Il capello organo sensoriale vitale alla vita dell’uomo nella visione olistica
di Marco Patton

Ricordo di mia madre le parole di quando terminai l’obbligo scolastico che mi diceva che se non avevo più voglia di studiare l’alternativa era quella di andare a lavorare.

Ed io le chiesi: dove ?

Lei mi rispose con un vecchio proverbio che le era stato tramandato “che la pentola dell’artigiano bolle oggi e anche domani”

“Vedi Marco, io mi sono recata in città in questi giorni facendo visita a tre aziende artigiane dove avevano esposto il cartello con scritta cercasi apprendista.

Uno è un pasticcere, l’altro è un orologiaio ed il terzo è un barbiere. A mio avviso sono tutte e tre brave persone ma quello che aveva l’occhio più trasparente e che comunicava la sua grande bontà e umanità è il barbiere.”

Certo è che mia madre non ha mai fatto studi di iridologia e tanto meno letto libri, ma aveva a modo suo imparato osservando gli occhi a leggere l’animo delle persone.

Mia madre non si era sbagliata, ho seguito il suo intuito ed ho imparato un mestiere con la dedizione di questa persona e successivamente mi sono messo in società con lui, che mi ha accompagnato nella vita lavorativa per oltre 30 anni.

Questa persona, oltre che insegnarmi una professione, mi ha trasmesso molti altri valori ed interessi verso la vita, introducendosi verso la naturopatia di Costacurta e l’iridologia di Sigfrid Rizzi.

Facendo il barbiere ho avuto modo, seguendo anche i consigli ed i suggerimenti di un altro artigiano calzolaio, che consistevano nell’osservare la disposizione dei capelli per poter leggere il linguaggio dei capelli e del corpo come lui usava leggere attraverso il consumo delle scarpe e da come erano state consumate era in grado di comprendere la persona.

La mia relazione vuol essere un omaggio a tutti i miei clienti che mi hanno offerto l’occasione di osservare e di nutrirmi di rapporti umani, affinché io potessi diventare sempre più protagonista della mia vita.

Da questo lavoro ho ricevuto tante soddisfazioni ed amicizie sincere, comprendendo l’unicità dell’uomo ed i suoi capelli, che sono gli annessi cutanei vitali al corpo e che svolgono una funzione non solo estetica, ma di relazione sensoriale al variare del mondo cosmico.

L’universo umano mosso da paure irrazionali, ansie inconsce e suggestioni che da sempre circonda il capello consente di rilevare che questo particolare organo ha mantenuto nei secoli inalterata la propria capacità sensoriale.

La mia ricerca vuole dunque essere un approfondimento sull’importanza, non di natura scientifica, che il capello ha saputo rivestire dalle più antiche ere ad oggi, attraverso una visione olistica capace di spaziare dall’equilibrio acido basico della cute, all’equilibrio termico sino a rivelare la febbre gastro intestinale e le importanti influenze ormonali nell’organismo umano.

Il sistema endocrino in relazione ai capelli

Il sistema endocrino è in stretto collegamento con il sistema nervoso centrale e questi due straordinari sistemi sono alla base della vita biochimica cutanea sensoriale.

Nell’embriologia l’epidermide e gli annessi cutanei derivano dall’ectoderma, il derma, l’ipoderma e dal mesoderma. Dalla cresta neurale*, differenziatasi dall’ectoderma, prende origine il sistema melanocitario. L’evoluzione maturativa dell’epidermide da un unico strato germinativo a più strati inizia al terzo mese di gravidanza e giunge a completamento solo verso il quinto - sesto mese.

Nel periodo della gravidanza si crea un profondo legame tra il nascituro e la madre di tipo bidimensionale. Nasce una sorta di simbiosi tra i due corpi, uno scambio a due direzioni: da un lato la madre custodisce nel proprio grembo il figlio garantendogli la crescita e la sopravvivenza, e dall’altro il nascituro influenza il sistema ormonale della madre. Infatti è sbalorditivo notare che così come al terzo mese nascono i primi peli sul corpo del feto, al terzo mese dalla nascita, quando si manifesta nel neonato l’arresto ormonale, la madre perde attraverso l’effluvium post parto i capelli infoltiti grazie alla gravidanza.

