesie di Vittoria Aganoor Pompily (1855-1910) testimonia quanto viene espresso dalla saggezza popolare e cioè che osservando gli occhi del nostro interlocutore si scopre il suo modo di pensare.

A ognuno di noi sarà capitato di leggere negli occhi di una persona che abbiamo incontrato, una contraddizione evidente con quanto stava dicendo, tanto da ricavarne la sensazione che l’interlocutore non ci diceva la verità. In altre occasioni ci ha colpito la sincerità immediatamente avvertita in uno sguardo limpido e sereno. In altre parole, attraverso gli occhi, abbiamo rilevato più elementi di quanti ne avremmo potuti disporre attraverso gli altri piani del volto. In questa sede prescindiamo dall’ “iridologia, che è una particolare metodologia diagnostica, meglio preclinica, che ci consente s studiare le predisposizioni dei soggetti esaminati mediante l’analisi della struttura dell’iride e più in generale dalla posizione anteriore dell’occhio” (Marino Lusa, “L’iridologia nel tempo”, Edizioni Accademia ”G. Galilei”).

Gli occhi nella cultura cinese sono chiamati “le finestre della mente”. Fintanto che la finestra è aperta i maestri della fisionomica cinese ritengono di essere in grado di leggere nella mente della persona. Gli antichi esperti cinesi, che a mio parere erano anche un po’ superstiziosi, ritengono che gli occhi di drago possiedano il massimo delle qualità: creatività, vitalità, lungimiranza, potere, autorità e sono riscontrabili nei grandi leader. Gli occhi di drago sono grandi con palpebre doppie e rotonde, i margini inferiori piegati all’insù e le pupille sono molto grandi. Questi occhi che richiamano il mitico dragone cinese sono ritenuti potenti, affascinanti e luminosi. Questo tipo di occhi sono i più desiderabili dai cinesi. 



Occhi di drago


Che cosa ci rivelano gli occhi ad un primo approccio? Voglio ricordare il detto evangelico, molto significativo, e noto alla maggioranza dei nostri lettori: “la lucerna del tuo corpo è il tuo occhio. Se il tuo occhio è semplice,anche il tuo corpo è illuminato, ma se il tuo occhio è guasto, anche il tuo corpo è tenebroso…Se dunque tutto quanto il tuo corpo è illuminato, senza lacuna parte oscura, sarà illuminato completamente come quando la lucerna (cioè l’occhio ndr) ti illumina con il suo splendore” (Lc 11,34 ss).

Ciò che caratterizza l’essere umano è la comunicazione con l’ambiente circostante che si realizza attraverso gli organi sensoriali e motori. L’occhio è al primo posto, tra i recettori, a causa della sua mobilità espressiva tanto da essere detto: “specchio dell’anima”.

Possiamo dividere gli occhi in quattro categorie principali:

1. gli occhi grandi che aderiscono alle cose: essi sono vivaci e brillanti, hanno una presa attiva sugli oggetti e sono caratteristici del temperamento sanguigno.

2. gli occhi grandi, pacifici, spenti, un po’ sognanti, senza brillantezza, sono caratteristici del temperamento dei flemmatici, che sono portati ad osservare l’ambiente senza particolari incentivi all’azione.

3. gli occhi piccoli, semichiusi, quasi l’individuo si fosse svegliato dal sonno in quel momento. Questi occhi sono quasi rivoli all’interno a contemplare la realtà interiore. Sono gli occhi dei melanconici, inclini alla riflessione ed al pensiero anche astratto, o alla forma artistica.

4. gli occhi tonici, piccoli, a volte ridotti ad una fessura che sprizzano energia, volontà di dominio, ascetismo e d attitudine al comando. Sono gli occhi del temperamento collerico.

Naturalmente queste considerazioni possono sembrare schematiche, infatti occorre poi nella fattispecie di uno sguardo concreto di una persona esaminarlo in ordine al controllo di sé, esaminando anche gli altri piani del volto.

