Il risveglio con il Tantra Yoga
di Christian Franceschini


Dal Kaoshikii alla Kundalinii

Il risveglio nel Tantra non dipende tanto dalle stagioni, ma dalla volontà ed il coraggio dell’essere umano di lottare contro la pigrizia fisica, la staticità mentale e l’ignoranza nella sfera spirituale.

Il Tantra è la principale scienza che insegna a liberarsi di tutti i blocchi e legami, nella sfera fisica o corporea, in quella istintiva, in quella emotiva ed intellettuale e del dogma nella sfera spirituale.

Per rompere le catene della staticità è stato concepito e sviluppato negli ultimi 7000 anni un sistema per il benessere olistico. Per il corpo ci sono numerose posizioni che agiscono egregiamente sul sistema neuroendocrino equilibrandone la secrezione ormonale e si chiamano Asana (ve ne sono oltre 10.000). La biopsicologia è la scienza che studia e possiede il metodo appropriato per ottenere dall’esercizio fisico oltre che alla salute fisiologica anche un effetto di controllo emotivo. Infatti essa aiuta l’essere umano a controllare meglio le sue 50 tendenze mentali, associate a ghiandole, plessi nervosi e plessi psichici chiamati Cakra.

Naturalmente la cura del corpo nel Tantra Yoga è fondamentale, oltre all’esercizio biopiscologico vi sono tantissime pratiche: il respiro diaframmatico, l’automassaggio quotidiano, il rilassamento, le tante pratiche igieniche, l’alimentazione senziente, il digiuno in base alle fasi lunari, ecc.

La danza del Kaoshikii inventata da Shrii Shrii Anandamurti, mio Maestro, è una panacea per il risveglio fisico, mentale e spirituale. Essa funge da antidoto a oltre 22 malattie o disturbi mentali. E’ un esercizio dinamico e potente; Lorena Tonolli, allieva dell’Accademia, ha scritto una bella tesi sul potenziale del Kaoshikii in naturopatia.

Vi elenco i benefici secondo l’inventore di questo ottimo e completo esercizio dimostrato e praticato insieme al seminario di maggio.

 

1.      Massaggia tutte le ghiandole e fa fare esercizio a tutti gli arti dalla testa ai piedi.

2.      Aumenta la longevità.

3.      Facilita il parto.

4.      Rende la spina dorsale più flessibile.

5.      Elimina l’artrite dalla spina dorsale, dal collo, dalle anche e dalle altre articolazioni.

6.      Elimina la gotta dalla spina dorsale, dal collo, dalle mani e dalle anche.

7.      La mente diventa forte e acuta.

8.      Regola il ciclo mestruale.

9.      Regola la secrezione ghiandolare.

10.  Cura i disturbi alla vescica e all’uretra.

11.  Aiuta ad avere un maggiore controllo sugli arti.

12.  Aumenta la bellezza e la luminosità del viso e della pelle.

13.  Elimina le rughe.

14.  Elimina la letargia.

15.  Cura l’insonnia.

16.  Cura l’isteria.

17.  Elimina i complessi di paura.

18.  Elimina la disperazione.

19.  Aiuta a esprimersi e a sviluppare le proprie potenzialità.

20.  Cura i dolori alla colonna vertebrale, le emorroidi, l’ernia, l’idrocele negli uomini, dolori nervosi e disturbi nervosi.

21.  Cura disturbi ai reni e alla cistifellea, disturbi gastrici, dispepsia, acidità, dissenteria, sifilide, gonorrea, obesità, magrezza e malattie del fegato.

22.  Aumenta la capacità di lavorare fino a 75-80 anni.

 La Kundalinii è la forza divina arrotolata come un serpente alla base della spina dorsale, nel primo plesso o cakra, chiamato Muladhara in sanscrito.

La Kundalinii viene risvegliata con un potere psicospirituale che nello Yoga e chiamato Siddha Mantra, mantra perfetto o che porta alla realizzazione finale, detta autorealizzazione o Nirvikalpa samadhi nel Tantra, Nirvana nel Buddismo.

Mantra è definito come la vibrazione che libera la mente, è un suono che ha un potere spirituale, mistico caricato da una personalità che ha raggiunto lo Yoga, l’unione con la Coscienza Cosmica.

Grazie a questo potere del Guru il Mantra è vivo; il suono è vibrato misticamente, un po’ come in omeopatia con i rimedi.

Il Mantra deve sempre avere il significato di unire il microcosmo con il macrocosmo, la meta spirituale più alta e beata. Grazie a questo potere e significato mistico del Mantra la Kundalini può salire lungo il canale di Susumna, che sta all’interno del canale cefalo rachideo.

 In questo canale spirituale la Kundalinii si muove verso l’alto, in direzione della ghiandola pineale ed è accompagnata dal altri due canali sottili, che si intrecciano con Susumna a livello di ogni Cakra per terminare poi sulle narici.
 
La respirazione nasale va fatta per ragioni molto più sottili di quello che si può pensare comunemente. La scienza yogica, tramite l’intuizione derivata dalla meditazione profonda, ha scoperto gia con Sadashiva 7000 anni fa questi due canali energetici e psichici:

1.      Ida è il canale energetico che influenza l’attività mentale, intellettuale o ideativa della mente; esso termina nella narice sinistra e influisce sul sistema parasimpatico. Il sistema parasimpatico o sistema cranio-sacrale è quella parte del sistema nervoso autonomo che rallenta il ritmo e la forza del battito cardiaco.

2.      Pingala invece, agisce da antagonista e aumenta ritmo e forza del battito cardiaco. Questo canale d’energia termina nella narice destra ed è responsabile delle attività fisiche.

Durante l’arco della giornata l’attività di questi “nervi” sottili varia a seconda degli orari e delle azioni che vengono svolte. Chi è attento a queste variazioni può utilizzare meglio la propria energia fisica e mentale.

Quando Ida è dominante, cioè quando il respiro fluisce maggiormente attraverso la narice sinistra, si ha più capacità di concentrazione, di contemplazione e di percezione. Questo può essere osservato anche attraverso un esame dell’iride, dove la pupilla è in miosi, cioè piccola, segno evidente dell’attività del sistema parasimpatico.

È per questo motivo che le posizioni yogiche e la meditazione, dovrebbero essere praticate quando Ida è attiva, mentre sarebbe meglio mangiare, defecare e lavorare fisicamente quando è attiva Pingala.

Ida e Pingala sono i due canali che comprimono il canale energetico più importante, cioè Susumna.

Con la ripetizione consapevole del suono e significato del Mantra la Kundalinii viene risvegliata è l’essere umano può così godere di 32 stati di beatitudine mistica, chiamati samadhi in sanscrito, cioè: essere insieme all’infinito.

Una volta raggiunta l’ultima beatitudine, ananda in sanscrito, non c’è più bisogno di essere ulteriormente risvegliati. L’io è diventato uno con Dio; come il fiume che sfocia nel mare o la bambola di sale che va a misurare la profondità dell’oceano.

 Il mantra che abbiamo cantato, ballato e su cui abbiamo meditato per 15 minuti ca. è Baba Nam Kevalam, il significato: Mi abbandono solo alla Coscienza Cosmica.

Troverete su You Tube diverse melodie e modi di cantare, ballare questo Siddha Mantra. Buon risveglio!


 


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