Tale fenomeno non solo manifesta lo stretto legame tra i due corpi, ma mette in evidenza la vicinanza tra il mondo animale e il mondo umano. I capelli potrebbero infatti essere utili per creare una specie di “nido”, vale a dire un luogo caldo e asciutto per l’infante. Allo stesso modo dei mammiferi terresti che con il proprio pelo creano un nido dove proteggere i propri cuccioli, l’uomo perde i capelli che dovranno poi servirgli per consentire al neonato una buona crescita. Adagiato sulla chioma della madre, l’infante ha dunque la possibilità di neutralizzare il trauma della gravidanza del distacco dal corpo della madre, riducendo le coliche dei primi mesi.

Il capello, essendo un organo sensoriale, consente al nascituro di rimanere accanto alla madre e di giungere gradatamente all’affermazione della propria individualità. Per questo non è un caso che la partoriente aumenta l’effluvium nei primi tre mesi di vita del nascituro, proprio nel periodo in cui il bambino riduce la propria attività ormonale che andrà successivamente aumentando verso i tredici anni di età, nel periodo dello sviluppo dell’apparato sessuale. 

 

L'influenza degli ormoni sulla crescita dei peli

La crescita dei peli è indubbiamente influenzata dal sistema endocrino. Tuttavia, mentre abbiamo a disposizione numerosi dati raccolti su animali, per quanto riguarda l'uomo i dati sono ancora scarsi.

I problemi umani si accentrano attorno alla caduta dei capelli per l'uomo e, per le donne, all'eccesso di peli corporei.

Quanto contribuisce l'endocrinologia alla comprensione e soluzione di questi problemi?

I peli hanno svolto una funzione nella storia dell'evoluzione. Forse i peli primitivi, che affioravano tra le scaglie di alcuni rettili facevano parte di una struttura sensoriale (periscopio sensitivo).

Le vibrisse del gatto funzionano ancora in tal senso e del resto basta strappare un pelo umano per verificare che la funzione sensoriale è rimasta.

Tuttavia è indiscutibile che i peli prevengano la perdita di calore da parte degli animali che riscaldano i loro corpi metabolicamente dall'interno.

Il pelo dissemina gli odori prodotti dalle ghiandole associate ai follicoli piliferi; l'aggregazione di queste unità può formare un organo sostanzialmente odorifero. I peli inoltre fungono da segnali visivi per propositi sociali o sessuali (es. criniera del leone, barba dell'uomo).

Il problema biologico è risolto dalla dipendenza della funzione delle ghiandole cutanee e della crescita dei peli sessuali dall'attività degli ormoni steroidali di origine testicolare, ovarica o surrenalica. Sia nei maschi che nelle femmine sono gli androgeni a determinare lo stimolo.

 

Una densa peluria resta solo al cuoio capelluto, presumibilmente per proteggere il vertice dal sole allo zenith, e per percepire le emozioni sensoriali basti pensare ai capelli che si raddrizzano quando prendiamo uno spavento, sicuramente abbiamo un feedback (questo lo riscontriamo quando accarezzando i capelli ci rilassiamo al punto di addormentarci), nelle regioni pubiche e ascellari - dove diviene cospicuo - come parte di un apparato odorifero.

 

Risposta agli androgeni

Le modificazioni puberali dimostrano che la crescita della barba del maschio è correlata con la maturazione sessuale come pure si verifica per la crescita dei peli facciali nei giovani che ha inizio dopo lo sviluppo dei genitali.

La diretta dimostrazione del ruolo dei testicoli è stata fornita da Hamilton il quale ha evidenziato come la castrazione riduca la crescita della barba.

I peli pubici e ascellari sono anch'essi androgeno dipendenti sia nei maschi che nelle femmine anche se la sorgente ormonale può non essere la stessa. Nei ragazzi la crescita dei peli pubici ricorda quella della barba nelle tappe successive della maturazione sessuale.

Nelle ragazze questa precede lo sviluppo dei genitali suggerendo che sia coinvolto un androgeno della corteccia surrenale.