Lo sguardo tonico mantiene l’azione sulla linea di ciò che ha deciso la personalità; questo frena gli eccessi. Contrariamente lo sguardo atonico no ha questa capacità di inibizione e lascia libero corso a tutti gli impulsi della vita affettiva e istintiva.

Occorre però guardarsi dal giudicare la tonicità positiva e l’atonia negativa.

Ambedue gli aspetti hanno elementi positivi. Comunque gli estremi sia di un tipo che dell’altro hanno un valore negativo. Ad esempio l’ipertonia può denotare uno squilibrio della personalità; occorre comunque tener conto anche degli altri elementi del volto, in quanto la legge dell’armonia tende a compensare eventuali debolezze della personalità.


Occhi atonici                                              Occhi tonici


Quando l’occhio è grande, in termini tecnici si dice in dilatazione. In questo caso l’osservatore aderisce agli oggetti, accarezza le cose. In un certo senso gli oggetti accarezzati dalla vista quasi entrano nel soggetto con i loro colori e con il loro movimento.

Quando l’occhio è in ritrazione, cioè piccolo come una fessura, il campo si restringe e l’osservazione diventa più precisa. Se l’occhio è molto infossato si ottiene precisione e concentrazione sulle cose viste. Queste persone possono diventare dei cesellatori che lavorano con precisione o dei contabili portati alla precisione delle cifre. Infatti quando qualcuno vuole concentrarsi su un obiettivo o su un particolare, chiude parzialmente gli occhi in modo da vedere con precisione la misura o il particolare; così per esempio anche per prendere la mira con il fucile o con l’arco, l’occhio viene parzialmente chiuso per ottenere un centro di precisione.

In linea generale gli occhi atoni sono piegati verso l’esterno, mentre gli occhi tonici tendono a piegarsi verso l’interno (figura)

Attraverso l’analisi della tonicità dello sguardo di una persona si può conoscere la condizione nervosa dell’individuo.

Quindi è importante osservare:
  1. il grado di umidità e di brillantezza dell’occhio
  2. il grado di inclinazione dell’orbita oculare
  3. il tipo di contrazione delle palpebre che donano acutezza allo sguardo. In caso di atonia la palpebra superiore si abbassa davanti agli occhi come una tenda, mentre quella inferiore sembra gonfia, come se l’individuo avesse sonno o si fosse appena svegliato.

Secondo gli orientali gli occhi rappresentano nella loro complessità le condizioni del fegato e rivelano la situazione del sistema nervoso.

Nello stadio di sviluppo del feto gli occhi si trovano ai due lati come nei pesci. Se lo sviluppo dell’embrione in questa fase è anomalo, gli occhi resteranno distanti tra loro e questo denota una minore vitalità nel soggetto.

Gli occhi piccoli e tondi rivelano un sistema nervoso robusto, quindi una persona ricca di vitalità con una costituzione piuttosto robusta. Gli occhi grandi invece indicano una persona con scarsa vitalità e una costituzione piuttosto debole.


Fissità dello sguardo

Se lo sguardo di un individuo non è, si pure limitatamente mobile, ma è irrigidito e fisso, indica che il soggetto è paralizzato da uno spavento piuttosto serio. Se questa situazione è transitoria, il sintomo è meno grave e potrà tornare in breve tempo alla normalità dello sguardo. Se invece gli occhi sono sgranati e lo sguardo è fisso in un punto lontano, tale situazione esprime una predisposizione abituale all’angoscia.

In determinati casi l’individuo è calmo ma ha gli occhi infossati e lo sguardo fisso, quasi folgorato da un’idea maniacale o da un pensiero persistente, che assorbe la persona fino al limite del fanatismo delirante. Questo sguardo è caratteristico di persone che sono pronte al suicidio per un’idea fissa o per un’ossessione. Se osserviamo individui cosiddetti “martiri”, che si sono immolati come kamikaze, troviamo questa fissità preoccupante negli occhi.

In qualche caso lo sguardo è inquieto e l’individuo ha gli occhi da animale braccato, quasi terrorizzato. Questo può essere uno dei sintomi di ipertiroidismo.


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