Alimentazione in gravidanza
di Maria Dini

Il primo alimento di cui un essere ha bisogno fin dal primo istante della sua esistenza è l’amore. Il bambino e la madre durante i nove mesi sono un tutt’uno: ciò che pensa la madre è quello per cui si emoziona il suo piccolo; se i pensieri della madre sono positivi e colmi d’amore il piccolo li avvertirà, e si sentirà voluto ed accettato, al contrario se la madre lo nutre con pensieri negativi per troppo tempo egli ne risente e può crescere insicuro e senza gioia.

L’utero è l’ambiente in cui vive e le variazioni ormonali ne determinano il clima. Lo stato d’animo della donna durante la gravidanza e quindi di massima importanza perché influenzerà l’ambiente in cui il feto si sviluppa e quindi il suo sviluppo stesso. Una madre che conduce una vita stressante produce una serie di ormoni dello stress (catecolamine e cortisolo) che giungono tramite la placenta al bambino e possono provocargli disturbi funzionali, agitazione psicomotoria e persino problemi strutturali. Per questo è importante che la madre possa condurre una vita serena, attiva ma senza eccessi, riposando quando la fatica si fa sentire, mangiando regolarmente e in maniera equilibrata e astenendosi da sforzi eccessivi .

Il bambino ha bisogno di sentire interesse intorno a se, di vivere in un ambiente sereno, ma anche emozionalmente ricco e stimolante; non c’è nulla di peggio per lui che sentirsi rifiutato o anche solo ignorato dalla madre che lo sta costruendo. E’ importante quindi che la madre, ma anche il padre ed eventuali fratelli parlino con il bambino e che lo rendano partecipe della loro vita che diverrà poi anche la sua. Gli stimoli ambientali gli sono inoltre necessari per permettere il suo sviluppo psicofisico e degli organi di senso.

Attraverso il cordone ombelicale il feto riceve il nutrimento vero e proprio necessario per la formazione e la crescita del proprio corpo per mezzo delle sostanze di cui si nutre la madre.

E’ importante quindi che lei si nutra di cibi vitali, naturali, genuini e soprattutto che prenda coscienza dei cambiamenti del corpo per prepararsi al parto e all’allattamento.

 Durante la gravidanza il corpo della madre va incontro a cambiamenti nelle funzioni e nel metabolismo per permettere al nuovo essere di crescere ed all’utero, alla placenta ad alle mammelle di modificarsi per soddisfare le esigenze del feto ed al proprio organismo di accumulare l’energia di cui avrà bisogno per il parto.

Nel primo trimestre l’embrione ha pochissime esigenze quindi non vi è particolare necessità di aumento di nutrienti, spesso però la gestante presenta nausee mattutine. Ciò può essere dovuto a carenze nutritive, al repentino aumento della produzione ormonale, ma anche ad una difficoltà di adattamento psichico alla nuova situazione; il vomito invece può anche essere un modo con cui l’organismo elimina le tossine. In questo periodo la donna prova repulsione verso alcuni alimenti ed è attratta da altri, questo fenomeno può aiutarla a comprendere quali siano gli alimenti di cui necessita e quale evitare. Cercherà quindi di scegliere cibi semplici dai quali si sente attratta, sempre nel rispetto di quanto detto per il concepimento.

Per il trattamento della nausea mattutina è utile lo zenzero, è stato dimostrato che riduce gli attacchi di nausea e vomito perché è molto ricco di zinco la cui carenza è una possibile causa della nausea. Il dosaggio consigliato è di 2-3 tazze al giorno di un infuso ottenuto mettendo per cinque minuti 5 grammi di radice di zenzero grattugiata in una tazza di acqua bollente, sorseggiata nel corso della giornata. Anche infusi di camomilla, finocchio e menta verde possono essere altrettanto efficaci.

Nel secondo trimestre, la nausea e la stanchezza dei primi mesi dovrebbero attenuarsi e sarà l’aumento dell’appetito ad indicare la necessità di incrementare l’apporto di nutrienti sia dal punto di vista quantitativo ma soprattutto di quello qualitativo.