I peli ascellari iniziano a crescere 2 anni dopo quelli pubici.

Non può essere trascurata la possibilità che siano coinvolti anche gli ormoni ipofisari, visto che la mancanza dell'ormone della crescita determina nelle ragazze e nei ragazzi una risposta agli androgeni inferiore alla norma. Ecco perché il naturopata non può e non deve distogliersi dalla visione olistica dell’uomo; ogni informazione esterna ha una sua correlazione interna e viceversa.

 

Meccanismi d'azione degli androgeni nei follicoli piliferi

È ben documentato che certi peli sono indipendenti dagli ormoni sessuali (lanugine, ciglia, sopracciglia).

Altri (ascellari, pubici) rispondono ad eventi comuni ad entrambi i sessi e rispondono agli androgeni surrenalici.

Altri ancora (barba, peli del torace), richiedono un adeguato livello plasmatico di androgeni maschili.

Per quel che riguarda i capelli, l'androgeno testicolare può paradossalmente causare la tipica calvizie maschile in individui con predisposizione genetica.

Per capire bene il meccanismo mediante il quale le diverse risposte dei peli sono mediate dallo steroide sessuale occorre esaminare il meccanismo base della sintesi e della azione degli androgeni.

Il testosterone secreto dai testicoli è il principale ormone androgeno circolante nel plasma del maschio; nella femmina il meno potente androstenedione secreto dalle ghiandole surrenali e dalle ovaie costituisce il maggior androgeno circolante.

Sia testosterone che androstenedione servono come precursori che possono venir interconvertiti nel tessuto bersaglio per formare ormoni più potenti.

 
Influenze ormonali endocrine

È stata esaminata in un contesto evolutivo l’influenza degli ormoni sul cuoio capelluto e sul corpo del pelo e il ruolo degli ormoni nell’eziologia della crescita ormonale del pelo o della mancanza di esso. Alcune condizioni di perdita di capelli, come l’alopecia post- partum o l’indebolimento diffuso dovuto a ipotirodismo, possono implicare meccanismi ormonali una volta collegati al ciclo di muta dei mammiferi. Altre, come l’alopecia areata (maschile), e il suo equivalente femminile, dividono con *l’irsutismo femminile una connessione evolutiva con il ruolo dell’androgeno all’inizio dei meccanismi di quei segnali sessuali e sociali che sono richiesti nella vita adulta ma che sarebbero pericolosi per quella immatura.

La crescita dei peli è perciò inevitabilmente influenzata dal sistema endocrino. Però se negli animali si è posta attenzione all’effetto degli ormoni e si sono così svolti numerosi studi, nella specie umana l’attenzione è ricaduta solamente attorno alla perdita dei capelli per l’uomo, e all’eccesso di peli corporei per la donna. Quanto può

*Per irsutismo in campo medico, si intende un quantitativo eccessivo di peli sul
corpo, preoccupa soprattutto le donne, ma in misura inferiore anche gli uomini.

l’endocrinologia contribuire alla comprensione e alla risoluzione di questi problemi?

Dal punto di vista antropologico è possibile supporre che i primi peli fossero parte di una struttura sensoriale. Si può così certamente supporre che nei primitivi il capello svolgeva la stessa funzione della vibrisse e che man mano che l’uomo progredisce e si evolve in homo sapiens perde la capacità sensoriale del suo annesso cutaneo per lasciar spazio alle ulteriori capacità intellettuali che acquisisce con lo scorrere dei secoli.  

I cambiamenti ambientali influiscono sulla muta, infatti “i follicoli piliferi hanno un’attività ciclica ereditaria- genetica, nei mammiferi che subiscono il fenomeno della muta stagionale, gli assi gonadi-ipofisi, ipofisi- tiroide, e probabilmente ipofisi-surrene sono importanti tappe attraverso le quali la muta è correlata alle modificazioni ambientali”, in modo particolare nella rifrazione della luce, attraverso cui la peluria viene adattata. Il meccanismo mediato attraverso l’ipotalamo richiama difatti quello collegato ai cicli riproduttivi.

