Formazione del bambino e linguaggio emozionale del corpo
di Giacomo Gianmoena

Entrambi i genitori sono importantissimi nella formazione dell' identità del bambino. Svolgono ruoli diversi ma complementari tra di loro. Sono le prime figure con cui interagiamo e che lasciano il segno più profondo nella nostra esistenza.
Innanzitutto è importante l' equilibrio dei genitori, per un adeguato sviluppo psico-sessuale del bambino. Egli avverte l'inconscio dell' adulto e percepisce sia le cose positive che le negative: da ciò si comprende quanta importanza abbia la maturità del genitore, il suo livello di crescita personale. Se un genitore è mentalmente “malato”, non riesce a percepire in modo corretto i bisogni del bambino, perché la percezione della realtà è alterata, inoltre non riesce a sostenerlo, a dargli sicurezza, amore autentico e gratuito. I bisogni del bambino devono essere percepiti, accolti e soddisfatti in un arco di tempo adeguato, altrimenti il bambino si trova deprivato, nasce dapprima la rabbia, poi subentra la rassegnazione e se egli si trova spesso in questa situazione, si avrà la negazione dei bisogni che è come un' anestesia emozionale. Negando i propri bisogni il bambino perderà il contatto con il vero sé. Si può arrivare anche a patologie gravi.
Il vero sé può venire invalidato anche attraverso la mistificazione. Il bambino attraverso le sue sensazioni, il suo istinto di pancia, sente, intuisce la realtà, ma a volte questo sentire viene invalidato dal genitore e quindi il bambino sente di non potersi più fidare delle sue percezioni. Il bambino prova una cosa ma gliene viene espressa un'altra: viene così manipolata dall' adulto la realtà dei vissuti interni.
Se un genitore è ansioso, apprensivo, non ha fiducia nella vita, non è felice, il bambino lo percepisce e sarà difficile per lui crescere con gioia e fiducia nella vita, sarà difficile crescere in modo sano e autentico.
Per crescere nella stima di sé un bambino ha bisogno di essere amato per quello che è, di essere rispettato come essere unico, di venir preso sul serio, gli si dovrebbe insegnare a non identificarsi con i propri sentimenti negativi; un bambino che compie gesti cattivi non è cattivo e a volte certe frasi dei genitori fanno recepire il contrario al piccolo: “ Come hai potuto fare questo?”, “Così mi fai soffrire”, “È così che mi ricambi?”...: il bambino si ritrova così preda dei sensi di colpa.
Un genitore deve saper instillare nel bambino la fiducia in se stesso e fargli comprendere che a volte si può fallire,ma che questo è un passaggio che fa parte della vita e ci insegna anch' esso cose nuove.
Se il genitore si pone invece nei riguardi del bambino con un atteggiamento di superiorità facendogli vedere che non è capace di fare questo o quello o dicendogli che è troppo difficile per lui, che non è capace, lo svilisce ed egli crescerà con l'idea di non valere nulla. Sarebbe bene amministrare le sue difficoltà e porlo di fronte a difficoltà che siano alla sua portata per consentirgli di ottenere piccole vittorie.
Nella prima infanzia il rapporto più importante è quello con la mamma, però anche se il padre svolge una funzione secondaria con il bambino riveste particolare importanza il ruolo che ha nei confronti della madre. È importante che essa sia sostenuta materialmente e affettivamente dal marito in modo da potersi occupare al meglio e con serenità del bambino.
In alcune popolazioni questo fattore è tenuto molto in considerazione e dopo il parto la donna viene sostenuta anche da altre donne.
Il rapporto con la madre rappresenta il prototipo di ogni relazione futura e quindi è importante che sia il più sano possibile: essa è la prima figura di riferimento affettivo, è colei che gli permette di entrare in contatto con la realtà.
Il carattere e la salute mentale del bambino dipendono in buona parte dalla relazione con la madre nei primi anni di vita. Come dice Fromm, la madre dovrebbe essere in grado di dare “latte e miele”: il latte è il simbolo del primo aspetto dell' amore, quello per le cure e l' affermazione, il miele simboleggia invece la dolcezza della vita, l' amore per essa, e la felicità di sentirsi vivi.
La madre sostiene la crescita del figlio rispondendo ai suoi bisogni fisiologici (che corrispondono alla vita psicologica del bambino) ed affettivi.
Essa instilla a livello inconscio nel figlio, attraverso le proprie emozioni, il proprio vissuto, il proprio amore, la positività o meno della vita, dell' essere al mondo, il modo di vivere la propria affettività, il volersi bene, l'accettazione e la stima di sé, ecc. Lo sviluppo dei processi mentali, l'integrazione delle percezioni, lo sviluppo fisico, affettivo, sono legati al rapporto con la mamma.
Il suo amore dovrebbe essere incondizionato e rispettoso dell'altro e della sua unicità. Il piccolo deve sentire di essere amato per quello che è. Egli ha bisogno di sostegno, di punti di riferimento sicuri per poter diventare una persona sicura, per poter spiccare il volo. Se una madre non riesce a dare sostegno e il bambino avverte che lei stessa è bisognosa di sostegno, egli viene “costretto” a livello inconscio a prendersi cura di lei, quindi troveremo bambini e adulti attaccati in modo ansioso alla madre, la quale può gestire questa situazione a suo favore anche con l' utilizzo di sensi di colpa, di minacce.
In questo modo anche la stima di sé, il valore per se stesso saranno minati.
Un bambino che invece viene privato dell' affetto materno o non lo riceve in modo adeguato, lo troveremo facilmente poi nell' adulto che cerca disperatamente l' affetto degli altri, che si annulla per averlo, che diventa come un camaleonte, che fa quello che pensa che gli altri si aspettino da lui e si ritrova in rapporti di coppia in cui più che di amore si può parlare di dipendenza. O al contrario un bambino che non ha vissuto bene il rapporto di affetto con la madre, che non ha avuto braccia che lo sostenevano, lo accoglievano, lo amavano, può avere difficoltà nel lasciarsi amare e abbracciare.
Superato il processo di simbiosi, la madre deve favorire il processo di separazione- individuazione.
La madre rappresenta il mondo naturale, il padre è quello che gli mostra la strada nel mondo, egli rappresenta l'esistenza umana fatta di lavoro, di leggi, di pensiero, di senso morale, ecc.
La madre ha la funzione di renderlo sicuro nella vita e di dargli la gioia di vivere, il padre ha la funzione di istruirlo, di insegnargli ad affrontare la società, egli è colui che spinge all'azione, alla lotta e all' affermazione di sé... Egli dovrebbe infondergli speranza e fiducia in se stesso, nelle proprie risorse per poter approcciarsi nel modo migliore con il mondo esterno.


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