L’organismo umano infatti oltre che da acqua è composto da altre sostanze che combinate fra loro in proporzioni varie costituiscono tutti gli organismi e che devono essere continuamente introdotte per permettere all’organismo di crescere e mantenere le sue funzioni. L’introduzione di queste sostanze è maggiormente importante in gravidanza.

Il calcio è indispensabile in gravidanza per formare ossa e denti del bambino, per supportarne la crescita dei muscoli e per controllarne la funzione nervosa e muscolare; è inoltre fondamentale per la coagulazione del sangue della madre e previene l’innalzamento della pressione arteriosa. In gravidanza il fabbisogno di calcio aumenta, ma aumenta anche la capacità dell’organismo di assimilarlo, sarà bene comunque assicurarsi un adeguato apporto. I derivati del latte sono notoriamente ricchi di calcio, ma lo sono anche le leguminose, i fichi secchi, i semi di sesamo, i broccoli, lo zucchero integrale e le mandorle. L’attività fisica ne favorisce l’assorbimento mentre la vitamina D e l’esposizione al sole facilita la sua fissazione nelle ossa; invece una quantità eccessiva di proteine, soprattutto di carne interferisce con l’assorbimento di calcio, mentre caffè e alcool ne aumentano l’eliminazione. La fissazione del calcio è in relazione però anche con la presenza di fosforo; esso permette l’ossificazione dello scheletro fetale e la formazione dei denti nel neonato, è inoltre importante per la produzione di energia e per il metabolismo ed è necessario per la produzione del latte, ma è l’equilibrio fra i due minerali che permette un loro adeguato utilizzo. Il fosforo si trova nei cereali integrali, nel pesce e nei formaggi.

Lo iodio ha una sua specifica funzione in gravidanza in quanto una sua insufficiente introduzione può provocare difetti alla tiroide del feto, ma condire i cibi con sale marino integrale è sufficiente per supplire la carenza.

Il magnesio è un altro minerale indispensabile ed insieme al calcio costituisce muscoli cellule e nervi, aiuta il funzionamento del fegato e del cuore del bambino e il metabolismo di proteine e carboidrati. Esso è presente nelle leguminose, nei cereali integrali, nella frutta e nella verdura, soprattutto in spinaci, broccoli, legumi, fichi secchi, mandorle e avena.

Il fabbisogni di ferro durante la gravidanza è particolarmente alto, in quanto il feto, negli ultimi mesi se ne crea un deposito nel fegato che gli servirà nei primi mesi di vita durante l’alimentazione con latte materno che ne è povero.

La carenza di ferro causa anemia e questa è abbastanza frequente in gravidanza, ma se essa è modesta è fisiologica e fondamentale in vista del parto per prevenire complicanze di tipo embolico; è però comunque importante mantenere l’apporto di ferro combinato con alimenti che ne favoriscano l’utilizzo.

Per prevenire una carenza di ferro è utile consumare verdure a foglia verde, prezzemolo,  legumi,  lievito di birra,  cereali integrali, carne rossa  tuorlo d’uovo, semi di zucca, ciliegie, albicocche essiccate; utili anche succhi di ribes nero e mirtillo. E’ importante però sapere che alcune sostanze favoriscono l’assorbimento del ferro, altre lo ostacolano. La vitamina C lo favorisce per questo e bene condire le verdure con limone; il te è invece il peggior nemico del ferro come pure i latticini assunti nello stesso pasto, perché il calcio entra in competizione con il ferro.

E’ sconsigliabile l’uso di ferro chimico in quanto nella maggior parte dei casi non viene assorbito e non sono infrequenti danni secondari al suo utilizzo; esso infatti si accumula in diversi organi che rispondono con una reazione infiammatoria ad evoluzione fibrosa e può essere causa di malattie gravi anche a distanza di molti anni (es. emosiderosi).

Utili, in caso di anemie importanti  possono invece essere gli integratori alimentari di tipo erboristico che forniscono ferro più biodisponibile perché ricavato dai prodotti vegetali.

 Anche il fabbisogno di vitamine aumenta.