H. Amilatora dimostrò nel 1958 che la castrazione umana riduce la crescita della barba e l’area ricoperta da peli. Marshale e Tamner nel 1970 notarono che la crescita della barba e dei peli nei ragazzi è correlata alla maturazione sessuale, mentre nelle ragazze lo sviluppo dei genitali coinvolge un androgeno di origine extra-gonadica, vale a dire della corteccia surrenale.

Nel 1968 Bructtovsky e Wilson portarono avanti le ricerche evidenziando che il tessuto prostatico in vitro riesce a convertire il testosterone in un metabolita androgeno più potente: 5 alfa diidreotestosterone, chiaro segno di una conversione nel follicolo pilifero. Negli stessi anni diversi autori, Wilson, Wlaker, Gomez e Hsia, dimostrarono che la pelle riesce a convertire e produrre 5 alfa –diidrostestosterone responsabile della catalizzazione dei

peli, uno dei recettori che si lega allo stelo. La pelle umana può dunque convertire il deidroepiandrosterone*, un debole androgeno prodotto dalla corteccia surrenale, in testosterone. Di conseguenza, tutte le azioni che si compiono sui capelli alterano il metabolismo ormonale, così come i colori che modificano la naturale struttura capillare possono favorire l’insorgenza di alcune patologie legate al sistema endocrino.

 

Influenze ormonali sul sistema pilifero

Gli ormoni influenzano profondamente lo sviluppo dei peli e dei capelli.

Le influenze ormonali sono complesse e non del tutto ancora chiarite. Per meglio comprenderle è necessario tener conto del fatto che gli ormoni provocano non solo la comparsa dei peli sessuali durante la pubertà, ma interferiscono anche sul piano fisiologico nella sequenza del ciclo pilifero.

Ad esempio l'estradiolo riduce la durata della fase anagen e quindi il ritmo di crescita dei capelli; la tiroxina riduce anch'essa l'anagen ma aumenta il ritmo di crescita.

Uno stato di ipotiroidismo può determinare la caduta dei capelli oltre a ridurre il diametro dei capelli stessi.

La caduta dei capelli si verifica anche dopo il parto, con un notevole aumento della fase telogen.

La produzione di androgeni (testicoli per l'uomo, ghiandole surrenali per la donna) provoca lo sviluppo dei peli sessuali.

Ovviamente fondamentali sono gli ormoni ipofisarici in quanto sono loro a dare l'input agli altri ormoni. Ad esempio soggetti con carenza in ormoni ipofisarici sono scarsamente sensibili all'azione degli androgeni.

Sono comunque gli androgeni i diretti controllori della crescita pilifera, con la possibilità però di favorire, in soggetti geneticamente predestinati, la calvizie androgenetica.

La caduta dei capelli è collegata con la formazione di un metabolita androgenico, il 5-a-deidrotestosterone che inibisce lo sviluppo del capello

L'estrone, ormone femminile, ha invece effetto opposto, in quanto determina una netta crescita dei capelli

Anche la ghiandola sebacea segue lo stesso destino del folli colo pilifero, rispondendo alle stimolazioni ormonali. Con la pubertà si determina un netto ingrandimento delle ghiandole ed un parallelo netto aumento della secrezione sebacea.

Di norma l'uomo ha una produzione sebacea maggiore rispetto alla donna.

È stato tuttavia evidenziato che gli effetti del 5-a-deidrotestosterone sono diversi sul pelo e sulla ghiandola sebacea: il ciclo di crescita del pelo è inibito, la produzione di sebo è aumentata.

Ciò spiega perché si possa spesso verificare alopecia e seborrea. L’eccesso di seborrea è riconducibile al disordine gastrointestinale che favorisce le alopecie sia di origine areate che seborroiche.

 

Fattori che influenzano la crescita dei capelli

Fattore fondamentale resta quello endocrino, che può essere più esattamente suddiviso in:

a) fattori ormonali identici per entrambi i sessi, dovuti ad ormoni non steroidei. Incidono sulla crescita di ciglia e sopracciglia;

b) fattori ormonali analoghi anche se non identici. Sono quelli che determinano la crescita dei peli pubici ed ascellari;

c) fattori ormonali diversi, costituiti dagli ormoni steroidali femminili e maschili e che determinano le differenze fra i peli sessuali;

d) fattori ormonali uguali nei due sessi, connessi con ormoni steroidali e che determinano le differenze fra capelli maschili e femminili.

Fattore parimenti fondamentale è quello genetico, da cui derivano le differenze esistenti fra le varie popolazioni della razza umana (caucasici, celtici, negroidi, mongoloidi). Questo in rapporto al clima, all’ambiente e alla linea del parallelo terrestre.

 

Un terzo fattore non trascurabile è quello nutrizionale. Carenze o disordini alimentari si traducono in modifiche sulla crescita dei peli e dei capelli (ad esempio carenze di vitamine od di certi aminoacidi).

Non vanno infine trascurati certi fattori locali quali il clima, l'ambiente, l'inquinamento, lo smog, ecc.

 

Come è possibile rilevare la febbre gastro-intestinale

La vita umana è costantemente per sua natura alla ricerca di equilibrio fra ambiente acido e basico.

La scala di questo valore è misurata da 0 a 14 PH; da 0 a 6.9 è acido, 7 è neutro e da 7.1 a 14 è basico.

Il sangue umano è a PH leggermente basico cioè 7.45. il PH della pelle è 5.6. E’ logico che il PH dell’intestino tenue, il più interno del corpo (le viscere) è 8.4 poiché la somma per mantenere l’acido basico è PH 14. Quindi se noi misuriamo il PH della cute, parte più esterna del corpo, ci informa del PH interno. Esempio nelle persone con forte seborrea abbiamo un PH anche di 6.2; vale a dire che il PH interno risulterà 7.8 quindi si avvicina all’ambiente acido dimostrando la presenza di febbre gastrointestinale.

Se il PH è 5 significa che il PH interno è 9 quindi alcalosi.

Sicuramente le sue funzioni di assimilazione non sono corrette, avvengono in ambiente troppo poco basico. Possiamo immaginare che il mal assorbimento provoca il proliferare di patologie di varia natura.

Il nostro corpo attraverso la seborrea cerca di riequilibrare il suo sistema acido basico attraverso il sistema endocrino. E’ fortemente pericoloso trattare la seborrea agendo soltanto all’esterno perché rischiamo di alterare il sistema endocrino chiamato in causa.

Non dobbiamo mai dimenticare che il pelo si forma con le sue ghiandole sebacee ancora nei primi mesi fetali per percepire meglio le emozioni e le sensazioni.

Troppo poco l’uomo accarezza il suo pelo e lo considera organo sensoriale; lo aggredisce costantemente con acidi, prodotti chimici, dimenticandosi della sua natura e della sua funzione sensoriale di equilibrio acido basico. Sicuramente nel capello della fase arcaica era più presente la funzione sensoriale, poi con l’evoluzione della razionalità ha limitato tale aspetto. Questo aspetto lo riscontriamo nelle due zone dette: corona interna che rimane legata alla sfera emozionale, questa zona è vicina al cervelletto ed è facilmente riscontrabile dalle onde elettromagnetiche che si espandono dalla corona esterna; mentre quella interna è occupata dalla razionalità che non emette onde emozionali. Questo è visibile con l’encefalogramma che monitora l’attività neuronale.

A testimonianza di questi due equilibri: razionalità ed emozione, nei capelli abbiamo distinte queste due zone. Anche nelle alopecie androgenetiche possiamo rilevare che i capelli della corona esterna non cadono mai e sono anche più forti e vengono trapiantati nella corona interna per la sua resistenza. La natura li ha resi resistenti perché nella vita all’uomo non possa venir meno il percepire le emozioni, sale della vita. Possiamo desumere che le persone calve sono prevalentemente razionali, che la natura ha tolto loro la possibilità di condurli in una visione più emozionale. Pensiamo che i monaci si radevano il capo a forma di aureola per aumentare la loro emozione ed eliminando quei annessi cutanei che percepiscono la razionalità.

Un grande impulso deriva dal fatto che in ogni capo esiste una sua distribuzione dei capelli. Esempio: ci sono vortici detti salvanelli che ci informano di una particolare tendenza emotiva; i vortici nella zona del vertice se doppi dimostrano intelligenza ed equilibrio fra l’emisfero destro e sinistro. Tanti vortici presenti in più punti dimostrano vivacità ed irrequietezza.