La vitamina A necessaria alla madre per preservare il sistema immunitario e la salute di mucose ossa pelle denti e capelli, serve al bambino per lo sviluppo dei neuroni cerebrali, dei tessuti a dell’apparato visivo. Viene assunta sottoforma di betacarotene che viene poi convertito in vitamina A, ed è contenuta  nelle carote, nei pomodori, nei peperoni, nei meloni e nelle arance.

Le vitamine del gruppo B favoriscono il metabolismo delle proteine il cui fabbisogno è accresciuto in gravidanza, al feto servono per lo sviluppo del sistema nervoso e la lavorazione degli acidi grassi. La carenza di vitamina B1 provoca spesso disturbi ipotensivi e crampi muscolari; è solubile nell’acqua per cui è importante utilizzare in minestre le leguminose, e le verdure che la contengono, in particolare i cavoli.

La vitamina C, oltre che per l’assorbimento del ferro serve come fattore antinfettivo e per la fissazione del calcio, per la produzione di ormoni e il rafforzamento del sistema immunitario materno, per la produzione di collagene e la crescita dei tessuti nel bambino. Un apporto particolare può essere fornito tramite succhi di frutti selvatici come la rosa canina e l’olivello spinoso.

La vitamina D è assolutamente indispensabile alla madre per l’azione ormonale e l’assimilazione di calcio e folati e per fortificare le ossa soprattutto del cranio e dei denti del bambino. E’ quindi necessario esporsi il più possibile alla luce del sole. Non va mai invece assunta per via orale in quanto esiste la possibilità di una ipervitaminosi che ha come conseguenza calcificazioni abnormi delle ossa in accrescimento, del tessuto connettivale e della placenta.

Aumenta notevolmente anche il fabbisogno di: vitamina H (acido folico)  che insieme alla carenza di B12 è un’altra causa di anemia e serve alla madre anche per il metabolismo delle proteine e la salute del sistema nervoso e per il piccolo per lo sviluppo del sistema nervoso soprattutto della spina dorsale. È contenuta negli ortaggi a foglia verde, nel germe di grano, nel lievito di birra e nei legumi; vitamina PP e vitamina E.

È naturalmente inutile cercare di sopperire alle carenze vitaminiche e minerali assumendo farmaci che li contengono in quanto non è la singola vitamina a risolvere il problema, ma il complesso polivitaminico-minerale presente negli alimenti naturali.

Negli ultimi tre mesi l’aumento di peso è più consistente si accumula grasso che servirà poi per la produzione del latte,  anche il volume del sangue aumenta, quindi vi sarà un ulteriore richiesta di ferro e vitamina C per assorbirlo.

Il cervello del bambino cresce più in fretta; il 70% delle calorie che riceve il bambino servono alla crescita del cervello che alla nascita peserà circa 350 grammi. Per il 60% è composto da grassi e per il 20% da acidi grassi polinsaturi a catena lunga.

Questi acidi grassi nelle due varianti  omega-3 e omega-6 sono essenziali per il buon funzionamento cerebrale. Gli omega 6 sono contenuti nei semi e negli oli da essi ricavati, mentre gli omega -3 si trovano soprattutto nei semi di lino, di zucca e nei pesci grassi.

Uno dei principi attivi degli omega-3 è il DHA ed è stato provato che è efficace nella prevenzione dell’ipertensione in gravidanza, riduce il parto prematuro, aumenta il peso del bambino alla nascita e migliora il suo quoziente intellettivo, le sue capacità visive e cognitive e protegge dalle affezioni cardiache; Assumerà quindi maggior importanza in questo periodo l’assunzione di alimenti che lo contengono.

Nell’ultimo periodo che precede il parto l’utero occupa uno spazio sempre maggiore all’interno dell’addome comprimendo lo stomaco contro al diaframma e causando alla madre bruciori gastrici e difficoltà digestive; è utile quindi consumare pasti piccoli e frequenti rispettando per quanto possibile le combinazioni alimentari, masticare a lungo ed insalivare bene e non bere molto durante i pasti. E’ inoltre consigliabile evitare di stendersi subito dopo il pasto, ma passeggiare lentamente, sorseggiando una tisana di liquirizia e finocchio.  


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