Molti sono gli aneddoti e le storie sui salvanelli, pensiamo al vecchio detto che il codino che si forma naturalmente chiami un fratellino. Quei bambini che desiderano il codino, sono bambini che inconsciamente hanno tale desiderio.

I capelli anche nella storia hanno avuto particolare attenzione e cura; i nobili e i dotti avevano capelli lunghi e ricci per meglio affrontare le decisioni con la sensorialità emozionale. Perché i capelli ricci sono tipici delle persone emozionali e i capelli lisci rappresentano la conoscenza prevalentemente razionale. Capelli lunghi si configurano in persone più docili e benevole, vedi proteste civili dei “capelloni” del 68.

Mentre nel periodo dei naziskin anni 80 i capelli venivano rasati ai lati nelle zone delle emozioni per caricarli di aggressività, basti pensare che ha fatto più parlare il trapianto dei capelli di alcuni personaggi che non le loro leggi.

I capelli ci forniscono attraverso la forma dei vortici la personalità della persona in esame.

 
Grossi e Spessi: Coraggiosi eFieri

Indicano grande forza vitale e vigore psico-fisico, una qualità che permette di resistere quando una persona è sotto pressione. Anzi, sembra quasi che questa venga attratta dalle situazioni complesse ed intricate. Questo è, probabilmente, dovuto alla notevole autostima, che spinge a mettere alla prova l’individuo e a convincerlo che tutti gli ostacoli possono essere superati.

 
Fini e Delicati: Sensibili ed Intuitivi

La somiglianza dei capelli a dei fragili fili di seta, sono indice di sensibilità, intuizione e capacità di cogliere le sfumature della vita. Questo spiccato intuito permette di poter controllare le situazioni ancor prima che esse accadano ed evitare gli insuccessi che di solito fanno soffrire.

 
Molto Fitti: Sensuali e Decisi

Se guardandosi allo specchio si ha l’ impressione di portare una criniera, questo è indice di vitalità. Inoltre, questo denota una forte carica erotica ed una straordinaria forza interiore che permette di sopportare la fatica e lo stress. Dunque, il carattere è volitivo, fermo, inflessibile, deciso, determinato, tenace, ostinato e caparbio. L’individuo è esigente con se stesso e con gli altri, talvolta anche un po’ prepotente.

 
Radi e Fragili: Pigri e Ascetici

In questa caso la persona tende ad avere un temperamento piuttosto passivo rispetto alla vita. Assumere responsabilità la infastidisce e preferisce rimandare le scelte e addirittura affidarle a terzi, piuttosto che agire in prima persona. Non ama la fretta e la pigrizia la fa agire con dei ritmi del tutto personali.

 
CORTI

Dimostra voglia di cambiamenti mettendo i recettori a nudo pronti per una nuova sfida alla vita con una carica di aggressività.

 
Lunghi

I capelli lunghi e sciolti sono indice di libertà, naturalezza, sensualità; in particolare, se tenuti un po’ selvaggi, rappresentano un forte richiamo per il genere maschile, persone ricche di propri valori manifestando calma e serenità.

 
Raccolti

Legare saldamente i propri capelli è un po’ come impedire di esprimere i propri impulsi: la persona tende a controllare la propria vita in maniera esagerata tenendo tutto sotto controllo.

 
Molto Colorati

Si tende a mostrarsi diversi da quello che in realtà si è, perciò si trasgredisce sempre con capelli multicolorati; ma se per le giovanissime il discorso cambia e probabilmente perché sono ancora alla ricerca di una propria identità come sfida alla società esterna.

 
Con Trecce E Addobbi

E’ un segnale di bisogno di coccole, e tenerezza. Le trecce dimostrano la necessità di controllare gli stimoli che provengono dal mondo esterno.

 
Stirati O Permanentati

Se i propri capelli non piacciono e si cerca di cambiare quella che è la loro natura: forse è il segnale di una insoddisfazione di fondo e la ricerca di nuove emozioni.


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